Galeffi, ‘Il regalo perfetto’: «Un disco se non lo suoni rimane a metà»

Dopo la release digitale in primavera, Galeffi ha pubblicato ‘Settebello’ in formato fisico; nell’album anche un inedito dallo spirito natalizio. La nostra intervista.
- - Ultimo aggiornamento
loading

A qualche mese di distanza dalla release in digitale, Galeffi ha pubblicato in formato fisico l’album ‘Settebello’, aggiungendo un paio di chicche per i suoi fan. Oltre a una rilettura acustica del brano Cercasi Amore spunta anche l’inedito Il regalo perfetto, traccia rimasta nel cassetto per oltre due anni e rivestita di suoni ad hoc per il Natale che si avvicina.

“Dalla primavera scorsa, quando è uscita la prima edizione di ‘Settebello’, a oggi sono stati circa sei mesi molto intensi – ci racconta Galeffi – nel senso che non ho vissuto molto bene la fase di lancio dell’album. Ero così gasato che uscisse un mio album a cui avevo lavorato tanto che ero carico per suonarlo in tour con i ragazzi della band. E i primi periodi, da marzo a luglio, ero un po’ depresso. Poi ho ricominciato a scrivere e l’aria estiva mi ha aiutato a essere un po’ più positivo.”

Avere fra le mani questo disco per me è fondamentale perché non riuscivo a dormire bene la notte – continua l’artista – Mi sembrava quasi che non fosse uscito. È vero che oggi la musica è su Spotify e il digitale è la cosa più importante però, insomma, toccare il compact disc di un lavoro che un anno fa non esisteva ma era solo nella testa è un bisogno.”

GALEFFI_il regalo perfetto
Cover singolo da Ufficio Stampa Valentina Aiuto

È stato importantissimo per me avere l’opportunità di ristampare ‘Settebello’. Mi è sembrato un modo per rendere giustizia a un disco importante.

A proposito dell’inedito, Galeffi ci racconta: “L’ultimo singolo che è uscito in occasione di questa ristampa si intitola Il regalo perfetto ed è una canzone, se vogliamo, leggera sul Natale e su un rapporto d’amore tra due persone durante le festività natalizie. È nata in maniera un po’ giocosa due anni fa, mentre stavo a casa di Iacopo Sinigaglia, il produttore che ha finalizzato il singolo.

Lui aveva questo jingle in testa un po’ natalizio e me lo ha proposto per divertimento. Così, in un pomeriggio, abbiamo chiuso questa canzone che è rimasta nel cassetto per mesi. Quando, poi, ho deciso di farla uscire mi sembrava carino pubblicarla insieme a ‘Settebello’: mi sembrava la canzone giusta al momento giusto.”

Il regalo perfetto ha suoni che ricordano il Natale e il testo racconta di una scenografia legata a quella festa. Però è una canzone anche sulla solitudine, secondo me, e molto autoironica: sembro la piccola peste che si lamenta della sua vita ridendoci sopra.

LEGGI ANCHE: 15 anni di Boomdabash: «La genuinità paga sempre»

Il videoclip de ‘Il regalo perfetto’, e la nuova versione di ‘Cercasi Amore’

Ad accompagnare il singolo, Galeffi ha pensato a un vero e proprio viaggio nel passato per il videoclip. Ce lo spiega il cantautore: “Mi piaceva l’idea di rendere molto intima questa canzone, dato che lo è, con immagini che casualmente nell’ultimo periodo ho ritrovato in VHS e ho trasferito su DVD. E dato che è una canzone anche un po’ infantile e vera, non c’è nulla di meglio che pezzetti della mia vita da piccolo. Mi sono emozionato anche io nel rivedere il video.”

Ma c’è di più. “All’interno del disco ‘Settebello’ uscito il 27 novembre c’è una sorta di rivisitazione di Cercasi Amore che per l’occasione ho chiamato Cercasi Amore Nuda e Cruda perché è stata registrata live, chitarra e voce. Rispetto alla versione nel disco di marzo è molto più lenta e intima, sembra quasi un’altra canzone.

Come è nata? A settembre, suonando in un mini tour, parlando con i fan dopo i concerti mi dicevano che erano rimasti colpiti da questa versione acustica. Praticamente sono stati i fan a darmi l’idea di registrare in quella maniera ed è la sorpresa per chi ha comprato l’album perché non uscirà su Spotify ma sarà solo nel disco fisico.”

Il rapporto con la musica: gli ascolti e i live

“Prima di girare le mie canzoni al management e a chi lavora con me – ci confessa Galeffi – Io le custodisco un po’ di giorni da solo in versione demo perché so che in qualche maniera poi cambieranno. Amo le canzoni come nascono. L’arrangiamento è sempre importante perché crea un colore e un suono che ti rappresenta, però in qualche modo è manipolare una canzone che già esiste. È un bambino di canzone ed è quindi la forma più pura che c’è; è il punto che rappresenta il motivo per cui mi piace scrivere canzoni.”

LEGGI ANCHE: L’iconica esibizione dei Little Pieces of Marmelade con Alberto Ferrari

“In questi mesi ho ascoltato tanta musica – continua – e per me è importante perché riesco ad avere idee con cui contaminare ciò che sento a livello personale. E poi quello che sto cercando di fare nei miei dischi è formarmi degli obiettivi sonori da esplorare. Per esempio, in questo momento, sto ascoltando tantissima musica francese. Ho la sensazione che il Galeffi del futuro andrà verso quel mondo e questo mi gasa perché mi piace molto.”

Quella dei live è la mia dimensione preferita. Rispetto a tanti altri colleghi del famigerato ‘indie’ usciti un po’ più dei social e da internet, io sono nato proprio facendo concerti.

Infine con Galeffi diamo spazio a uno sguardo nel passato ricordando i suoi esordi. “Fino a tre, quattro anni fa – ci spiega – mi imbucavo nei locali di Roma più vicini a casa e chiedevo ai proprietari di farmi suonare. Il live per me è proprio la base. Un disco rimane un po’ a metà se non lo suoni e a me piace stare sul palco, incontrare i fan, vederli cantare…”

Cantando, in qualche modo, mi ricordo i motivi per cui mi piacevano quelle canzoni quando le ho scritte.

“Quando tutto diventa un lavoro non dico che le cose che hai fatto prima muoiono però – conclude Galeffi – appena chiudi una canzone ed esce, è come se avesse un’altra vita, propria. Il live, almeno per me, è l’unica modalità per rivivere la bellezza della paternità delle canzoni.”

Foto di Giovanna Onofri da Ufficio Stampa Valentina Aiuto