Svelato il design dei Bracieri di Milano Cortina 2026: due sculture cinetiche firmate da Marco Balich che si accenderanno in sincrono nelle due città.

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Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici e Paralimpici, la Fiamma non avrà un solo fulcro ma due cuori pulsanti, accesi all’unisono in città diverse. Milano Cortina 2026 sceglie, infatti, di raccontare la propria identità diffusa anche attraverso il design. E svela i due Bracieri che illumineranno l’edizione invernale dei Giochi: uno all’Arco della Pace a Milano, l’altro in Piazza Dibona a Cortina d’Ampezzo.

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Più che semplici contenitori della Fiamma, i Bracieri si presentano come vere e proprie opere di design e ingegneria. Simboli visivi di un progetto olimpico che mette in dialogo territori e comunità. Realizzati grazie alla partnership con Fincantieri, nascono da un progetto di Marco Balich, in collaborazione con Lida Castelli e Paolo Fantin, figure di riferimento nel panorama internazionale delle grandi cerimonie e degli eventi immersivi.

Il concept affonda le radici in un immaginario antico e universale: il sole, fonte primaria di vita ed energia, diventa il cuore simbolico di una creazione pensata per il futuro. La Fiamma, da sempre emblema di continuità e rinascita, viene qui custodita e rivelata attraverso un gesto progettuale che unisce rigore formale e potenza evocativa.

Ispirazione leonardesca e funzionalità contemporanea

Il design dei Bracieri richiama esplicitamente i Nodi di Leonardo da Vinci, celebri intrecci geometrici che incarnano l’armonia tra natura e ingegno umano. Un riferimento non casuale, che omaggia proprio il genio leonardesco e il suo legame con Milano. Le superfici e le geometrie evocano un equilibrio dinamico, in cui la complessità tecnica si traduce in una forma essenziale.

Immagine da Fondazione Milano Cortina 2026

Dal punto di vista strutturale, i Bracieri sono realizzati in alluminio aeronautico, materiale scelto per la sua leggerezza e resistenza. La loro natura è dichiaratamente cinetica: si aprono e si chiudono attraverso un movimento fluido, diventando metafora visiva dello scorrere del tempo e dell’alternanza naturale tra giorno e notte. Come scrigni contemporanei, custodiscono la Fiamma per poi svelarla, trasformando l’atto dell’accensione in un’esperienza scenica.

La geometria variabile consente al diametro di espandersi da 3,1 metri in fase di chiusura fino a 4,5 metri in apertura. Un sistema complesso, che integra 244 punti di snodo e 1.440 componenti montati su perni e cuscinetti, dove l’ingegneria diventa parte integrante del linguaggio estetico.

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All’interno, la Fiamma è racchiusa in un contenitore di vetro e metallo progettato per garantire massima sicurezza, basso impatto acustico e minime emissioni di fumo. Ma anche assenza di ricadute di materiali, rendendo l’opera compatibile con spazi urbani e pubblico ravvicinato.

L’accensione del 6 febbraio 2026 segnerà la conclusione del Viaggio della Fiamma Olimpica, un percorso di 63 giorni che sta attraversando l’Italia percorrendo oltre 12.000 chilometri. E dal 7 febbraio, il Braciere all’Arco della Pace diventerà anche il fulcro di un rituale quotidiano aperto alla città. Ogni ora, dalle 17:00 alle 23:00, uno spettacolo di 3–5 minuti accompagnerà l’accensione scenica della Fiamma, con musiche composte da Roberto Cacciapaglia. Un appuntamento che si ripeterà ogni giorno fino allo spegnimento del 22 febbraio.

Immagine Fondazione Milano Cortina 2026

Con l’arrivo della Fiamma Paralimpica, il 6 marzo, i due Bracieri torneranno ad ardere per tutta la durata dei Giochi Paralimpici, per poi spegnersi definitivamente il 15 marzo, al termine della Cerimonia di Chiusura.

Immagini da Fondazione Milano Cortina 2026

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