Andrea Damante, ‘On Sight’ e Tomorrowland: «Un punto di arrivo e di partenza»

Andrea Damante ha pubblicato la traccia ‘On Sight’ per Smash The House. E il lasciapassare per il Tomorrowland è servito: la nostra intervista.
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È disponibile in digitale On Sight, l’ultimo singolo di Andrea Damante che ha scelto per questa traccia la voce di Kris Kiss. La canzone, uscita per la label belga Smash The House dei guru Dimitri Vegas & Like Mike, è il frutto di un lavoro certosino del dj veronese che proprio con questo brano si è spianato la strada per il Tomorrowland.

Rimandato al 2021 per il perdurare dell’emergenza Covid-19, il festival europeo è certamente uno dei palchi più prestigiosi del vecchio continente e per Damante non può che essere occasione di un’ambita consacrazione. Verranno tempi migliori si dice, e l’appuntamento è solo posticipato di qualche mese.

Intanto, Andrea si gode questo momento felice nel quale assistiamo a una rinnovata attenzione verso l’EDM anche grazie all’appeal che lui stesso ha saputo regalare al genere. Abbiamo parlato con lui di questo, di On Sight e dei prossimi progetti: ecco che cosa il dj ci ha raccontato in questa intervista esclusiva.

‘On Sight’: un biglietto per il Tomorrowland

La tua nuova traccia è On Sight: come è nato il brano? E come hai scelto di coinvolgere Kris Kiss?

Il brano è nato dalla voglia di costruire un percorso di produzione e di suono più EDM, un suono in linea con i festival e con quelle etichette che hanno un circuito internazionale come Hexagon, come Spinning, come Smash The House (che poi è l’etichetta che ha apprezzato e preso il brano)… Così abbiamo messo mano a una produzione con questo tipo di suoni. Io avevo conosciuto Kris Kiss all’ADE di Amsterdam nell’autunno 2019. Sapevo che aveva fatto progetti con Don Dablo e altri nomi dell’EDM. Così ho deciso di fargli ascoltare questa produzione: a lui è piaciuta molto e ha voluto cantarci.

Il risultato è perfettamente in linea con il proposito iniziale di creare un brano dal suono più EDM e internazionale.

Italia, anzi Verona, chiama Belgio: On Sight è uscita, infatti, per Smash The House Records, etichetta di Dimitri Vegas & Like Mike. Perché proprio loro?

Avevamo deciso di presentare il progetto proprio alle etichette di riferimento come Spinning, Hexagon e Smash The House, e questi ultimi sono quelli che ci hanno risposto per primi mostrando di averlo apprezzato davvero tanto! Ne siamo stati felici perché erano una realtà cui puntavamo, un’etichetta di spicco che ti riesce anche a legare ai tanti eventi live ai quali partecipano.

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Sei già uno dei dj più apprezzati, ma con On Sight è come se segnassi un punto particolarmente importante del tuo percorso. È così? Come hai lavorato sul pezzo rispetto anche a progetti precedenti?

Non sono ancora apprezzato a livello internazionale, però ho cominciato già dall’estate scorsa a suonare in alcuni club importanti all’estero e On Sight sicuramente è un bel punto di inizio, sia per quello che è il pezzo in sé sia per quello che significa uscire per un’etichetta così prestigiosa sulla scena internazionale. Sto portando avanti una doppia linea di produzione: una più “radio-fiendly” e una più “da pista”, per i club e per i festival. I progetti precedenti a On Sight erano un po’ più pop, mentre questo è stato un progetto partito da suoni più elettronici, più aperti, più EDM e con una voce che ‘fa quello che deve fare’.

La strada è ancora lunga, bisogna dimostrare ancora tanto, bisogna fare dei pezzi sempre migliori, all’altezza… Ci vuole tempo.

Parlare di Belgio alla soglia dell’estate significa parlare di Tomorrowland, festival a cui proprio quest’anno sei stato invitato. Che cosa rappresenta per te quel palco?

Il Tomorrowland è per me un punto di arrivo ma anche un punto di partenza perché segna finalmente l’arrivo a un festival internazionale a tutti gli effetti, ma lo vivo anche come una partenza perché di festival bellissimi e di livello ce ne sono tanti… Il Tomorrowland è forse quello più conosciuto, ma ce ne sono tanti altri a cui bisogna riuscire a partecipare, e soprattutto dove riuscire a “fare bene”. Quindi un punto di arrivo, ma soprattutto per me un punto di partenza!

Tra l’altro si prefigura un’estate senza concerti né eventi che prevedono assembramenti. Che informazioni hai ad oggi sul Tomorrowland?

Il Tomorrowland è stato rimandato al prossimo anno, mi hanno confermato la data, che dovrebbe essere proprio lo stesso giorno previsto per quest’anno, il 17 luglio.

E come si sopravvive a un’estate senza musica live?

