Musica e videogiochi, Dario Vero: «Musiche declinate, il regista è il giocatore»

Dario Vero, compositore e direttore d'orchestra, ci racconta come nasce la colonna sonora di un videogioco.
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Musica e videogiochi, Dario Vero: «Musiche declinate, il regista è il giocatore»

Da pochissimo è uscita la colonna sonora di The Inglorious Serf, film di Roman Perfilyev con le musiche dell’italiano Dario Vero. Compositore, orchestratore e direttore d’orchestra, Dario Vero scrive infatti musica per serie tv, film, animazione e video games. E proprio di colonne sonore dei videogiochi abbiamo voluto parlare con Dario, che ci ha spiegato il processo compositivo e ci ha fatto ascoltare alcuni sample.

«Ero piccolo ed ero il chitarrista per una colonna sonora, che non era finita. – ci racconta subito Dario – Il regista mi chiese una mano e così è nata la mia carriera nel mondo del business in senso stretto. Da lì sono iniziate una serie di collaborazioni per il cinema. Poi giro spesso per mercati, che sono la parte commerciale dei grandi festival di cinema, in cui ci si incontra spesso con produttori e artisti. Al Nordic Game sono nate le prime collaborazioni per videogiochi».

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«Per i videogiochi ho dovuto imparare a rimodulare la narrazione. – ci spiega Dario – Quando scrivi per un film il lavoro è lineare, perché inizia e finisce e hai immagini ben precise. Un videogioco, invece, cambia costantemente perché il regista è il giocatore. Devi quindi usare tecniche di implementazione. Devi costruire un enorme set di musiche e temi spendibili e cambiare molte volte gli arrangiamenti. Un unico file devi declinarlo per vari livelli di un videogioco».

Dario Vero, il mondo multistyle delle colonne sonore dei videogiochi

Un lavoro molto più complesso e «stratificato», quindi, anche perché «negli anni – ci spiega Dario – la qualità e l’attenzione per i videogiochi sono migliorate tantissimo, così come sono aumentati i budget».

«Si imparano tante cose, c’è una richiesta multistyle. – conclude Vero – In un film l’atmosfera è spesso sempre la stessa, negli open world invece potresti giocare per una settimana con un’atmosfera thriller e poi cambiare completamente ambientazione. Ti devi distaccare a livello emotivo dalla musica che componi. Io ho imparato a prendermi il mio tempo e poi faccio parte di un team quindi esploro nuovi mondi musicali».