Si tratta dell’unico edificio la cui costruzione è stata personalmente curata da Vitruvio, come lui stesso racconta nel De Architectura
Una scoperta attesa per 2000 anni e che il Ministro della Cultura Giuli ha paragonato alla scoperta della tomba di Tutankhamon e del Lapis Niger a Roma: a Fano sono stati rinvenuti, in piazza piazza Andrea Costa, i resti della Basilica di Vitruvio, l’unico edificio attribuibile con certezza a Marco Vitruvio Pollione, conosciuto solo come Vitruvio, il più grande teorico dell’architettura di tutti i tempi.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura
Vitruvio, che è nato nella città di Fano, ha lasciato scritto nel suo celeberrimo De Architectura – il trattato di riferimento dei grandi maestri del Rinascimento e il fondamento dell’architettura occidentale – di aver curato personalmente la realizzazione di una basilica civile nella cittadina allora conosciuta come Fanum Fortunae, affacciata sul foro della città. Di queata basilica non si era però mai trovato traccia.
Fino al gennaio 2026: l’annuncio ufficiale del ritrovamento è arrivato nel corso di una conferenza stampa alla Mediateca Montanari, alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco di Fano Luca Serfilippi, del soprintendente Andrea Pessina. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli è intervenuto in collegamento.

Il ritrovamento a Fano
Durante gli scavi legati alla riqualificazione di piazza Andrea Costa, è stata infatti identificata con certezza la basilica romana descritta da Vitruvio, con pianta rettangolare e colonnato perimetrale: otto colonne sui lati lunghi e quattro sui lati brevi. La conferma definitiva è arrivata con un ultimo sondaggio, che ha restituito la quinta colonna d’angolo, confermando la posizione e l’orientamento dell’edificio tra le due piazze. Le colonne, di circa cinque piedi romani di diametro (147–150 cm) e alte circa 15 metri, erano addossate a pilastri e paraste portanti a sostegno di un piano superiore. La ricostruzione planimetrica, basata sulla descrizione vitruviana, ha trovato una corrispondenza al centimetro.
Il riconoscimento si inserisce in un percorso di ricerca avviato da anni: già nel 2022, in via Vitruvio, il rinvenimento di imponenti strutture murarie e pavimentazioni in marmi pregiati aveva evidenziato la presenza di edifici pubblici di alto livello.
“La storia dell’archeologia avrà un prima e un dopo”, le parole di Giuli
“È il risultato di decenni di lavoro, di studi e ricerche approfondite e di scelte che hanno permesso di arrivare fino a qui. Arricchisce enormemente il patrimonio che già conoscevamo e, da oggi, vive sotto una luce diversa. In un certo senso, riscrive anche parte della storia di Fano”, ha dichiarato presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
“A Fano oggi è stata ritrovata una tessera fondamentale del mosaico che custodisce l’identità più profonda del nostro Paese. La storia dell’archeologia e della ricerca, con gli attuali strumenti a disposizione, viene divisa in un prima e un dopo: prima della scoperta e dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio. I libri di storia, e non solo le cronache giornalistiche, storicizzeranno questa giornata e tutto ciò che nei prossimi anni verrà studiato e scritto attorno a questa scoperta eccezionale. Il valore scientifico è di caratura assoluta, gli elementi rinvenuti dimostrano in modo plastico che Fano è stata ed è il cuore della più antica sapienza architettonica della civiltà occidentale, dall’antichità fino a oggi”, ha dichiarato il Ministro Alessandro Giuli.
Vitruvio, una lezione attuale nei secoli
Molti conoscono Vitruvio in relazione all’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci, la celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano che il genio fiorentino aveva disegnato ispirandosi ai dettami di Vitruvio.
L’importanza di Vitruvio è dovuta però principamente al suo trattato in 10 libri De architectura (Sull’architettura), dedicato ad Augusto, scritto probabilmente tra il 29 e il 23 a.C.: è l’unico testo latino di architettura integro giunto fino a noi ed ha avuto una enorme influenza sull’architettura di tutto il mondo a partire dal Rinascimento, quando venne fondata a Roma l’Accademia vitruviana della Virtù. Umanisti, scienziati artisti che partecipavano a questa accademia portavano avanti il “dibattito vitruviano”, quello sforzo conoscitivo collettivo che spingeva artisti, eruditi e appassionati alla riappropriazione dell’eredità dell’arte greco-romana e dell’architettura classico-romana.
Vitruvio non era solo un teorico, ma anche un praticante che osservava attentamente la natura, il clima e le esigenze umane. Mentre affrontiamo sfide globali come il cambiamento climatico e l’urbanizzazione sostenibile, la lezione di Vitruvio è più attuale che mai.