Britney Spears, la tutela legale resta al padre: «Fragilità mentale»

Niente da fare: il tribunale di Los Angeles respinge la richiesta di Britney Spears contro il padre. Jamie resta il tutore legale della popstar, ecco perché.
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Solo qualche settimana fa il web si era fatto portavoce dell’istanza di Britney Spears contro il padre. La popstar, infatti, è da anni sotto la sua tutela legale e aveva inoltrato al Tribunale di Los Angeles una formale richiesta per rimuovere Jamie Spears dall’incarico. Ne era nato il movimento #FreeBritney, diventato virale in rete per dimostrare l’affetto per l’artista.

Ora, le autorità si sono espresse respingendo le richieste e confermando quindi il ruolo di Mr. Spears nella vita – pubblica e privata – della figlia. L’uomo, infatti, oltre a controllare il patrimonio milionario di Britney, ha voce in capitolo anche nelle sue scelte professionali e ne supervisiona ogni movimento, anche a riflettori spenti.

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Una situazione che evidentemente alla Spears inizia a stare parecchio stretta tanto da indurla a rivolgersi appunto al giudice di LA. Le condizioni mentali, però, non hanno convinto pienamente della sua completa autonomia (ricordiamo che i due figli sono affidati al padre, Kevin Federline), da qui la decisione delle autorità competenti.

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A commento della vicenda, fonti anonime hanno osservato: “La tutela legale è oramai attiva da quasi 12 anni, un tempo davvero inusuale per questo tipo di cose, ma questa volta è differente. – riferisce TMZ – Per molti questa tutela dovrà continuare per anni, forse per tutta la vita. Ci sono tante persone coinvolte in questa tutela, dottori, legali, terapisti, ed un giudice.”

Non ci sono vie d’uscita per questo, nemmeno se lo volesse il padre Jamie, senza l’approvazione del giudice.

“Le persone che gridano alla fine della tutela, per liberare Britney, non sanno cosa dicono. – conclude – Questo potrebbe danneggiarla, e potrebbe addirittura portare Britney a un suicidio o alla morte, vista la sua fragilità mentale.”

Foto Kikapress