La mostra “Sub Rosa” di Silvia Giambrone negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj a Roma viene prorogata fino al 30 aprile 2026, offrendo un percorso immersivo tra arte contemporanea e memoria familiare.

Prorogata fino a giovedì 30 aprile 2026, la mostra Sub Rosa di Silvia Giambrone negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj rinnova l’occasione di scoprire un dialogo serrato tra arte contemporanea e storia di famiglia nel cuore di Roma, in via del Corso 305. Terza personale dell’artista prodotta da Studio Stefania Miscetti, il progetto si arricchisce così di nuove giornate di visita, compresa l’apertura straordinaria di Pasquetta, lunedì 6 aprile 2026.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

La proroga conferma l’interesse suscitato da un percorso espositivo che si inserisce in un contesto abitato e intimo, restituendo al pubblico la complessità di uno spazio normalmente percepito solo come museo. La mostra resterà invece chiusa domenica di Pasqua, 5 aprile 2026, per riaprire il giorno successivo con un calendario che accompagna i visitatori fino alla fine del mese.

Ritratto di Silvia Giambrone, autrice della mostra Sub Rosa a Palazzo Doria Pamphilj
Silvia Giambrone, Sub rosa, 2022 in Sub rosa, exhibition view, Appartamenti Segreti Doria Pamphilj, foto di Giulia Benni

Opere mimetiche tra arredi, memorie e simboli di famiglia

Realizzata con il supporto della Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj e di Don Massimiliano Floridi, Sub Rosa porta negli Appartamenti Segreti una selezione di opere che comprende sculture, lavori su carta e video, molte delle quali ideate da Silvia Giambrone appositamente per questa occasione. L’artista inserisce mimeticamente i suoi interventi tra arredi, oggetti personali e immaginari simbolici legati alla famiglia Doria Pamphilj, facendo sì che le opere si rivelino al tempo stesso familiari e stranianti.

Questa ambivalenza genera nel visitatore una sottile inquietudine, un dubbio che riattiva lo sguardo e la memoria: ciò che sembra appartenere da sempre alle stanze rivela progressivamente la propria natura di intervento contemporaneo. L’esposizione si colloca così nella linea di ricerca dello Studio Stefania Miscetti, che da sempre alterna progetti in galleria a un incontro diretto con la città, con i suoi luoghi e le sue architetture, per attivare e far conoscere il patrimonio storico attraverso l’arte contemporanea.

LEGGI ANCHE: Mostre a Roma 2026: guida agli appuntamenti da non perdere

Opera di Silvia Giambrone installata negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj
Silvia Giambrone – Preferisco la morte, 2011 inSub rosa, exhibition view Appartamenti Segreti Doria Pamphilj, foto di Giulia Benni

La bellezza riservata degli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj

Collocati al piano terra di Palazzo Doria Pamphilj, gli Appartamenti Segreti sono adibiti a residenza a partire dal Seicento e ancora oggi, pur essendo parte del museo, conservano una marcata dimensione privata. Non sono ambienti di pura rappresentanza, ma stanze che raccontano la quotidianità di una casata, offrendo una prospettiva diversa sulla storia della famiglia rispetto ai percorsi più noti del palazzo.

In questo contesto, le opere di Silvia Giambrone si intrecciano con pavimenti, pareti affrescate, suppellettili e dettagli d’arredo, trasformando la visita in un attraversamento silenzioso tra bellezza storica e interrogativi contemporanei. Il pubblico è invitato a muoversi con attenzione, a cercare le opere quasi in controluce rispetto al fasto delle sale, scoprendo come l’arte di oggi possa insinuarsi nelle pieghe di una dimora storica senza annullarne la memoria.

Appartamenti Segreti Doria Pamphilj – Ninfeo di Diana, visione d’insieme della sala con la vasca al centro
ph. Marco Parolin

L’iniziativa ribadisce la vocazione dello Studio Miscetti a costruire connessioni tra passato e presente, tra la dimensione intima del museo e quella collettiva dello spazio urbano. Portare l’opera di una artista contemporanea in un luogo così connotato significa aprire nuove letture del patrimonio, mostrando come le storie personali e familiari possano ancora oggi essere messe in discussione, rilette, illuminate da sguardi diversi.

Con la proroga fino al 30 aprile 2026, Sub Rosa offre dunque qualche settimana in più per esplorare questo delicato equilibrio tra conservazione e trasformazione, tra il silenzio delle stanze private e la presenza discreta ma incisiva delle opere.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews