Ultime settimane per visitare “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga” al Museo Civico Archeologico di Bologna: oltre 250 opere raccontano l’evoluzione della grafica giapponese dal periodo Edo ai manga contemporanei.

Ultime settimane per visitare “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga”, grande mostra dedicata alla grafica giapponese allestita al Museo Civico Archeologico di Bologna. Il percorso, aperto al pubblico dal 20 novembre 2025, chiuderà il 6 aprile 2026 e offre uno sguardo ampio sull’evoluzione delle immagini dal periodo Edo fino alla contemporaneità, tra stampe ukiyoe, poster d’autore e manga.

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Curata da Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza, la mostra è un progetto di MondoMostre in collaborazione con il Settore Musei Civici del Comune di Bologna. Un nuovo capitolo dedicato alla creatività visiva nipponica, che raccoglie il testimone delle iniziative legate all’Expo di Osaka 2025 e prosegue il dialogo culturale tra Italia e Giappone avviato anche con la rassegna su Hokusai e Hiroshige del 2018.

Poster giapponese contemporaneo in mostra a Graphic Japan al Museo Civico Archeologico di Bologna
I’m here. [AIR] AD, D: Katsui Mitsuo; Operation: Ota Kentaro Japan Graphic Designers Association Inc. (JAGDA) 1993 OffsetDNP Foundation for Cultural Promotion

Un viaggio visivo da Hokusai ai manga

“Graphic Japan. Da Hokusai al Manga” racconta le tappe fondamentali del successo internazionale della grafica giapponese, mettendo in luce il legame indissolubile tra segno e disegno. Dalle stampe policrome del periodo Edo (1603-1868), le celebri “immagini del Mondo Fluttuante”, il percorso arriva ai poster d’artista del Novecento e alle narrazioni visive dei manga contemporanei.

Accanto ai paesaggi e ai motivi naturalistici di maestri come Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige, trovano spazio le raffinate figure femminili di Kitagawa Utamaro e Kitagawa Tsukimaro, insieme ai ritratti di attori kabuki realizzati da Utagawa Kunisada, Utagawa Kunimasa e Toshūsai Sharaku. Con l’era Meiji, la tradizione dell’illustrazione si trasforma in grafica al servizio dell’industria, aprendo la strada alla figura moderna del graphic designer.

Nel secondo dopoguerra, il linguaggio visivo si rinnova con l’opera di Kamekura Yūsaku, considerato il padre della grafica giapponese contemporanea, e con una nuova generazione di designer come Kōno Takashi, Ōhashi Tadashi, Yamashiro Ryūichi, Nagai Kazumasa, Tanaka Ikkō, Matsunaga Shin e Yokoo Tadanori, che reinterpretano motivi tradizionali alla luce dei mezzi di comunicazione visiva più avanzati.

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Manifesto di Nagai Kazumasa esposto nella mostra Graphic Japan a Bologna
Kazumasa Nagai Poster Exhibition AD, D: Nagai Kazumasa Himeji City Museum of Art 2017 Offset
DNP Foundation for Cultural Promotion

Quattro sezioni tematiche e oltre 250 opere

Il percorso espositivo, articolato in quattro sezioni, riunisce oltre 250 opere tra stampe in silografia, libri illustrati, album, manifesti, katagami per tessuti e oggetti di alto artigianato. Le sezioni Motivi di Natura, Volti e Maschere, Calligrafia e tipografia e Giapponismo contemporaneo intrecciano calligrafia, tipografia, disegno, design, moda, cinema, teatro e fumetto, restituendo una visione stratificata della cultura visiva nipponica.

La Natura apre il percorso con paesaggi, fiori, animali e motivi stagionali che dalle stampe ukiyoe passano ai kimono, ai tessuti, ai vasi e alle ceramiche, sintetizzati in forme simboliche replicabili. La sezione dedicata a Volti e Maschere mette in relazione le stampe di Utamaro, Sharaku e Kunisada con i manifesti teatrali di Tanaka Ikkō e Yokoo Tadanori, evidenziando le connessioni con il cinema giapponese, da Yasujirō Ozu e Akira Kurosawa fino all’animazione di Hayao Miyazaki.

Poster di Yokoo Tadanori nella sezione Volti e Maschere di Graphic Japan
Nihon Buyo AD, D: Yokoo Tadanori UCLA Asian Performing Arts Institute 1981 Offset DNP Foundation for Cultural Promotion

Dalla calligrafia al giapponismo contemporaneo

Nella sezione Calligrafia e tipografia il tratto diventa struttura, griglia compositiva ed elemento fondante della grafica moderna, fino alle pagine dei manga, dove parola e immagine si fondono. L’ultima parte, dedicata al Giapponismo contemporaneo, mostra come manga, anime, design editoriale, pubblicità e fashion design abbiano tradotto codici tradizionali in un linguaggio globale, influenzando anche la cartellonistica italiana di inizio Novecento.

Le opere in mostra provengono da istituzioni italiane e giapponesi, tra cui il Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” di Genova, il Museo d’Arte Orientale di Venezia, diverse Biblioteche civiche e nazionali, oltre alla Dai Nippon Foundation for Cultural Promotion e all’Adachi Foundation. Il progetto è accompagnato da un catalogo edito da Moebius e sostenuto da DNP Foundation, con la media partnership di QN – Il Resto del Carlino.

La mostra è affiancata da un Public Program di incontri ed eventi dedicati alla cultura giapponese, realizzati anche in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna e promossi attraverso i canali di Fondazione Bologna Welcome. Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito ufficiale graphicjapanbologna.it.

Foto: Ufficio Stampa

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