Avincola e il racconto della precarietà contemporanea in ‘Un rider’

Arrivato in finale a Sanremo Giovani 2019, Avincola ha presentato la canzone ‘Un rider’. Ecco testo e significato della canzone.
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Avincola e il racconto della precarietà contemporanea in ‘Un rider’

Simone Avincola, in arte semplicemente Avincola, è fra gli artisti arrivati in finale a Sanremo Giovani 2019. Niente Ariston per lui, ma il brano che ha presentato – Un rider (Leave Music) – merita almeno una citazione.

Esponente del nuovo cantautorato romano, Avincola descrive la storia di un ragazzo dalla vita, e non solo lavorativa, precaria. Incertezza, ambizioni e delusioni, routine e contraddizioni sono quelle in cui i trentenni di oggi possono ritrovarsi a tutto tondo.

Un rider vuole raccontare, attraverso le immagini di una storia d’amore sospesa tra desiderio e rassegnazione, le difficoltà che molte persone si trovano ad affrontare con un lavoro ripetitivo e spesso alienante nella gig economy di tutti i giorni. – racconta Avincola a proposito del pezzo – Ho scelto questo tema, perché la mia vita si divide davvero tra consegne e canzoni.”

Mi piace l’idea di stimolare con leggerezza un argomento di cui si parla tanto ma che si conosce poco nel profondo.

Avincola: il testo di ‘Un rider’

Ho spento il mio cellulare
va beh, diciamo che ho spento la suoneria
e non ho voglia di stare a girare,
pedalare, pedalare
Lo zaino frigo che è andato
e il mio cuore ghiacciato
che è tutta la notte che piange e si scioglie
che è tutta la notte che piange e si scioglie
Adesso come facciamo?

Ho provato a fare finta di niente
Adesso che non sei qui
a dire ancora “Ti amo”
Ho provato a fare il conto dei giorni
Quasi come nei film

Ho spento il mio cellulare
va beh, diciamo che ho fuso la batteria
e non ho voglia di stare a guardare
la foto di noi che scompare
E chi lo sa se la mia vita è tutta qua
“La ringrazio della mancia!” sì, ma
se è tutta una corsa ti voglio vicino,
sai da solo non faccio mai in tempo
a arrivare per primo, mai
Adesso come facciamo?

Ho provato a fare finta di niente
Adesso che non sei qui
a dire ancora “Ti amo”
Ho provato a fare il conto dei giorni
Quasi come nei film

E mentre la mia bici
si fa tutta la salita
cerco gli occhi di qualcuno
ma alla fine qui è infinita
Qualcuno che mi vuole bene,
che mi vuole bene, che mi vuole bene…
o che mi vuole.

E mentre la mia bici si fa tutta la discesa
ti ritrovo qui con le buste della spesa
E adesso come facciamo a dire ancora “Ti amo”?
A dire ancora Adesso come facciamo?

Ho provato a fare finta di niente
Adesso che tu sei qui a dire ancora “Ti amo”
Ho provato a fare il conto dei giorni
Quasi come nei film
Quasi come nei film.

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