Il ‘mappamondo’ dei rovere: «Vi facciamo viaggiare con la nostra canzone»

‘mappamondo’ è solo l’ultimo progetto dei rovere, in radio anche con ‘InstagraMare’ dei Legno e in libreria con un graphic novel a loro ispirato. La nostra intervista.
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Nelson, Luca, Lorenzo, Marco e Davide sono i rovere, giovane band della scena bolognese che ha debuttato ufficialmente nel 2019 con l’album disponibile anche in mogano. Dopo il disco, è arrivato l’EP ultima stagione, che ha catturato ulteriormente l’attenzione del pubblico superando in breve tempo quota 20milioni di stream.

Da scriversi rigorosamente in minuscolo, mappamondo è il nuovo singolo del gruppo uscito all’inizio di una stagione in cui spostarsi fisicamente è diventato inaspettatamente meno scontato. Ma “vi facciamo viaggiare con la nostra canzone” ci promette Nelson Vencelai a nome della band.

Come? “Nella maniera più semplice – ci spiega sorridendo il cantante – Prendete una qualsiasi piattaforma digitale, digitate ‘rovere mappamondo’, premete play, indossate le cuffie o accendete le casse, chiudete gli occhi… e lasciatevi trasportare. È un po’ un compromesso ma ci sta!”

“Il brano nasce durante il lockdown, lo abbiamo scritto a distanza su una proposta di canzone del nostro tastierista. – continua Nelson – Il nostro batterista ha preso il riff inziale e gli ha dato una seconda vita mettendolo all’inizio di un’altra canzone che stava scrivendo prendendo in prestito delle parole del chitarrista scritte senza una melodia. Ripresa in mano, hanno scritto il ritornello e io ho aggiunto lo special.”

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Un lavoro a più mani, dunque, in cui ogni componente ha dato il proprio contributo per un pezzo a tutti gli effetti collettivo. Finalizzata in quel di Milano, mappamondo ha assunto quindi la forma che ascoltiamo ora. “Ascoltare il brano tutti insieme, per la prima volta, è stata un’emozione stranissima – confessa Venceslai – Eravamo in studio e non l’avevamo mai sentito in gruppo: ritrovarsi è stato come vedere la luce in fondo al tunnel.”

In questo lockdown abbiamo scritto un sacco di canzoni. Paradossalmente ci ha dato una grande spinta perché quando sei da solo puoi osare e sperimentare di più, quindi ognuno di noi era molto motivato. E forse anche per la paura di perder tempo…!

“Nelle nostre canzoni il racconto è fortemente generazionale e parliamo con un linguaggio specifico a una determinata generazione perché scriviamo di quello che pensiamo. – continua Nelson – Parliamo di quello su cui ragioniamo, delle nostre paure, dei nostri dubbi, delle nostre gioie: è uno scambio naturale, non fingiamo di essere altro da ciò che siamo.”

La collaborazione con i Legno e il fumetto

Giusto qualche giorno prima di mappamondo, è uscita la collaborazione dei rovere con i Legno (questione di materiali, insomma) sul brano InstagramMare, selezionato come videoclip del mese di luglio da MTV New Generation.

La collaborazione è nata non solo per il nome (anche se, ammetto, è stato fondamentale) ma perché stimiamo la loro musica e quando ce l’hanno proposta abbiamo accettato subito. Anche in questo caso abbiamo lavorato a distanza, non ci siamo mai visti fisicamente: speriamo che prima o poi ci scappi una cenetta!”

InstagramMare è stata scritta pensando a un’estate normale ed è uscita ora in una stagione che non è proprio normale. Crea una contrapposizione strana e bella.

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E come se non bastasse, i cinque artisti bolognesi si sono trasformati in supereroi nel graphic novel disponibile anche a fumetti, per le edizioni Becco Giallo. “L’idea è nata dalla stessa casa editrice – spiega Nelson – Alcuni artisti hanno disegnato le nostre canzoni e noi stessi. Eravamo molto curiosi di vedere cosa ne venisse fuori e avevamo voglia di dare un nuovo punto di vista ai nostri brani, oltre al nostro e a quello di chi i ascolta.”

L’indie? Più passa il tempo più mi sembra che stia diventando la nuova musica italiana, e questa è una cosa positiva. Non siamo indipendenti, ci consideriamo una band pop, pop-rock e indie, nel senso che facciamo musica italiana, giovane e fresca.

Infine, lo sguardo non può che correre ai live. “È un periodo veramente tosto, per noi e soprattutto per chi lavora dietro le quinte – conclude – Non si vede la fine, e questo è difficile. Ci manca suonare dal vivo e soprattutto a noi manca dare un volto e una voce ai numeri che vediamo su Spotify. Manca il contatto, quell’essere lì, sul palco, con la gente che salta e perde la voce con te. Non vediamo l’ora si possa tornare dal vivo e intanto non molliamo.”

Foto di Muxland Production (Ilenia Tramentozzi) da Ufficio Stampa Astarte Agency