Il museo di via Nizza si conferma uno degli spazi più attivi della scena culturale romana
Dal 11 al 15 marzo 2026 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma propone una nuova settimana di appuntamenti tra presentazioni editoriali, workshop, incontri, cinema e riflessione sul lavoro culturale contemporaneo. Un calendario che intreccia ricerca artistica, dibattito teorico e linguaggi diversi, confermando il museo di via Nizza come uno degli spazi più attivi della scena culturale romana.
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Mercoledì 11 marzo: una serata dedicata a Emilio Prini
La settimana si apre mercoledì 11 marzo alle 19.00 con la presentazione del volume “…E Prini”, prima monografia completa dedicata a Emilio Prini (1943–2016), una delle figure più radicali e sfuggenti dell’Arte Povera. Il libro, pubblicato in occasione della mostra che il MACRO ha dedicato all’artista, rappresenta lo studio più sistematico finora realizzato sulla sua ricerca.
L’incontro in Auditorium riunisce alcune delle persone che hanno conosciuto e lavorato con Prini nel corso degli anni, tra cui Daniela Lancioni, H.H. Lim, Luca Lo Pinto, Mario Pieroni, Fabio Sargentini, Dora Stiefelmeier e Timotea Prini. La presentazione assume la forma di una conversazione corale fatta di testimonianze e ricordi, offrendo uno sguardo diretto sulla personalità e sull’opera di uno degli artisti più enigmatici dell’arte italiana del secondo Novecento.
Giovedì 12 marzo: workshop e confronto critico con UNAROMA LIVE
Giovedì 12 marzo il programma si inserisce nel palinsesto di UNAROMA LIVE, il progetto che accompagna la mostra dedicata alla città e alle sue energie creative.
Alle 11.00 Cristina Lavosi conduce il workshop “Cos’altro, cos’altro c’è nella città gioiosa?”, un laboratorio che nasce dalle ricerche sviluppate durante la sua permanenza a Roma nello Studio Program promosso da CASTRO. L’incontro propone un percorso sperimentale che intreccia scrittura creativa, immaginazione visiva e riflessione politica, esplorando i temi dell’abolizionismo e della giustizia trasformativa attraverso pratiche speculative e pedagogie radicali.
Alle 19.00 la giornata prosegue con CRIT, incontro moderato da Fabiola Fiocco in cui le artiste Dakota Guo e Natalya Marconini Falconer presentano i propri lavori aprendo il processo creativo a una discussione pubblica. Il formato del CRIT, tipico delle accademie e dei contesti di ricerca artistica, invita il pubblico a partecipare attivamente al confronto critico sull’arte contemporanea.
13–14 marzo: “The Dream Syndicate”, il convegno sul lavoro culturale
Tra venerdì 13 e sabato 14 marzo il museo ospita “The Dream Syndicate”, convegno internazionale a ingresso gratuito dedicato alle trasformazioni del lavoro immateriale e culturale, con particolare attenzione alla musica e alle pratiche artistiche contemporanee.
Il progetto prende le mosse dall’esperienza del festival Dissonanze, storico laboratorio romano di musica elettronica e arte digitale a cui il MACRO dedica la mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze.
La prima giornata si apre con gli interventi di David Toop e McKenzie Wark, che riflettono sulla smaterializzazione della musica e sulle nuove forme di produzione culturale nell’era del capitalismo informazionale.
Sabato il convegno prosegue con una serie di tavoli di discussione dedicati alle principali tensioni del lavoro creativo contemporaneo: dal rapporto tra burnout e organizzazione collettiva alla produzione del valore culturale, fino al ruolo ambivalente delle tecnologie digitali nelle pratiche artistiche. La giornata si conclude con la lecture dello scrittore e teorico Bruce Sterling, che affronta il futuro dell’autonomia creativa nell’economia delle piattaforme.
Sabato 14 marzo: cinema con “I Predatori”
Sempre sabato 14 marzo alle 19.00 torna la rassegna Cine-città, dedicata al nuovo cinema italiano. In programma la proiezione di I Predatori di Pietro Castellitto, film d’esordio del regista presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e premiato per la migliore sceneggiatura nella sezione Orizzonti.
La pellicola costruisce un ritratto satirico e spietato della borghesia e delle élite culturali italiane, intrecciando le vicende di due famiglie appartenenti a mondi sociali opposti in una commedia nera sulle contraddizioni del presente.
Domenica 15 marzo: il cinema di Elio Petri
Domenica 15 marzo alle 11.00 la rassegna cinematografica prosegue con I giorni contati di Elio Petri, film del 1962 che racconta la crisi esistenziale di un operaio romano dopo aver assistito a una morte improvvisa.
Attraverso uno stile asciutto e rigoroso, Petri costruisce un ritratto lucido dell’alienazione moderna e delle tensioni sociali dell’Italia del boom economico. La proiezione sarà accompagnata da un incontro con i registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, che dialogheranno con il pubblico sul valore e l’attualità del film.
Le mostre in corso
Proseguono al MACRO diverse mostre che attraversano arte contemporanea, ricerca urbana e sperimentazione audiovisiva.
UNAROMA, a cura di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella, racconta la città attraverso le opere di oltre settanta artiste e artisti, costruendo un grande racconto visivo articolato in tre momenti – Set, Live e Off – che restituiscono il tessuto culturale vivo e intergenerazionale della capitale.
Fino al 22 marzo è visitabile One Day You’ll Understand. 25 years from Dissonanze, progetto dedicato allo storico festival che tra il 2000 e il 2010 ha trasformato Roma in un laboratorio internazionale per musica elettronica, arte digitale e architettura.
Sempre fino al 6 aprile il museo ospita Jonathas de Andrade. Sorelle senza nome, video dedicato alla storia di una comunità di suore brasiliane che negli anni Sessanta si trasferirono a Roma dopo aver lasciato i voti, continuando il loro impegno sociale e politico.
Completa il percorso Abitare le rovine del presente, progetto che indaga pratiche spontanee di rigenerazione urbana e resilienza sociale, mostrando come Roma si sia trasformata nel tempo attraverso processi spesso nati dal basso.
Una settimana che conferma il MACRO come spazio di incontro tra arti visive, cinema, teoria e pratiche culturali contemporanee, capace di trasformare il museo in un laboratorio aperto di idee e linguaggi.