In uscita il 13 gennaio, OSAKA I DANCE è il nuovo album di MKDB un progetto elettronico e poetico sulle fragilità del presente.
Esce il 13 gennaio OSAKA I DANCE, il nuovo album di Marco del Bene, in arte MKDB, pubblicato da Instant Crush Records. Un progetto musicale che segna una svolta netta e consapevole nella traiettoria dell’artista italiano premiato come Best Soundtrack al New York Across the Globe Film Festival per la colonna sonora di Not To Forget.
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Con OSAKA I DANCE, MKDB abbandona temporaneamente la dimensione più astratta della sperimentazione elettronica. E torna alla forma-canzone, in un tessuto contemporaneo di dieci tracce dove elettronica, blues, poesia e spoken word convivono in equilibrio fragile e necessario. L’esposizione emotiva diventa, così, gesto artistico e politico, mettendo al centro il tema della solitudine contemporanea e delle deflagrazioni irreversibili che attraversano il presente.
Dopo anni di performance audiovisive, progetti per il cinema e installazioni sonore, Marco del Bene sceglie la scrittura come strumento diretto per interrogare il mondo. Ecco, dunque, emergere temi come conflitto, violenza sistemica, nazionalismi, tecnologia come promessa e minaccia. Per questo, OSAKA I DANCE suona “leggero” solo in superficie. Nella sua trama melodica si muove una riflessione stratificata sull’incapacità dell’uomo di apprendere dalla propria storia.

Il titolo dell’album nasce da un’immagine visionaria e disturbante: Osaka, oggi emblema di progresso e futuro, colpita da una bomba atomica in un’illustrazione curata dallo stesso MKDB, che richiama atmosfere distopiche alla Blade Runner. L’esplosione diventa metafora di un mondo che procede verso il riarmo e la chiusura, mentre la memoria collettiva si frantuma. Da quell’unico punto di rottura, racconta il disco, la materia si disperde in esistenze isolate, solitudini individuali e collettive unite solo da una fragile consapevolezza condivisa.
Una storia che non insegna
Le dieci tracce alternano poesia, spoken word e canzone, componendo un percorso coerente che non offre soluzioni, ma frammenti di umanità, vibrazioni emotive e micro-narrazioni capaci di restituire il disagio diffuso del nostro tempo. Emblematico in questo senso BLUEBIRD, storica poesia di Charles Bukowski qui musicata: un dialogo intenso tra parola e suono che esplicita la tensione tra intimità e disincanto, trasformando la fragilità individuale in spazio di resistenza.
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«L’idea di base è stata quella di sviluppare un album di canzoni», spiega Marco del Bene, «dopo tanta musica sperimentale e audiovisiva, dedicato a un tema importante ma capace di rimanere leggero. Conosciamo la storia, conosciamo l’atomica in Giappone eppure il mondo continua a dirigersi verso il riarmo, i nazionalismi, la chiusura. Sembra che la storia non abbia insegnato nulla. OSAKA I DANCE nasce dalla sensazione di conoscere già la strada e il risultato di questa escalation: un’unica esplosione da cui la materia si disgrega in solitudini. La musica diventa vibrazione, tentativo di tradurre questa sensazione».


Ad anticipare l’album, il 27 dicembre 2025 sono usciti due singoli. Il primo è CHAMPIONS OF LONELINESS, accompagnato da una copertina firmata dall’artista Andrea Lelario, una falena simbolo di isolamento tratta da un’opera conservata nei taccuini delle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Il secondo è LARA’S BIRTHDAY, sostenuto da una fotografia di Marek Dobry. Due brani che introducono con forza i nuclei tematici del disco: educazione alla violenza, solitudine come destino collettivo, illusione della protezione.
OSAKA I DANCE è scritto e prodotto interamente da Marco del Bene e vede la collaborazione vocale di Sophia DB, nelle parti rap e cantate, contribuendo a dare corpo a un progetto sonoro che si muove tra intimità e visione politica, poesia e contemporaneità.
Immagini da Ufficio Stampa