Davide Van De Sfroos, esce ‘Maader Folk’: «Il mio antidoto al lockdown»

Nato in tempi non sospetti, il nuovo album di Davide Van De Sfroos attraversa i mesi difficili della pandemia e racconta il bisogno di ‘tornare a casa’.
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È arrivata in sogno, in una notte febbricitante per il Covid, ed è diventata la sintesi del viaggio musicale che Davide Van De Sfroos stava compiendo. ‘Maader Folk’ è il titolo del nuovo album dell’artista lombardo, in uscita il 17 settembre e contenente anche il singolo con Zucchero Oh Lord, Vaarda Gio.

Le tracce, nate in tempi non sospetti pre-pandemia, assumono uno spessore straordinariamente contemporaneo in equilibrio tra l’io e il mondo. “Raramente un lavoro di questo tipo attraversa un periodo, un evento, cosi lungo e destabilizzante”, esordisce Van De Sfroos presentando l’album. “Questo lavoro è iniziato in una sala di registrazione immersa nella madre natura e in quel momento nessuno poteva minimante immaginare quello che sarebbe successo di lì a poco”.

Continua, quindi, il musicista ripercorrendo la genesi di ‘Maader Folk’: “Era gennaio 2020 e, quando il disco più o meno era pronto, il mondo si è fermato. Con lui la musica, i teatri e tutto il resto. Cosa poteva succedere a quel punto? La cosa commovente, ma anche strabiliante, era analizzare le tematiche e i titoli dei brani alla luce di quello che stava succedendo. Alcune canzoni sembravano essere state scritte proprio per quel periodo”.

“Fin dall’inizio, la traccia Fiada, ovvero ‘respira’, era destinata a essere in apertura del disco – dice Van De Sfroos – Era talmente predestinata ad aprire il lavoro che era pensata come intro. È un inno a un nuovo respiro, ma chi l’avrebbe mai pensato?. E ci sono altre canzoni che hanno dei simboli dentro che possono sembrare citazioni del tempo che abbiamo attraversato. Questo disco è stato un antidoto al lockdown”.

 
 
 
 
 
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Dal passato all’oggi nel segno della natura e di un rapporto da rispettare. “Ora finalmente lasciamo libere finestre, le porte e le briglie. Sulla copertina c’è la madre terra, madre musica, madre folk… è un disco seminato nei boschi, nelle valli, sulle rive e nei laghi. Immerso nella natura. La natura continua a essere quella che è sempre stata ed è pericoloso chiudersi in una fotografia del passato che rischia di mettere in naftalina.

Così come è sbagliato anche dimenticare tuto quello che si è imparato. Il nostro mondo qua fuori non ha cambiato faccia, quindi la natura si muoverà sempre secondo le sue logiche, continuerà a mutare e a vivere. Non dobbiamo essere cadaveri viventi, dobbiamo cercare il giusto equilibrio tra mondo metropolitano e natura. In questo senso – conclude l’artista – ‘Maader Folk’ è un disco di apertura che invita a respirare. Sento che questa è la mia urgenza.”

Il titolo ‘Maader Folk’ e il duetto con Zucchero

Curioso, come si accennava, il modo in cui è letteralmente arrivato il titolo dell’album. “Il disco non aveva un titolo, nonostante tutto questa attesa eravamo bloccati. È un lavoro pieno di cose ma non trovavamo qualcosa di completamente rappresentativo. Quando il Covid è toccato a me nel periodo di Sanremo, con la mia famiglia contagiata, nella notte mi saliva una certa ansia rabbiosa per cui faticavo a dormire”.

“Lasciavo accesa la radio con playlist improbabili”, ricorda Davide Van De Sfroos. “Una notte ho sognato la figura di una donna con il volto multietnico che mi diceva di stare tranquillo. Mi diceva di rimanere attaccato al mio folk. ‘Io sono la madre folk’, ha detto. Quella sua beatitudine e quella sua compassione verso di me mi dicevano di restare sereno”.

“Alla mattina avevo il titolo, Maader Folk”, conclude. “Questo è un disco che torna a casa e, anche se fa un po’ il pioniere in certi suoni, il folk resta maestro. Resta attaccato alla terra e a un certo modo di essere; per questo appartiene a chi sente il richiamo di casa”.

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Ad anticipare il progetto è stato il brano Oh Lord, Vaarda Gio insieme a Zucchero. Ricorda il musicista: “Quella canzoni era nel cassetto, scritta come richiesta di liberazione emotiva e spirituale non tanto tanto per chiedere a Dio di risolvere i problemi al posto nostro. Voleva essere una richiesta di indicazioni alla bussola dell’anima, su come muoverci e interpretare i segni del nostro percorso. Presto è diventata qualcosa di irrinunciabile in questo disco, non poteva starne fuori e abbiamo capito che la voce di Zucchero sarebbe stata perfetta”.

Da qui, dunque, il coinvolgimento di Sugar. “Ho pensato di fargliela sentire; allora era in tour con Sting e ci ha chiesto se potevamo aspettarlo. Lui poi, spontaneamente, ha fatto quello che non osavo chiedergli: ha inserito strofe sue che rendono il brano un invito spirituale a una latitudine universale”.

Prodotto da Taketo Gohara, ‘Maader Folk’ (BMG/MyNina) viene reso disponibile nei formati CD, vinile e vinile rosso in edizione limitata e numerata. “Speriamo ora che il futuro teatrale ci dia presto la possibilità di ripartire, abbiamo ancora in ballo due date rimandate”, conclude Davide Van De Sfroos. “Mi piacerebbe in una presentazione portare uno spirito di grande festa, celebrando il disco”.

 
 
 
 
 
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Foto di Fabrizio Cestari da Ufficio Stampa GOIGEST