Dal 28 marzo al 3 maggio le sorelle orafe Daniela e Marzia Banci tornano nelle Marche con ‘Nostalgia di futuro’ nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale a Urbino, tra Rinascimento e gioiello contemporaneo.
Dal 28 marzo al 3 maggio le sorelle orafe Daniela e Marzia Banci tornano nelle loro Marche con la mostra NOSTALGIA DI FUTURO, allestita nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale nel cuore di Urbino. Un percorso espositivo che intreccia gioiello contemporaneo, memoria storica e visione politica e culturale, riportando nel Ducato l’arte orafa che da questo territorio ha tratto ispirazione.
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Organizzata in collaborazione con il Comune di Urbino, la mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, con chiusura il lunedì. Nelle Sale del Castellare il pubblico ritrova una selezione di opere che raccontano oltre quarant’anni di ricerca delle due artiste, tra omaggio alla dinastia dei Montefeltro, rilettura dello Studiolo e ritratti in metallo di duchi e duchesse.

Due sezioni tra memoria e ricerca contemporanea
NOSTALGIA DI FUTURO si articola in due sezioni distinte. La prima, COLLEZIONI, raccoglie i gioielli del passato di Daniela e Marzia Banci: collezioni pregresse realizzate soprattutto tra il 1985 e il 2010, che testimoniano 45 anni di attività nell’arte orafa e ne ripercorrono l’evoluzione linguistica. La seconda, IN LUCE L’OSCURITÀ VOLGENDO, è dedicata in modo specifico alla storia, alla cultura e all’arte rinascimentale di Urbino.
Già presentata nel 2023 a Galleria Cavour a Padova, dove ha superato i 2 mila visitatori, e nel 2025 alla Rotonda Brunelleschi nel Museo De’ Medici di Firenze, questa collezione torna ora nel contesto che l’ha ispirata. Le opere ripercorrono le vicende del Ducato, dalle rocche ai Duchi, dagli Uomini Illustri all’orizzonte europeo, fino ai nuovi gioielli dedicati alle Duchesse, in un dialogo costante con la tradizione rinascimentale.
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Duchi, duchesse e Uomini Illustri tradotti in gioiello
Le spille di Marzia Banci, pensate per l’uomo, sono dedicate alle rocche del territorio marchigiano e ai protagonisti del Ducato. Tra cornici d’oro e acciaio e lastre di argento incise, le opere ritraggono i Duchi di Urbino, dai primi Oddantonio e Federico da Montefeltro fino agli ultimi Della Rovere, e per la prima volta includono una serie di spille dedicate alle Duchesse: Isotta D’Este, Battista Sforza, Elisabetta Gonzaga, Elonora Gonzaga, Vittoria Farnese, Livia Della Rovere e Claudia De’ Medici. Pietre dure e piccoli dipinti, realizzati in dialogo con artigiani e professionisti, rimandano alla creatività delle botteghe rinascimentali.
Daniela Banci concentra invece la propria ricerca sullo Studiolo di Palazzo Ducale, ambiente più intimo della residenza, ispirandosi agli Uomini illustri raffigurati, filosofi, poeti, scienziati e dottori della Chiesa, e alla figura del Duca. Le sue collane, modellate in argento, oro bianco e giallo e cristallo di rocca, diventano un vero e proprio manifesto che attraversa due secoli di storia della casata, omaggiando la dinastia dei Montefeltro e quella dialettica tra eredità, tradizione e innovazione che nello Studiolo trova una sintesi esemplare.

Un omaggio alle Marche tra identità e visione
Per le sorelle Banci, entrambe laureate in architettura, questo progetto rappresenta un omaggio alla terra d’origine e al punto di partenza di molte relazioni artistiche e professionali. Attraverso un percorso insieme retrospettivo e introspettivo, le due orafe hanno rielaborato la storia di Urbino, intrecciando approfondimenti e riflessioni che si traducono in un linguaggio espressivo personale, dove il gioiello è al tempo stesso oggetto, racconto e pensiero.
Nelle parole dell’assessore alla Cultura del Comune di Urbino Lara Ottaviani, la mostra mette in scena creazioni che non sono semplici oggetti preziosi, ma opere frutto di ricerca, capaci di dialogare con la cultura rinascimentale urbinate e con l’armonia che ha reso la città uno dei centri più luminosi del Rinascimento. Il direttore della Galleria Nazionale delle Marche Luigi Gallo sottolinea come, in queste micro-architetture di metallo e pietre, la materia diventi racconto e memoria stratificata: la nostalgia come riconoscimento di una radice feconda, il futuro come compito culturale e progetto artistico aperto a nuove prospettive.
La mostra sarà accompagnata, per l’intero periodo di apertura, da incontri, concerti e approfondimenti dedicati al Ducato di Urbino, ai suoi Duchi e agli uomini illustri che ne hanno segnato la storia marchigiana, nazionale ed europea, offrendo al pubblico ulteriori chiavi di lettura di un patrimonio che continua a generare forme e visioni contemporanee.
Foto: Ufficio Stampa