Nasce il progetto editoriale e artistico IRAE: la sostenibilità attraverso l’estetica

Dal 14 marzo è disponibile il primo numero di IRAE, progetto editoriale di Yourban2030 per raccontare una nuova etica attraverso l’arte.
- - Ultimo aggiornamento
loading

Promuovere la sostenibilità attraverso l’estetica. Parte da qui il nuovo progetto editoriale e oggetto artistico IRAE, serie promossa dalla no profit Yourban2030 che debutta con il primo numero. Ambiente, arte, fotografia e moda intrecciano i loro linguaggi per raccontare un impegno green che attraverso la bellezza lanci un messaggio etico. Nelle duecento pagine del pregevole volume d’esordio, lo sguardo attraversa punti di vista differenti per stimolare la riflessione su visioni, distopie e disastri ambientali.

A cadenza semestrale, IRAE è “una rivista pensata molto tempo fa, nel 2021 in piena pandemia”, esordisce l’ideatrice e presidente di Yourban2030, Veronica De Angelis, in conferenza stampa. “Abbiamo sentito il bisogno di cercare un progetto che affiancasse arte e ambiente con un linguaggio diverso, tra fotografia, arte contemporanea e narrazione”

“Siamo in un momento di riflessione che chiede di fermarci e cambiare direzione – continua De Angelis – Arte e cultura possono farsi prototipo di questo cambiamento. Speriamo che questo progetto ci aiuti anche a coltivare curiosità  pensiero critico, per attuare il cambiamento”.

IRAE Cardi Gallery
Foto: IRAE_Yourban2030 via HF4

LEGGI ANCHE : – Rolling Stones, annunciato il tour ‘Sixty’: la band a San Siro il 21 giugno 2022

IRAE, l’Art Director Angelo Cricchi e la Fashion Director Simonetta Gianfelici

A prendere la parola, alla presentazione milanese, è quindi il Direttore Creativo di IRAE Angelo Cricchi: “L’idea che soggiace quest’iniziativa è quella di cercare un canone estetico alla sostenibilità che spesso ha molti valore etici ma poco estetici. Io credo nell’estetica come valore politico. Abbiamo accolto poeti, scrittori, fotografi e artisti per declinare l’idea sostenibilità sul territorio estetico”.

“Sfogliando il magazine ci sono foto e testi, i lavori si sono intrecciati l’uno  con l’altro e ci siamo accorti che tutti vertevano sul vuoto come perfezione”, continua Cricchi. “I contenuti andavano a correlarsi nel concetto di svuotamento di significato per ricostruire tutto”.

Ground 1, Giacomo Costa  IRAE
Ground 1, Giacomo Costa / Foto: IRAE_Yourban2030 via HF4

“È in atto un grande cambiamento che ci sta stimolando molto, partendo propri da questo senso di vuoto”, interviene la Fashion Editor di IRAE, Simonetta Gianfelici. “È come se volessimo ripristinare una neutralità per una nuova gamma di valori. Quello che mi interessa è il linguaggio non verbale che la moda è in grado di offrire. Bisogna rimettere l’uomo e l’identità al centro del dialogo sempre più stretto tra produttori e consumatori, anche con il supporto della tecnologia. E, quindi, ripristinare un’estetica che tenga sempre più conto dei valori per abbattere  le disuguaglianze sociali e andare nel senso della sostenibilità”.

Il primo numero di IRAE: lo special project di Paolo Canevari

Insieme al primo numero da collezione, IRAE è anche uno special book a edizione limitata (cento copie) di Paolo Canevari, che firma un’edizione interamente nera, buia come il silenzio. “Il progetto è nato da una riflessione profonda sul significato delle immagini e delle parole. Su quanto possano essere definite importanti in un contesto contemporaneo”, spiega l’artista. “Qual è il peso delle immagini che produco?”

“La comunicazione con le immagini, nel tempo del digitale, è chiamata a rispondere a valori che si abbassano”, continua Canevari. “Dobbiamo riscoprire il valore delle immagini in un mondo che è inquinato, non solo per i consumi ma dalle stesse immagini che non hanno più il peso che meritano. Io aggiungo immagini ad altre immagini, ma in modo che possano avere un significato maggiore”.

Paolo Canevari
Foto: IRAE_Yourban2030 via HF4

Da questa riflessione originaria, la scelta del colore nero. “Il mio percorso è iniziato ormai nel 2010, dall’idea di immagine come limite. Ma se l’immagine è un limite, l’immaginario no. Ho voluto lavorare sugli appigli emotivi, come guardandosi allo specchio per capire cosa un’opera ci stia domandando. La mia riflessione nasce su questi propositi e sto lavorando per fare qualcosa che possa portare opinioni e uno sguardo diverso nelle persone”.

LEGGI ANCHE : – ‘No Exit’, tutto sul nuovo thriller Disney+

“Questa rivista con la copertina nera rimanda, dunque, all’inquinamento visivo delle troppe immagini, alle censure dei governi delle religiosi, ai dogmi imposti sempre dall’alto e mai dal basso”, spiega Canevari. “Le immagini affiorano come se emergessero dalla nostra memoria. L’idea è quella di riscoprire le cose attraverso un’idea di memoria, perché le immagini sono sempre legate ai ricordi. Sono convinto che la memoria rimane il monumento più grande ed è quella che va conservata”.

“L’atteggiamento con cui mi pongo nei confronti del problema, quindi, è sempre quello di stimolare un pensiero attraverso quello che faccio”, conclude Paolo Canevari. “Il tipo di pensiero, poi, dipende dall’opera, ma ognuna deve essere significante di per sé. Il valore dell’arte è sempre astratto, mai riconducibile a qualcosa di monetario anche se poi ci si confronta ovviamente con il mercato. Per me, però, il valore è sempre metafisico, diverso da un valore di quantità economica”.

Dove trovare IRAE

IRAE è disponibile dal 14 marzo sul circuito Messaggerie (La Feltrinelli, Mondadori, Ubik), Armani Book, Hoepli e in tutte le migliori librerie. È inoltre ordinabile sugli store online e Amazon. IRAE è anche eventi intorno alla community: dopo la presentazione alla Cardi Gallery di Milano del 10 marzo, il secondo appuntamento è a Roma, presso gli spazi di Contemporary Cluster, Palazzo Brancaccio sempre in collaborazione con Silentsystem e con le performance sonore immersive a cura di Alessio Mosti.

Foto evento di Maura Crudeli per IRAE_Yourban2030 via HF4