Movimento 5 Stelle: il programma per le elezioni Europee

Nell'arco dell' ultimo anno, i sondaggi li hanno visti costantemente in calo rispetto al 33% ottenuto alle elezioni Politiche, ma gli stessi sondaggi indicano i 5 Stelle come seconda forza politica del paese con il 22%.

Il Movimento 5 Stelle si presenta alle elezioni Europee per la seconda volta dalla sua nascita. Nell’arco dell’ ultimo anno, i sondaggi li hanno visti costantemente in calo rispetto al 33% ottenuto alle elezioni Politiche, ma gli stessi sondaggi indicano i 5 Stelle come seconda forza politica del paese con il 22%.
Questa percentuale porterebbe il Movimento 5 Stelle ad eleggere un numero superiore di Eurodeputati rispetto ai 17 attualmente in carica.
Ma quali sono i punti fondamentali del loro programma?

Movimento 5 Stelle: Taglio stipendi e privilegi di commissari e parlamentari europei

Il taglio dei costi della politica è uno dei temi principali del Movimento 5 Stelle, e non poteva mancare declinato in chiave Europea.
Gli iscritti che hanno votato i 10 punti fondamentali per le elezioni Europee infatti, hanno dato molta importanza a questo punto. Punto che servirebbe ad avvicinare idealmente i Commissari e i Parlamentari agli elettori. Anche se, per ottenere questo risultato, servirebbero riforme strutturali, e non simboliche dell’Europa.

Movimento 5 Stelle: il Salario Minimo Europeo

Quella del Salario Minimo Europeo è una proposta comune a tutti i partiti di sinistra, ma anche il Movimento 5 Stelle la rivendica fortemente.
Questa misura è vista come una necessità da parte dei Grillini. Necessità di uniformare il mercato del lavoro Europeo per contrastare il dumping sociale che sta colpendo in particolare le aziende italiane e il Made in Italy, con delocalizzazioni continue.

Il problema di questa proposta però, è che potrebbe non essere attuabile nei Paesi che non hanno l’Euro. Questo fatto non è trascurabile, perché il dumping sociale viene proprio da quei paese dell’est Europa che non hanno sottoscritto gli accordi sulla moneta unica, ed hanno un costo della vita, e quindi del lavoro, molto più basso, proprio perché le loro monete nazionali sono meno forti.
Una questione questa, che il blocco di centro-sinistra e i 5 Stelle dovranno fronteggiare e risolvere in Europa.

Movimento 5 Stelle: La tutela del Made in Italy

Il Salario Minimo Europeo è mirato indirettamente a tutelare il Made in Italy, che tanto sta a cuore ai Grillini e ai Sovranisti, ma non è l’unico modo per proteggerlo.
I 5 Stelle voglio riproporre, sulla scia del Decreto Pernigotti, una misura che protegga i marchi storici dei paesi dell’Unione Europea per contrastare direttamente la contraffazione. Danno rilevanza anche alla tutela dell’agroalimentare, che per l’Italia è fondamentale, inserendo norme più rigide e vietando totalmente gli OGM.

Green Economy e Sviluppo Sostenibile

“Già oggi in Italia l’economia verde contribuisce al 13% del Pil e assorbe il 66% delle nuove assunzioni in progettazione e ricerca. Il report Green Italy 2015 ci dice che ha creato 3 milioni di posti di lavoro negli ultimi anni.”
Un recente studio sulle proposte dei vari partiti a Bruxelles ha dimostrato che il Movimento 5 Stelle è la forza più ambientalista nel Parlamento Europeo. Questo programma, sicuramente ricalca questa linea del Movimento, aggiungendo proposte come vari incentivi alle imprese per lo sviluppo sostenibile e la conversione ecologica, abbandono graduale delle fonti fossili, eliminare i fondi europei per inceneritori e discariche e
proporre grandi investimenti in ricerca e nuove tecnologie.

Una proposta, forse di difficile attuazione, ma potenzialmente efficace è quella di “selezionare” le voci che andranno ad influire sui vincoli di bilancio. La misura consiste nel togliere i vincoli di bilancio per gli investimenti sulla sanità, sull’istruzione, sulla ricerca e sulle infrastrutture.
La difficoltà è quella di superare lo scoglio della Commissione. Una Commissione che difficilmente proporrà al Parlamento una proposta totalmente di senso opposto rispetto a tutte le politiche portate avanti dal 2014.

Vedi anche: Un’onda verde per cambiare l’Europa

Più Poteri al Parlamento

Come nelle analisi degli altri partiti, ci focalizziamo sulle proposte che riguardano l’assetto istituzionale dell’Unione.
Il Movimento 5 Stelle, a differenza degli altri partiti, non mette in campo una visione di Europa Federale o Confederale, ma fa varie proposte per “aggiustare” la struttura attuale. Ovviamente sono tutte declinate a dare più voce ai cittadini, ma non prevedono una totale delle istituzioni di Bruxelles.

La prima mira a potenziare il mandato che i cittadini danno agli Eurodeputati. I 5 Stelle in questo caso, e non solo, propongono di concentrare le procedura legislative nel Parlamento Europeo. Cosa che ad oggi non accade, dato la procedura di votazione è condivisa con il Consiglio dell’Unione Europea.

Un’altra riguarda invece il cavallo di battaglia dei 5 Stelle: la Democrazia Partecipativa. I Grillini propongono di ascoltare più spesso i cittadini con l’inserimento di vari tipi di Referendum. Oltre al Referendum consultivo, che per essere indetto richiederebbe una maggioranza dei 2/3 degli Eurodeputati, la loro attenzione si concentra sul Referendum abrogativo.

Referendum Abrogativo che rappresenterebbe una novità per moltissimi paesi Europei. L’Italia infatti è tra i pochissimi Paesi a prevedere questo tipo di consultazione. Ad ogni modo, questo strumento potrebbe essere attivato da 5 milioni di cittadini, distribuiti in almeno 1/3 degli Stati Membri e avrebbe potere vincolante sulle proposte che si troverà a respingere.

Simile al Portale Unico Europeo di “Più Europa”, è la proposta del Voto Elettronico che i 5 Stelle vorrebbero attuare anche in Italia.
Questa misura si rifà al modello dell’Estonia “dove il 99% dei servizi della pubblica amministrazione sono online e dove dal 2005 sono state già effettuate ben 9 votazioni con il sistema di voto online.”

E’ curioso notare che una forza politica che sin dalla sua nascita ha contestato questa struttura europea, non si schieri a proposito della creazione o meno di un’Europa unita, Federale o Confederale.
Probabilmente per il Movimento 5 Stelle, oltre a piccoli accorgimenti circoscritti a determinati temi, non c’è molto da cambiare.

A questo proposito vedi anche: Più Europa, il programma

Simone Pisa

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Università Sapienza di Roma. La politica? Una passione. #GenerazioneEuropa