Dopo ‘Wannabe Vol. 3’, il rapper Highsnob torna con il nuovo singolo ‘Bugie da bere’, un brano nato da un incontro casuale in metropolitana. La nostra intervista.

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Per la serie: quando il caso ci mette lo zampino. È successo a Highsnob che, dopo il terzo capitolo della saga Wannabe, torna a farsi ascoltare con Bugie da bere, un brano che sembrava nascere sotto una cattiva stella (un doppio guasto tecnico) che invece è diventata l’occasione di incontro con una giovane voce.

“Era dicembre e stavo registrando il mio nuovo album, quando mi si è rotta una parte della componentistica fondamentale per registrare – ci racconta il rapper – Faccio per prendere la macchina e non funziona. Così, per recuperare la scheda audio, ho preso la metro e casualmente ho incontrato Pacestema.”

“In mezzo a un via vai di persone, quel vagone questa era relativamente vuoto e l’ho sentita canticchiare. – continua Highsnob – Abbiamo parlato del più e del meno, ci siamo scambiati i numeri e durante il lockdown, sviluppando questo brano, l’ho contattata e così abbiamo fatto Bugie da bere.”

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Una storia che sembra tratta quasi da un film, questa, e che ci fa conoscere per la prima volta Pacestema. “Nel brano è sicuramente complementare anche solo per il fatto che è un pezzo d’amore e quindi necessita di un’altra figura, in questo caso femminile. – ci spiega l’artista – E lo completa perché innanzitutto, a livello tecnico canoro, è fortissima quindi riesce a dare una brillantezza che si sposa perfettamente con la mia voce tendenzialmente molto più bassa.

A livello di tematico anche; Bugie da bere è un brano scritto interamente da me per quanto riguarda la mia strofa, il ritornello e il bridge mentre la sua strofa se l’è completamente scritta da sola ed è riuscita interpretare al meglio il brano. Questo ha fatto sì che si creasse una sinergia, sia personale sia nella sua parte specifica, tale che secondo me nell’insieme è una canzone molto bilanciata.”

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Tra sperimentazione e lockdown: continua la saga di ‘Wannabe’

Alle prese con il nuovo progetto discografico, Highsnob continua a muoversi sul terreno del rap senza però rinunciare a incursioni più sperimentali. “Per me è fondamentale nella sperimentazione mantenere il proprio DNA – specifica – Io mi ritengo un rapper, ho sempre fatto rap, e mi stuzzica andare su sonorità differenti perché è importante secondo me ogni tanto accollarsi il rischio di cose nuove per il proprio percorso. Era da tanto che volevo fare un pezzo con ritmiche tendenti al reggaeton e mi ci sono trovato bene. In passato ho fatto pezzi sulla samba quindi ben venga la sperimentazione perché è divertente e dà grande spazio alla creatività.”

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Proprio nei mesi difficili del lockdown, la musica è stata la dimensione privilegiata del rapper che oltre a Bugie da bere ha messo a punto anche il terzo capitolo di Wannabe, con Junior Cally ed Enzo Dong. “Il primo pezzo era un brano che avevo in testa da tempo e nasceva dallo scarto di un beat che nessuno voleva. Io sentivo, invece, che c’era del potenziale tanto che abbozzai una sorta di melodia parecchio tempo prima della release. Poi parlando con Junior Cally intorno alla fine del 2017 è nato questo brano molto d’impatto: c’erano un sacco di cose da dire in questo in quel momento e le abbiamo dette tutte.

Già dall’inizio, per noi, doveva essere una saga però ovviamente aspettavamo il pezzo tutto e con Wannabe ci siamo riusciti. Wannabe 2  si è sviluppata in maniera molto più semplice replicando il brano però abbiamo creato un finto dissing che ha attirato molto l’attenzione segnando 40 milioni di interazioni totali su Instagram.”

E, come si dice, non c’è due senza tre. “Wannabe 3 è sicuramente più singolare perché è completamente sviluppato durante il lockdown – racconta Hihsnob – Ci siamo sentiti per fare pezzi su vari beat editi disponibili su YouTube e ho poi contattato il produttore per avere la base completa. Quindi, abbiamo completato il brano totalmente a distanza. Nella disperazione del momento è stata comunque una grande esperienza.”

Il lockdown è stata un’esperienza molto positiva a livello personale. Mi ha dato modo di ragionare tanto e di scrivere, nonostante la tragedia del periodo. Sento di esserne uscito forte e sono stato in grado di portare avanti tutto quello che stavo facendo.

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La musica e i social: verso il nuovo album

Ormai, in tempi di social, siamo abituati a vedere i rapper come nuove icone nella vetrina di un profilo ma – anche – in questo Highsnob è differente. “Credo che in questo periodo i social abbiano finito il loro vero exploit, nel senso che la gente sta cominciando a capire che c’è il bisogno di un ritorno alla vita concreta e non ai social in sé e per sé. Sono utili ma vanno sicuramente razionati in maniera giusta e, per come vivo io l’arte, non li ritengo fondamentali.

Non mi piace utilizzarli troppo proprio perché adoro catturare i momenti nella mia testa e sono dell’idea che se sto vivendo un bel momento me lo devo vivere. Non mi viene il pensiero di farli vedere in una storia. – conclude – Certo, ogni tanto lo faccio ma con molta cautela. Bisogna anche far capire che l’immagine non è tutto, soprattutto per la musica.”

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Tornando a Bugie da bere, la traccia anticipa il primo lavoro di Highsnob con una major, che il rapper considera il primo vero disco. “Il precedente progetto rispetto a Young, il nuovo album che sto per pubblicare, ha enormi differenze. – ci spiega – Innanzitutto, BiPopular non era un vero e proprio album, ma era un prodotto da indipendente e non avevo ancora i mezzi e la conoscenza adatta per poter pubblicare un album vero e proprio.

Questo nuovo lavoro è stato fatto con una squadra di persone, un team in Sony Music che mi ha dato modo di avere sempre tutto l’onere in mano però con la tranquillità di non essere da solo. L’album è concepito con molta calma, ci sono un sacco di sonorità che spaziano, comprese le mie caratteristiche fondamentali rap. Tutto è interpretato per quello che è la mia musica nel 2020, per cui dico che Young è una fotografia di quest’anno.”

Inedito, certo, e pieno di note ma solo in studio. “Questa situazione senza live mi pesa parecchio. Credo che la consacrazione di un brano sia quando viene proposto al pubblico live ed è la vera essenza di questo mestiere. Una volta che viene tolta, sfido qualunque artista a dire il contrario, ci si sente privati di una parte fondamentale del nostro mestiere, ed è una cosa terribile. – conclude Highsnob esprimendo il suo augurio per il futuro – Vedo in giro, in generale, molta paura e spero che in un futuro breve si possa risolvere. Abbiamo tutti bisogno di ricominciare, noi artisti compresi.”

Foto da Ufficio Stampa BlaLuca Press

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