Con l’apertura della tratta San Giovanni–Colosseo, la linea C inaugura due stazioni-museo nel cuore della città: Porta Metronia e Colosseo–Fori Imperiali trasformano il trasporto pubblico in un’esperienza culturale quotidiana.

Con l’attivazione della nuova tratta San Giovanni–Colosseo della Metro C, Roma aggiunge al proprio sistema di trasporto non solo due nuove stazioni, ma due veri e propri musei sotterranei accessibili con un biglietto della metropolitana. Porta Metronia e Colosseo–Fori Imperiali segnano un passaggio chiave nella trasformazione della linea C: da infrastruttura di collegamento a spazio permanente di valorizzazione archeologica.

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La tratta, lunga circa 2,5 chilometri, collega San Giovanni a Colosseo attraversando il sottosuolo di una delle aree storicamente più dense della capitale. In questo segmento, la metro non si limita a passare sotto la città, ma ne espone la stratificazione, rendendo visibili reperti e strutture emerse durante gli scavi.

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Due stazioni museo lungo il nuovo tratto della Metro C

Con l’apertura delle stazioni Porta Metronia e Colosseo–Fori Imperiali, la linea C raggiunge una lunghezza complessiva di oltre 21 chilometri con 24 stazioni, mentre l’intera rete metropolitana romana arriva a 62,5 chilometri e 76 stazioni.

Per la prima volta, un’ampia area del centro storico – dai rioni Monti, Esquilino e Celio fino all’area monumentale dei Fori e del Colosseo – risulta completamente interconnessa da una rete di trasporto che integra mobilità e patrimonio culturale.

Il tratto San Giovanni–Colosseo rappresenta inoltre un nodo strategico per gli scambi: la nuova stazione Colosseo–Fori Imperiali consente il collegamento diretto tra la Metro C e la Metro B, migliorando l’accessibilità anche per le persone con disabilità grazie a nuovi ascensori, percorsi tattili e accessi senza barriere.

Porta Metronia: una caserma romana trasformata in museo sotterraneo

La stazione di Porta Metronia, situata in piazzale Ipponio accanto alle Mura Aureliane, è una delle più significative dal punto di vista archeologico. Lo scavo ha raggiunto una profondità di circa 30 metri e ha portato alla luce un complesso di eccezionale importanza: una caserma romana del II secolo d.C., estesa su circa 1.700 metri quadrati.

Il sito comprende:

  • 30 alloggi per una compagnia di soldati
  • ambienti decorati con mosaici e affreschi
  • la domus del comandante, dotata di atrio e fontana

Le strutture sono state documentate tramite scansioni 3D, smontate, restaurate e successivamente ricollocate all’interno della stazione, trasformandola in un sito archeologico integrato nell’infrastruttura.

L’area museale vera e propria, attualmente non accessibile, aprirà al pubblico nel mese di febbraio. Già oggi, tuttavia, l’atrio della stazione è caratterizzato da serigrafie e apparati informativi che raccontano la storia dei ritrovamenti e del contesto archeologico.

Colosseo – Fori Imperiali: un’archeostazione nel cuore della Roma antica

La stazione Colosseo–Fori Imperiali, collocata lungo via dei Fori Imperiali tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio, rappresenta uno degli interventi più complessi mai realizzati nel centro storico di Roma. La stazione si sviluppa su quattro livelli interrati, con una larghezza che raggiunge i 50 metri e una profondità di circa 32 metri.

Durante gli scavi sono emerse domus di età repubblicana, risalenti al II e I secolo a.C., con ambienti perfettamente conservati, tra cui terme private appartenute probabilmente a una famiglia benestante. Le strutture, originariamente situate tra le pendici del Colle Oppio e la Velia, sono state restaurate e integrate nel percorso della stazione.

L’allestimento museale, curato dal Parco archeologico del Colosseo con la collaborazione della Sapienza Università di Roma, accompagna i passeggeri dall’ingresso fino alle banchine, offrendo un racconto cronologico della città, dai livelli repubblicani alle trasformazioni di età neroniana. Tra i reperti esposti figurano oggetti votivi, statuine e una matrice per la riproduzione di un’immagine di Eracle, proposta in una versione cromatica contemporanea che dialoga con il linguaggio visivo attuale.

Archeologia e ingegneria: come si costruisce una metro a Roma

La realizzazione delle nuove stazioni della Metro C ha richiesto l’adozione della tecnica del top-down archeologico, sviluppata appositamente per il centro storico di Roma. Questo metodo consente di procedere allo scavo dall’alto verso il basso, costruendo solai intermedi che garantiscono la stabilità strutturale e permettono al contempo la prosecuzione delle indagini archeologiche.

Il lavoro congiunto di ingegneri, archeologi e restauratori ha trasformato ogni rinvenimento inatteso in un’opportunità di studio e valorizzazione, come dimostrano anche le scoperte degli Auditoria adrianei in piazza Madonna di Loreto e della caserma di Porta Metronia.

Un museo quotidiano, accessibile a tutti

Le nuove stazioni museo della Metro C non sono pensate come spazi separati dal flusso urbano, ma come luoghi attraversabili, in cui la fruizione culturale avviene durante la quotidianità. Non è necessario acquistare un biglietto museale né pianificare una visita: il patrimonio archeologico diventa parte integrante del tragitto.

Come ha sottolineato il sindaco Roberto Gualtieri, queste stazioni rappresentano luoghi di cultura oltre che infrastrutture di mobilità, capaci di connettere periferie e centro e di restituire ai cittadini una lettura stratificata della città.

Verso le prossime tratte della Metro C

L’apertura del tratto San Giovanni–Colosseo rappresenta solo una tappa del progetto complessivo. La prossima estensione, da piazza Venezia a piazzale Clodio, comprenderà quattro nuove fermate e richiederà tempi lunghi di realizzazione, soprattutto per la stazione Venezia, uno dei nodi archeologici più complessi della capitale.

Intanto, con Porta Metronia e Colosseo–Fori Imperiali, Roma sperimenta un modello unico: una metropolitana che funziona anche come museo diffuso, capace di raccontare la propria storia metro dopo metro.

Foto: Roma Capitale

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