Silvia Nair, ‘Ho visto un sogno’: «Il potere di un ideale contro le paure»

La cantautrice e compositrice Silvia Nair ha pubblicato il singolo ‘Ho visto un sogno’, brano rock sinfonico che canta la potenza degli ideali. La nostra intervista.
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Si intitola Ho visto un sogno il nuovo singolo della cantautrice e compositrice Silvia Nair, che torna dopo aver firmato il tema portante del docufilm dedicato al campione Gabriel Batistuta. Tra colonne sonore, collaborazioni e performance con orchestre di tutto il mondo, la Nair ci regala un brano rock sinfonico che celebra il potere del sogno.

“Per sogno, nel mio brano, non intendo un desiderio o un’utopia – ci spiega l’artista – bensì un ideale, un obiettivo da perseguire. Da sempre il sogno ha un potere straordinario e illimitato che alimenta l’uomo e lo aiuta attraverso il coraggio, la forza e la determinazione ad abbattere paure e limiti.”

“Abbiamo visto la nostra vita e le nostre consuetudini stravolte dall’emergenza Covid-19 – dice Silvia Nair a proposito della situazione attuale – e credo che l’importanza del sogno abbia acquisito ancor più forza e valore. Dobbiamo assolutamente risolvere il problema lavorativo ed economico, perché è ciò che incide radicalmente sull’assetto familiare e sociale. Ma il sogno sarà quello che ci aiuterà a rialzarci in piedi. Non solo a sopravvivere, ma ad andare avanti e dare il meglio di noi stessi.”

I sogni scrivono storie, quelle individuali di ciascuno di noi, e cambiano la storia dell’umanità.

Così, secondo questa visione, avere un obiettivo diventa fondamentale a maggior ragione di fronte alla delusione. “Cadute e fallimenti sono inevitabili ma cosa succede dopo una delusione, dopo un’amarezza? – ci dice ancora la cantautrice – Ti lecchi le ferite e aspetti il momento per riacquistare energie, magari più forte e più temprato di prima.”

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L’arrangiamento epico di ‘Ho visto un sogno’ e il nuovo album

“Per la composizione musicale di Ho visto un sogno – ci racconta Nair – abbiamo scelto un arrangiamento rock sinfonico. La strofa ha una melodia senza tempo e poetica. Dopodiché c’è un’esplosione, una potenza dirompente nell’inciso, con un’orchestra completa, coro, chitarre incandescenti distorte e buss and drums. Un arrangiamento epico.”

Il brano introduce al prossimo album di Silvia, realizzato in Olanda con un team prestigioso. “Abbiamo voluto creare un mix fra il Made In Italy, il bel canto italiano e le melodie di ampio respiro insieme a sonorità internazionali con il pop e il rock sinfonico.”

Prima di Ho visto un sogno, la cantautrice ha rilasciato Freedom, tema portante della colonna sonora di El Numero Nueve – Gabriel Batistuta. “Il brano è stato ispirato dalla prima scena che mi ha sottoposto il regista – racconta la Nair – per cui ho evocato una melodia malinconica ma al tempo stesso gloriosa.”

Dal cantautorato alla composizione per documentari e film, il percorso di Silvia Nair è quanto mai di grande respiro. “Scrivere canzoni non significa necessariamente diventare compositore per il cinema, sono due mondi completamente diversi. – puntualizza l’artista – Quando scrivo per me stessa, infatti, assecondo il mio mondo interiore e le mie emozioni. Scrivere invece per un regista vuol dire mettere a disposizione la tua sensibilità e la tua creatività secondo le esigenze del film e la sua visione.”

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Passato e futuro nella musica di Silvia Nair

Sono tanti i nomi con cui la Nair ha lavorato nel suo percorso e ognuno ha saputo regalarle un ricordo. “Tutti i grandi artisti italiani con cui ho lavorato mi hanno lasciato un grande insegnamento. Franco Battiato, per esempio, mi ha lasciato un grande gusto per la ricerca e la sperimentazione.”

E ancora: “Claudio Baglioni è una forza della natura, la sua voce è una cascata d’acqua; Ron è un vero signore oltre che un grande cantautore. Lucio Dalla, immenso e geniale, mi ha insegnato che pur facendo cose grandi ci si deve divertire, giocare con la musica. E poi Andrea Bocelli, che mi chiamò e mi fece i complimenti per la mia voce.”

Ma il lockdown che cosa ha lasciato nell’universo sonoro di Silvia? “Dopo il primo periodo in cui ero disorientata, soprattutto pensando all’incertezza del futuro, ho deciso di ‘curarmi’. – ci confessa – Credo che la musica sia la miglior terapia e mi ci sono buttata a capofitto, scrivendo canzoni e soprattutto temi per un nuovo film.”

E ora si guarda avanti, all’album atteso per l’autunno: “Il prossimo sogno è raggiungere con la mia musica più gente possibile, perché un artista ha voglia divulgare il proprio ‘verbo’. E il mio messaggio è di amare la vita, di credere in quello che facciamo, in chi siamo: voglio divulgare questo mio messaggio di luce, di energia e di speranza.”

Foto di Fabrizio Fenucci da Ufficio Stampa Parole e Dintorni