Rkomi: «Sono in perenne competizione con me stesso. Sanremo? Amo le scelte pericolose»

Poco prima della serata delle cover, incontriamo Rkomi e i Calibro 35 (su Zoom) che ci raccontano l'omaggio a Vasco Rossi.
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Rkomi: «Sono in perenne competizione con me stesso. Sanremo? Amo le scelte pericolose»

Rkomi arriva al Festival di Sanremo 2022 da un lato come l’outsider e dall’altro come la gallina dalle uova d’oro. Una posizione non semplice, soprattutto se il brano Insuperabile rappresenta – in un certo senso – proprio la definitiva crocifissione di Taxi Driver e l’inizio di un nuovo viaggio verso nuovi mondi. In particolar modo sonori.

Incontriamo Rkomi insieme ai Calibro 35 (rigorosamente su Zoom) poco prima dell’inizio della serata dedicata alle cover. In piena linea con l’impronta fortemente rock portata sul palco dell’Ariston, Rkomi ha scelto di omaggiare Vasco con un medley.

«Arrivo da un’infanzia decisamente hip hop e, oltre ai rapper del momento, seguivo Vasco Rossi. – spiega Rkomi – Se penso al primissimo cantautore o artista italiano che ho seguito penso a Vasco. La scelta dei brani deriva dai vestiti che sentivo più miei. Sono tre brani: Fegato, fegato spappolato, Deviazioni e Cosa succede in città. Le cose facili non mi piacciono e ho capito che non piacevano neanche ai Calibro 35. Li conoscevo di fama e abbiamo reso le cose più complicate mettendo insieme tre brani. È atipico, ma così ci è piaciuto».

Del resto, Fegato, fegato spappolato insieme ai Calibro 35 è presente anche tra i nuovi brani di Taxi Driver, pubblicati poco prima di Sanremo.

«Conoscevo già i Calibro 35, ma ho scoperto che erano aperti a nuove conoscenze grazie a Venerus. – racconta Rkomi – Un annetto fa lavorai con lui in studio e mi disse che doveva beccare i Calibro. Mi balenò questa idea con la mia discografica di provare a contattarli».

I Calibro 35 e Rkomi

Un incontro tra mondi lontanissimi, ma neanche troppo. Almeno a giudicare dalla potenza del medley portato all’Ariston.

«Veniamo da un mondo differente da quello di Rkomi. – commenta la band – Quando ci siamo conosciuti, l’idea era quella di fare Fegato, fegato spappolato e ci ha entusiasmato. Poi ci siamo incontrati e ci ha colpito l’estrema onestà intellettuale di Rkomi. Si mette a nudo. Questo ci ha conquistato, al di là del discorso personale. Lui Vasco se lo porta a casa molto bene perché è molto vero. Siamo abituati a lavorare per la pancia e poi siamo curiosi. Fare Vasco a Sanremo, un artista che noi non frequentiamo abitualmente, è in fondo interessante».

Rkomi

I Calibro 35 arrivano al Festival, del resto, senza grosse pretese. «Siamo nati 15 anni fa sapendo cosa fossero i Calibro 35. – dicono – Abbiamo costruito tanto, ora stiamo facendo cose nuove». E in questo la band mostra una filosofia molto simile a quella di Rkomi, improntata alla curiosità e alla sperimentazione (come dimostra l’esperienza della colonna sonora della fiction Blanca).

Sul Festival, Rkomi ammette infatti – senza mezzi termini – di non aspettarsi nulla.

«Sanremo ti apre le porte delle case di tutti. – ci dice – Io sono arrivato tanto alle nuove generazioni grazie a collaborazioni e prove che mi hanno reso un papabile artista da ascoltare. Non è detto però che io piaccia a tutta l’Italia. In queste serate ci sono state mancanze e ci sono tuttora. A livello canoro, in realtà, ci saranno sempre. Insuperabile è un brano tecnicamente difficile e io mi lascio prendere molto dall’emozione. Sono cresciuto tanto, ma il primo brano di un mio concerto è sempre un bel ca*zo in culo. È molto difficile quindi a Sanremo fare bene, perché hai quattro minuti e io sono molto sensibile».

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Rkomi: «Mi sento appena nato»

La classifica non premia Insuperabile, è vero. Ma nulla da dire sul successo del brano al di fuori della gara sanremese. Eppure Rkomi sembra quasi fare un mea culpa.

«Scenicamente ho fatto un buon lavoro. Credo di aver preso troppo seriamente questa prima fase del Festival. – confessa – Sono 15 giorni che non faccio l’amore, che faccio riscaldamento vocale, che non esco e non bevo. Questa cosa mi ha fatto male. Sono stato troppo severo con me stesso».

Parlando del suo successo, Rkomi usa parole come «dedizione» e «fortuna».

«Alla fine non sono mai contento. – ammette – Sicuramente sono cambiate tante cose, soprattutto a livello economico. Ma non mi sento insuperabile, vivo sempre una competizione serrata con me stesso. E perdo continuamente, perché vincerà sempre la proiezione che ho di me».

Ma, in fondo, a premiare Rkomi sono proprio la curiosità e quell’onestà intellettuale sopracitata dai Calibro 35. In futuro – ad esempio – ammette di voler studiare ancora di più la musica e, soprattutto, di voler crescere.

«Insuperabile chiude un cerchio importante. – ci dice – Mi sento sempre a un punto zero, e mai come adesso. Devo fare ancora tante cose, mi sento appena nato». E su Sanremo chiosa: «In fondo, più pericolosa è la scelta più mi affascina».