‘You’re Not Alone’, Ruggero Pasquarelli: «Felice di condividere la musica»

Ruggero Pasquarelli commenta la sua partecipazione al progetto 'You're Not Alone' di NAMI e Meredith O'Connor.
- - Ultimo aggiornamento
‘You’re Not Alone’, Ruggero Pasquarelli: «Felice di condividere la musica»

C’è anche Ruggero Pasquarelli nel progetto You’re Not Alone, il brano uscito il 29 gennaio e nato da un’idea di Meredith O’Connor. La cantante e attivista statunitense ha infatti unito le forze con NAMI (National Alliance on Mental Illness) per creare il singolo You’re Not Alone, allo scopo di raccogliere fondi e sensibilizzare il pubblico sul tema della salute mentale.

La canzone è corale e, oltre a Meredith e Ruggero, hanno partecipato anche la star k-pop Minzy, Reekado Banks (artista nigeriano), Asees Kaur, Ar’mon & Trey, Mary Wilson, il libanese Abbas Jaafar, Kodle Shane, Mackenzie Sol, Kwaw Kese, Rebecca Black, Jett Prescott, Syndee Winters, Kim Se-hwang e Sound Sultan.

LEGGI ANCHE: ‘You’re Not Alone’, Meredith O’Connor: «La musica guarisce, soprattutto ora»

«Sono molto felice di far parte di un progetto così speciale e con un messaggio così importante – ha commentato Ruggero Pasquarelli – Ho registrato la canzone più di un anno fa e non vedevo l’ora che uscisse. Quando ho ricevuto la proposta di far parte di questo progetto con così tanti artisti, ero molto felice perché è sempre bello condividere la musica con altri artisti che vogliono aderire a una causa importante come questa».

You’re Not Alone, Ruggero Pasquarelli insieme a Meredith O’Connor

«Pensavo di essere stata curata dalla mia ansia e dai dubbi per un po’. Dopo il mio secondo tour però ho capito che avevo bisogno di prendermi una pausa. Ho iniziato a combattere contro il PTSD per esperienze del passato. – ci dice Meredith – Questa canzone e questo progetto con artisti così incredibili da ogni parte del mondo significa letteralmente tutto per me, perché una delle parti più terribili di avere una malattia mentale è l’isolamento. Penso che sia ancora più importante ora ricordare alle persone che, quale che sia la battaglia che stanno affrontando, c’è speranza. Guarire è possibile. Sono onorata che alcune delle voci più importanti del Ghana, dell’India, della Corea del Sud, dell’Argentina, Romania, Libano e così via si siano unite e a me. Spero che la canzone unisca i fan di tutto il mondo».