Si sopravvive, ma male! Perché forse la parola che meglio si abbina all’estate è “musica”… La musica, infatti, è quella che segna i ricordi più belli legati all’estate! Bisognerà vedere come andrà, ma di sicuro sarà un’estate diversa e con ritmi molto più “bassi”, secondo me… Bisogna portare pazienza e aspettare la prossima!

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La musica oggi, i progetti e i sogni per il domani

Molti artisti italiani si stanno mobilitando per sollecitare il governo a dare risposte chiare per i prossimi mesi, soprattutto a tutela delle categorie di lavoratori del settore musicale che stanno dietro al palco o nel tuo caso la console. Qual è la situazione del mondo dei club?

La situazione del mondo dei club ad oggi è incerta. Ci potrebbero forse essere delle aperture tra fine luglio e agosto, ma solo per i locali all’aperto e con determinate misure di sicurezza. Tutto dipende dai dati del Coronavirus: ora stanno migliorando, però ad oggi non c’è ancora nessuna regolamentazione o decisione ufficiale. Quindi si spera, però non si sa.

Le cose si devono fare in sicurezza, quindi bisogna ancora aspettare. Il mese di giugno sarà fondamentale per capire a che punto siamo.

In queste settimane di isolamento domestico, siamo stati messi di fronte a nuove abitudini: la tua quotidianità come è cambiata? E a livello di produzione dei brani o di ispirazione come la stai affrontando?

Ovviamente la quotidianità è cambiata per tutti, siamo stati tutti a casa, abbiamo cercato di passare il tempo… Però il mio lavoro sulla musica non si è assolutamente interrotto! Ho fatto un paio di podcast che pubblicherò a breve: una cosa a cui non mi ero mai dedicato bene prima e che ora ho avuto il tempo di sviluppare. Sul fronte delle produzioni, invece, siamo andati avanti su altri tre o quattro brani. Però, se prima stavamo dando precedenza a brani club o comunque “da pista”, brani per i quali funziona la promozione basata sul supporto di altri dj che ti suonano nelle loro serate, ora abbiamo cambiato rotta concentrandoci su brani più pop e “radiofriendly”, perché sicuramente la gente ballerà meno ma magari avrà più voglia di ascoltare… Così prepareremo qualcosa di più “melodico”,  più pop.

Esiste un processo creativo “standard” quando lavori a una traccia? Come si sviluppa?

“Standard” assolutamente no! A volte trovo una bella voce e quindi faccio la produzione sopra quella voce, o al contrario creo una bella produzione e allora cerco la voce giusta… A volte trovo un drop e devo costruirgli il resto intorno, o ho una bella strofa e devo costruire il resto… Non penso che in una canzone, o in genere nell’arte, ci sia qualche aspetto della creazione che possa essere definito “standard”, sarebbe limitante in un modo devastante…

Sui social ti vediamo allenarti con costanza e hai pubblicato una ricca playlist per il workout: con quali criteri hai scelto i brani?

La playlist, la cara vecchia Damante Selection che ha riscosso un bellissimo successo, è basata su quello che ascolto io generalmente per darmi stimoli e carica. Non solo fisica, soprattutto mentale! I brani sono stati scelti in base al mio gusto, quindi, e sono un po’ alternati: qualche brano un po’ più lento dopo tre o quattro brani un po’ più veloci, per non stufare chi l’ascolta! Anche i generi sono differenti: ho messo un po’ di pop, un po’ di tech house che non fa mai male e sta andando molto forte ultimamente, qualcosa di molto molto leggero… Una playlist di circa 40 brani con la quale puoi spaziare.

Nel panorama internazionale chi sono i dj più promettenti di questo momento?

Sono tanti! Penso a Kygo e Marshmello, che sono quelli che su Spotify stanno facendo numeri clamorosi. Poi Garrix, Guetta, è quello l’Olimpo… Anche Don Diablo, che ammiro per come è cresciuto negli ultimi tre anni, creando una bellissima generazione Hexagon (la sua etichetta) anche se non ha ancora i numeri di altri “senatori”… Poi Alesso, che è un grande… Sono tanti e hanno ancora tanto da dare.

Qual è la collaborazione dei sogni che ancora non sei riuscito a realizzare?

A me piacerebbe fare un disco con Alesso e con Kygo… Questi sono i primi due che ho in testa. Ci vorrà tempo. È molto difficile… Bisognerà trovare il suono giusto, qualcosa di forte da mandargli… Non si sa mai, ma secondo me c’è ancora tanta strada da fare.

Dopo On Sight e con il Tomorrowland in prospettiva, ci sono altri progetti in cantiere?

Sicuramente c’è l’America, dove sta nascendo qualcosa con un gruppo di Las Vegas molto concreto, ma stiamo sempre parlando del 2021. E in cantiere sicuramente c’è anche un album: ce l’ho in testa, lo sto disegnando ma ci vorrà ancora tempo, ci vogliono ancora 3 o 4 singoli… Poi si vedrà! Comunque speriamo che riparta tutto a bomba nell’arco dei prossimi mesi.

Foto da Ufficio Stampa Newtopia