‘Carla’, Gabriele Rossi nel film sulla grande étoile: «Diamo più occasioni al talento»

In attesa che arrivi su Rai1 a dicembre, è sul grande schermo ‘Carla’. Nel film sulla vita di Carla Fracci c’è anche Gabriele Rossi: la nostra intervista.
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Nelle sale cinematografiche per tre giorni (8, 9 e 10 novembre) e su Rai1 il 5 dicembre, ‘Carla’ è il primo film sulla vita di Carla Fracci. Ispirata all’autobiografia della stessa étoile Passo dopo passo – La mia storia (Mondadori, 2013), la pellicola ha visto coinvolta la stessa icona della danza. Non sul palco, stavolta, ma nel ruolo di consulente artistica con il marito Beppe Menegatti e la collaboratrice storica Luisa Graziadei.

E se Alessandra Mastronardi ha avuto l’onore e l’onere di interpretare la signora Fracci, tanti altri nomi si affacciano nelle scene e nella storia della ‘prima ballerina assoluta’. Tra i grandi della danza che ritroviamo nel film di Emanuele Imbucci c’è il ballerino e coreografo Mario Pistoni. Fu lui, nel 1966, a volere una giovane Carla nel ruolo di Gelsomina per La Strada, dall’omonimo film di Fellini, su musiche di Nino Rota

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A incarnare Pistoni sullo schermo è Gabriele Rossi, che per l’occasione unisce il talento del ballo e della recitazione che fanno parte della sua vita. Non è un caso, infatti, che l’attore non abbia avuto bisogno di ricorrere ad alcuna controfigura. “È stato molto divertente perché ho fatto un po’ da traduttore tra i due linguaggi”, ci racconta l’artista.

 
 
 
 
 
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“Ho incontrato Carla Fracci in molti eventi di danza”, continua Rossi. “Da bambino ho studiato al Teatro dell’Opera di Roma e faccio parte di quella generazione che la signora Fracci ha cresciuto. Un esempio come il suo è proprio eclatante, è l’eccezione che conferma la regola rispetto al fatto che la vita di un danzatore sia molto dura”.

“Una carriera riuscita come quella di Carla Fracci potrebbe far pensare che la vita di una ballerina così famosa nel mondo sia facile e piacevole”, spiega Gabriele Rossi. “Invece è davvero molto dura: mentre un attore con l’età acquista spessore e rispettabilità, i danzatori dimostrano il proprio valore attraverso il fisico”.

“E non avendo un corpo che li accompagna nel tempo, più va avanti l’età più si rischia di non riconoscersi allo specchio”, osserva l’artista. “Si inizia a fare riferimento al ricordo di te come danzatore giovane. A meno che non sia un evento storico come la signora Fracci, è un aspetto della vita del danzatore che pochi colgono se non i diretti interessati”.

Allargando poi lo sguardo all’arte e al talento, Gabriele Rossi ci parla di ‘occasione’. “È questo ciò che cambia le vite delle persone e soprattutto dei giovani che partecipano ai talent. Purtroppo riconosco che non viene data facilmente un’occasione a tutti i talenti che vi passano. Questa bassa densità di occasioni mi fa dispiacere, in particolare nel caso in cui hai la percezione certa che c’è un valore grande davanti ai tuoi occhi, giovane e che potrebbe avere molto dal suo futuro”.

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“Quando alcune verità lavorative non si spendono per far fiorire davvero i talenti, con le occasioni giuste, è un po’ triste. A maggior ragione per chi lavora per far studiare i ragazzi come faccio anche io con la mia Accademia a Roma”, confessa ancora l’attore. “I giovani oggi sono molto preparati e meriterebbero contesti al loro livello”.

Guardando, infine al futuro, Gabriele Rossi ci regala una piccola anticipazione. “Ho appena girato un film americano per il cinema, con il regista francese Camille Delamarre con Sam Neill ed Henry Golding. Sarà nelle sale a maggio 2022 quindi penso che, qualche mese dopo, arriverà anche in Italia”.

 
 
 
 
 
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Foto da Ufficio Stampa Mongini Comunicazione