Al Museo del Novecento di Milano una mostra su Armando Testa e lo sport in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, il Museo del Novecento accende i riflettori su uno dei grandi protagonisti della comunicazione visiva italiana del Novecento. Urrà la neve! Armando Testa e lo sport è il titolo della mostra focus che indaga il rapporto tra pratica sportiva, grafica e immaginario collettivo attraverso lo sguardo inconfondibile di Armando Testa, maestro assoluto della sintesi visiva.

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Curata da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, e realizzata in collaborazione con Testa per Testa, l’esposizione propone una selezione mirata di manifesti e materiali audiovisivi che attraversano oltre trent’anni di attività dell’artista. Per restituire la ricchezza di una ricerca in cui velocità e dinamismo diventano linguaggio.

Sette manifesti e un contributo video raccontano come Testa abbia trasformato lo sport in un vero laboratorio di forme. Un terreno privilegiato di sperimentazione dove il corpo si fa segno assumendo una forza simbolica oltre la pubblicità. Le sue opere, infatti, aprono spazi di lettura stratificati, capaci di parlare di progresso.

Moto Guzzi 175 , 1954 stampa serigrafica su carta montata su tela e telaio 100 × 140 cm Courtesy Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, © Testa per Testa
Moto Guzzi 175, 1954. Stampa serigrafica su carta montata su tela e telaio 100 × 140 cm. Courtesy
Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta / Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, © Testa per Testa

Il percorso espositivo prende avvio dagli anni Cinquanta, quando lo sport entra nella grafica di Testa come metafora del mito moderno della velocità. Manifesti come Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954) raccontano, attraverso una sintesi cromatica essenziale, l’energia del movimento come promessa di futuro. Ecco, poi, i lavori per i Giochi della XVII Olimpiade (1959), in cui lo sport diventa immagine di partecipazione collettiva, simbolo di un’Italia proiettata verso una nuova modernità.

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Negli anni Sessanta e Settanta, la ricerca si fa ancora più radicale. Opere come Cervinia, il Grand Prix della Pubblicità e l’8° Concorso Ippico Internazionale mostrano una progressiva riduzione formale, in cui l’immagine diventa una costruzione visiva di grande impatto. Con Azzurra (1987) e Torino ’90, l’immaginario sportivo si eleva definitivamente a icona culturale, capace di rappresentare un’epoca oltre il singolo evento.

Non solo manifesti

Accanto ai manifesti, la mostra include il celebre carosello Il treno per Saiwa (1966–1969), che estende la riflessione di Testa allo spazio filmico e performativo. Qui il corpo umano si fa macchina e ritmo, anticipando sperimentazioni affini alle pratiche Fluxus e alle ricerche di John Cage. In questo continuo dialogo tra progetto, immagine e azione, lo sport emerge come dispositivo narrativo e visivo, capace di condensare energia, ironia e visione.

A completare il progetto, giovedì 22 gennaio alle 18.30, il Museo del Novecento ospita al FORUM900 il talk Urrà la neve. Sport, arte e design nei lavori di Armando Testa, con gli interventi di Tommaso Sacchi, Gianfranco Maraniello, Priscilla Greggi e Marco Sammicheli.

Immagini da Ufficio Stampa / In copertina: Azzurra, 1987. Stampa tipografica su carta montata su tela e telaio 100 × 70 cm. Courtesy Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta

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