Tra i fondatori di Viteculture, Mamo Giovenco ci parla della musica di oggi e dell’esperienza come curatore delle risorse artistiche di X Factor. La nostra intervista.

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Con Viteculture, brand che ha fondato nel 2014 insieme a Giulio Amorosetti e Daniele Martelli, Mamo Giovenco ha organizzato alcune delle manifestazioni romane più note. Da Villa Ada Incontra Il Mondo a Quirinetta Caffè Concerto, il mondo dei festival è materia quotidiana per Giovenco che negli ultimi anni è stato coinvolto anche nella macchina di X Factor.

Proprio grazie al suo ruolo di curatore delle risorse artistiche per il talent di Sky, oltre che per la sua esperienza nella produzione e promozione di eventi, il quadro che ci fornisce sul sistema musicale italiano di oggi è quanto mai prezioso. Scopriamolo in questa intervista.

Roma e Milano: dove nasce la musica

“Esistono delle realtà dove è possibile andare ad ascoltare le novità, come per esempio Spaghetti Unplugged che si sta evolvendo in giro per l’Italia. – esordisce Giovenco – Ma non ghettizzerei la musica con un discorso indie: la musica nasce in tutte le città, non solo Roma e Milano. Roma, sicuramente, gode di un fattore creativo legato a quello che fu l’italian pop ma oggi si è un po’ superato il discorso stilistico e si va dal pop all’urban. Queste sono le macro-aree in cui si investe.”

La musica nasce a casa, nasce online, ovunque. E nasce da scambi, collaborazioni e ambizioni.

Rispetto a dieci anni fa, nella musica il vero cambiamento è concentrato nella sua fruizione. “Oggi abbiamo lo streaming che ha cambiato tutta la filiera di mercato. – spiega Mamo – E questo cambia anche la figura dell’artista stesso, con i valori di introiti che ha: prima gli bastava fare un disco e i concerti, oggi l’artista è un prodotto comunicativo a tutto tondo, non solo in formula artistica ma anche espositiva. È lì che fa la differenza.”

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E a proposito dello streaming, Giovenco osserva: “Lo streaming è arrivato a un momento di saturazione così come lo è la richiesta, che è alta. È stato forte nel momento in cui vinceva la richiesta del fruitore, quando ha dettato il cambiamento del mercato musicale. Oggettivamente, la qualità generale si è abbassata rispetto ad altri supporti ma devo dire che lo streaming ha un forte potere aggregativo.

È anche vero che i produttori hanno iniziato a prendere spazio, mi sento di dire che la produzione qualitativa non è poi così tanto messa da parte. Il sound è sempre più importante. Oggi, secondo me, il disco non è più necessario proprio perché la modalità di ascolto è cambiata. Ci sono artisti che rilasciano solo singoli e questa nuova versione, da playlist, la trovo abbastanza interessante.”

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La musica in televisione: Mamo Giovenco per X Factor

“La musica è diventata sempre più centrale nella richiesta generale e, nello specifico, negli ultimi due anni. – ci racconta ancora il fondatore di Viteculture – Ho avuto un ruolo importante a X Factor per cui ho curato le risorse artistiche e lì ho avuto la possibilità di lavorare soprattutto nei casting, con i concorrenti che si proponevano.”

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XF è una possibilità, è un format televisivo che dà una reale possibilità musicale anche discografica. E l’ho vissuto con questo approccio: la sua forza è dare spazio e creatività al format stesso tramite persone non fanno tv ma musica. Là si fa effettivamente musica anche se è un tritacarne in senso fisico, una full immersion per chi la produce e chi partecipa.”

X Factor è uno specchio reale della musica italiana e ti permette di accedere a un grande banchetto. Se non sei strutturato nel mangiare e sei troppo goloso, il risultato è che mangi veloce e poi ti fa male lo stomaco. Lì devi imparare a mangiare nel migliore dei modi.

“Negli ultimi anni sono uscite situazioni molto interessanti anche rispetto agli inizi, e penso ai Måneskin, Anastasio, i Sierra, Eugenio Campagna… nomi di cui sentiamo e sentiremo parlare – conclude Giovenco, che dà un consiglio – Chi vuole emergere nella musica? Deve sempre stupire nella contemporaneità e deve avere personalità.

L’Italia è il Paese della moda, sempre alla ricerca di nuove tendenze e le discografiche hanno alcuni dettami che seguono nella loro ricerca. Oggi c’è grande creatività, non c’è una classe media musicale: c’è chi sta emergendo e chi è emerso, e lo si vede bene anche ai concerti.”

Foto di Marco Del Bene

Revenews