Ulassai ospita la seconda Biennale d’Arte Contemporanea dedicata a Maria Lai: dal 21 marzo al 7 giugno 2026, venti artisti e tre curatori esplorano il significato dell’opera tra natura, comunità e paesaggio rurale.

Con la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea, intitolata “Il Significato dell’Opera”, il Comune di Ulassai consolida il proprio ruolo nella promozione dell’arte contemporanea in Sardegna. Dal 21 marzo 2026 al 7 giugno 2026 il paese ogliastrino si trasforma in una piattaforma di ricerca artistica diffusa, con venti artisti, tre curatori ospiti e due sedi espositive al centro di un progetto dedicato alla memoria e all’eredità di Maria Lai.

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La Biennale nasce nell’ambito del progetto “Ulassai: dove la natura incontra l’arte”, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e vede la collaborazione tra il Comune, la Fondazione Stazione dell’Arte e Sémata Soc. Coop. La mostra si sviluppa tra la Stazione dell’Arte e il CaMuC – Casa Museo Cannas, trasformati in spazi di confronto tra alcune delle realtà più attive nella promozione dell’arte contemporanea in Sardegna, con un’attenzione particolare al rapporto tra opera, territorio e comunità.

Opera di Mattia Enna con Daniela e Francesca Manca alla Biennale di Ulassai 2026

Il significato dell’opera nel solco di Maria Lai

Al centro della Biennale, diretta artisticamente da Gianni Murtas insieme a Marco Peri, c’è una riflessione cara a Maria Lai: l’opera d’arte non è un oggetto chiuso ma un processo aperto che si compie nel dialogo tra artista, contesto e pubblico. Come ricordava l’artista, l’opera non esisterebbe senza le interpretazioni, che possono essere infinite, e richiede una lettura creativa per non restare muta. In questa prospettiva, la rassegna rilancia il valore dell’interpretazione e della partecipazione come parti costitutive dell’opera stessa.

La mostra mette in relazione la vocazione universalistica dell’arte contemporanea con la ricerca di radici poetiche e tecniche nei territori. Pittura, scultura, fotografia, installazione, video e pratiche relazionali si intrecciano in un percorso che riflette la complessità del presente, in continuità con l’approccio interdisciplinare di Maria Lai. Durante tutto il periodo sarà visitabile anche la Collezione permanente Maria Lai, proposta in un rinnovato allestimento che attraversa i nuclei più rappresentativi della sua poetica.

Opera di Eleonora Desole alla sezione Orografie della Biennale di Ulassai 2026

Tre sezioni per raccontare territori, relazioni e paesaggi rurali

La Biennale si articola in tre sezioni curate da altrettanti progetti indipendenti. Orografie. Arte giovane al Museo Organica, a cura di Giannella Demuro per il Museo di arte ambientale Organica, riunisce Fabiana Casu, Eleonora Desole, Giuseppe Loi e Davide Mariani. Qui la giovane arte non si sovrappone ai luoghi ma li attraversa, li ascolta e li interroga: le opere nascono dal dialogo con la natura come materia viva, tra tempi lenti del paesaggio, luce e stagioni, in una prospettiva che intreccia ricerca contemporanea e responsabilità ecologica.

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This Is, a cura di Ivo Serafino Fenu per il Parco delle Arti Molineddu ideato da Bruno Petretto, presenta dieci artisti riuniti in cinque coppie: Giovanni Carta con Gianni Nieddu; Daniela Frongia con Stefano “Feffo” Porru; Mattia Enna con Daniela e Francesca Manca; Giusy Calia con Antonello Fresu; Sabrina Oppo con Josephine Sassu. Ispirato a un’espressione della tradizione artigianale sarda ripresa da Eugenio Tavolara, il progetto mette al centro la responsabilità dell’artista come soggetto agente nella società, facendo dell’opera un luogo fisico e mentale di relazioni, in risonanza ideale con l’esperienza di Legarsi alla montagna del 1981.

Opera di Fabiana Casu Geografie liquide alla Biennale di Ulassai 2026

Infine Campo Luminoso. Luci sulla campagna, curato da Francesca Sassu per la residenza nocefresca, indaga lo stato attuale della campagna sarda e delle sue piccole comunità. Attraverso fotografia, installazione, video e scultura, Chiara Cordeschi, Laure Jolissaint, Josef Kováč, Renée Lotenero e Simone Mizzotti costruiscono un ritratto caleidoscopico del vivere rurale contemporaneo, tra legami invisibili, segni di abbandono e di cura, luci e ombre che attraversano paesaggi e architetture.

La Biennale è visitabile dal martedì alla domenica con orario 9:30–13:30 | 14:30–18:30, con visite guidate incluse nel biglietto alle 9:30–11:00 e 14:30–16:00. Le sedi espositive sono la Stazione dell’Arte (S.P. 11, ex stazione ferroviaria, Ulassai) e il CaMuC – Casa Museo Cannas in via Garibaldi 49. Informazioni e aggiornamenti sono disponibili sui siti Stazione dell’Arte, CaMuC e Biennale Ulassai.

Foto: Ufficio Stampa

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