Fino 21 luglio 2026 nhow Milano ospita ‘Dancing Lights’, mostra immersiva che intreccia luce, movimento e arti visive nel Tortona Design District.

Fino al 21 luglio 2026, nhow Milano apre le sue porte a Dancing Lights. La mostra trasforma l’hotel di via Tortona 35 in un organismo pulsante di luce, ritmo e visioni contemporanee. Curata da Marco De Crescenzo e Marta Ballara, l’esposizione si inserisce nel ciclo di vernissage che caratterizza l’identità dell’hotel, confermandolo come uno degli spazi più dinamici del Tortona Design District.

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Camaleontico per vocazione, nhow Milano fa della trasformazione il proprio linguaggio. In questo contesto nasce Dancing Lights, un’esperienza immersiva in cui la luce non è semplice elemento scenografico. Ma materia viva che vibra, si muove e dialoga con lo spettatore. Le installazioni si susseguono come una coreografia fluida. Per dare forma a un paesaggio visivo in continuo mutamento, dove arte e spazio si fondono in un ritmo collettivo.

La mostra dialoga idealmente con la nuova campagna internazionale del brand, Dance nhow, Change now!, che celebra la danza come linguaggio universale di connessione e cambiamento. Qui il soggiorno diventa performance e ogni ambiente invita a esplorare nuove prospettive sensoriali.

L’allestimento

Il percorso espositivo si apre nella lobby con Human Cosmogony di Avvassena. Geometrie, pigmenti e superfici iridescenti reagiscono alla luce naturale e UV, generando un flusso visivo che avvolge il visitatore. La ricerca dell’artista prosegue con Identities, un’installazione di specchi dorati e impronte umane che moltiplica i riflessi e coinvolge direttamente i corpi, trasformando il pubblico in parte attiva della danza luminosa.

Salendo al primo piano, la luce assume dimensioni monumentali con Eye di Pierangelo Russo: una composizione simbolica in cui figure sospese, oro e argento indagano il rapporto tra presenza e assenza, libertà e controllo. Qui la danza si fa rito, tensione cosmica tra materia e spirito. Nello stesso livello si inseriscono le opere di Giulia Caruso – Bruna, Queen of Hearts, Plutone, Abbraccio – figure femminili intense che incarnano introspezione, forza e autonomia.

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Il percorso continua con Stefano Epis, che per Dancing Lights introduce il colore nella sua ricerca visiva: segni grafici e texture astratte si trasformano in gesti sospesi, traducendo il ritmo in linguaggio visivo. Accanto a lui, Gabriele La Teana apre uno scenario onirico e corporeo, dove il movimento pittorico diventa flusso emotivo, tra sogno e inquietudine.

Al secondo piano, l’installazione Siamo Soli di Pierangelo Russo rafforza la dimensione rituale della mostra. Mentre lungo le pareti le fotografie di Alessandra Mattè catturano l’essenza urbana della danza, fissando in immagini potenti corpi e gesti sospesi nel movimento.

Il terzo piano segna il climax cromatico del percorso con Dario Brevi e la serie Noi siamo natura, un turbine di forme astratte e biomorfe che ingloba lo spettatore in una danza visiva liberatoria. A chiudere l’esperienza è Tatjana Zonca, con una serie dedicata al mare: immagini luminose e sospese che riportano a una dimensione meditativa, invitando alla riflessione sul viaggio appena compiuto.

Dancing Lights non si presenta come una semplice sequenza di opere, ma come un sistema vivo e pulsante. Ogni luce è battito, ogni colore gesto, ogni spazio una soglia da attraversare. Un manifesto visivo che racconta l’identità di nhow Milano dove l’arte viene vissuta.

Immagini da Ufficio Stampa

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