Incontro con l’artista Bankeri e le sue opere pop e dissacranti, dove elementi fantastici e riflessivi si intrecciano nella visione nella mostra Artificialis

Incontro con l’artista Bankeri e le sue opere pop e dissacranti, dove elementi fantastici e riflessivi si intrecciano in una nuova visione all’interno della mostra Artificialis

Passeggiando per le vie del centro di Roma, abbiamo raggiunto l’artista Francesco Bancheri
“Bankeri”
nelle splendide sale di Palazzo Capizucchi, trasformate in un’antica Wunderkammer in occasione della mostra Artificialis. Qui elementi fantastici e riflessivi si intrecciano nella visione dei cinque artisti coinvolti nel collettivo. Ognuno di loro ha creato opere che offrono una visione unica del concetto di “artificiale” e del suo viaggio semantico.

Bankeri non perde occasione per mostrare uno sguardo indagatorio su quello che è il contemporaneo.
Le sue opere si distinguono per l’abilità nel fondere estetica e contenuto, regalando al pubblico un’esperienza visiva ed intellettuale stimolante in cui, tra il bianco e nero delle immagini, spicca in modo significativo il fucsia; un colore metropolitano che per l’artista rappresenta l’intervento dell’uomo e, in questo caso, il suo intervento sull’installazione.

Sono due le opere realizzate per la mostra ed entrambe incarnano un’esplorazione affascinante dell’artificiale e della comunicazione.

It makes me wonder si presenta come un’installazione immersiva che trasforma l’ambiente circostante in una foresta di carta a grandezza naturale, abitata da creature fantastiche « Un grande collage che dialoga con una vegetazione formata da più elementi floreali » descrive Bankeri. Quest’opera offre un’esperienza sensoriale unica, che coinvolge i visitatori in un mondo che mescola realtà e immaginazione.

Bones Flowers, invece, propone una riflessione sul tema della comunicazione. Bankeri utilizza ossa trasformate in una fioritura perenne che fuoriesce dalle doghe del pavimento, simbolo di continuità e sviluppo del dialogo umano, « fiori che non sono destinati a morire », come lui stesso li ha voluti definire.

« C’è una compenetrazione tra queste due opere che vivono l’aspetto di essere animali rappresentati dalla vegetazione (dalla cellulosa) e invece vegetazione rappresentata da animali (ossa). Questo è uno degli aspetti ambivalenti di questa installazione – ci spiega l’artista – L’idea nasce dal fatto che la natura ha un aspetto circolare ».

Nella mostra Artificialis, le opere di Bankeri sono caratterizzate da un linguaggio pop e dissacrante, dimostrando la capacità dell’artista di offrire prospettive diverse e di sfidare le convenzioni. Bankeri gioca con il concetto di artificiale, inserendolo nel contesto della “post riproducibilità tecnica”. In un’epoca in cui le tecnologie moderne possono creare ex novo, l’artista esplora nuove interpretazioni e significati di ciò che è artificiale.

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