Alla Johyun Gallery di Seoul la mostra ‘Strata of Being, An Existential Odyssey’, prima personale dell’artista coreana con la galleria: un percorso tra pittura, memoria storica e musica ispirato al ciclo Winterreise di Franz Schubert.
Dal 18 marzo al 10 maggio 2026 la Johyun Gallery di Seoul presenta Strata of Being, An Existential Odyssey, mostra personale dedicata all’artista Ouhi Cha, che da oltre quarant’anni vive e lavora tra Corea del Sud e Berlino. L’esposizione segna la prima collaborazione dell’artista con la galleria e riunisce opere della sua serie più nota, Ship of Odyssey, insieme a un nuovo ciclo di lavori ispirato a Winterreise (Viaggio d’inverno), il celebre ciclo di Lieder composto da Franz Schubert.
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Il punto di partenza della ricerca di Cha affonda nelle memorie d’infanzia nel porto di Busan, luogo simbolico che diventa metafora di viaggio, partenza e trasformazione. Nata nel 1945, anno della liberazione della Corea, l’artista appartiene alla prima generazione di studenti che hanno ricevuto una formazione artistica universitaria nel Paese.
Nel 1985 si trasferisce a Berlino grazie a una borsa di studio del DAAD (German Academic Exchange Service). Da allora la sua vita si sviluppa tra Europa e Asia, dando origine a un linguaggio artistico che fonde l’energia dell’Espressionismo tedesco con la dimensione meditativa della pittura a inchiostro dell’Asia orientale.

La serie Ship of Odyssey: memoria, storia e viaggio
Nella serie Ship of Odyssey la tela diventa allo stesso tempo vela e mappa, uno spazio attraversato da simboli compressi, numeri e segni che evocano rotte e coordinate. Le superfici, dominate da bianco e nero, vengono costruite attraverso stratificazioni di materiali – sabbia, cemento e pigmenti – successivamente graffiati e incisi con coltelli e pennelli fino a far emergere forme come scale, ali o numeri.
Il risultato è un paesaggio astratto che ricorda la scia lasciata da una nave sull’acqua: una traccia che appare e scompare, come la memoria stessa. Nel 1989 Cha assistette in prima persona alla caduta del Muro di Berlino, evento che segnò profondamente la sua pratica artistica. In alcune installazioni incorporò addirittura frammenti di cemento del Muro, trasformando un evento storico in materia artistica.
Questa riflessione sul rapporto tra storia collettiva e esperienza individuale attraversa tutta la sua produzione.
Winterreise: la pittura incontra la musica di Schubert
Accanto alle opere della serie Odyssey, la mostra presenta il nuovo ciclo Winterreise (2024–2026). Se i lavori precedenti erano costruiti attorno al mito del viaggio e del ritorno, questo nuovo corpus affronta una dimensione diversa: l’assenza di un ritorno possibile, una condizione di solitudine esistenziale sospesa.
I dipinti, dominati da tonalità grigie, traducono visivamente la tensione e il ritmo contenuto del ciclo musicale di Schubert, interpretato in particolare dal celebre baritono Dietrich Fischer-Dieskau. La musica diventa così una sorta di strato invisibile della pittura, un substrato di memoria che non viene spiegato ma lasciato emergere attraverso segni e cancellazioni.

Quarant’anni di viaggio tra Corea ed Europa
La mostra rappresenta anche un momento simbolico nel percorso dell’artista: dopo oltre quattro decenni di vita nomade tra Corea e Germania, Ouhi Cha presenta un progetto che riflette sul tempo accumulato nelle stratificazioni dell’esistenza.
Le sue opere, dense e silenziose, si pongono quasi in contrasto con la velocità del presente. In un mondo dominato dall’immediatezza, le tele di Cha invitano a una contemplazione più lenta, dove materia, memoria e storia si depositano una sull’altra come strati dell’essere.