Dai ciliegi del Laghetto dell’EUR ai parchi più belli d’Italia: quando e dove fare hanami tra fine marzo e aprile
La fioritura dei ciliegi è uno degli eventi naturali più attesi della primavera. In Giappone è conosciuta come Hanami, ma negli ultimi anni anche in Italia sempre più persone scelgono di dedicare una giornata all’aperto tra parchi e giardini in fiore.
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Tra fine marzo e inizio aprile, diverse città italiane offrono scenari ideali per osservare i sakura senza uscire dal Paese. Dai luoghi più noti di Roma fino ai grandi parchi urbani del Nord, ecco dove vedere i ciliegi in fiore e quando organizzare una visita.
Hanami a Roma: dove vedere i ciliegi in fiore
Ciliegi all’EUR
I ciliegi a Roma si identificano ormai con il quartiere EUR: lì dal lontano 1959 fioriscono generosamente ogni anno i ciliegi donati dalla città di Tokyo, a cui si sono aggiunti altri esemplari piantati nel 2019. L’hanami romano si sviluppa in una manciata di giorni tra marzo e aprile, a seconda delle condizioni meterelogiche, durante i quali si può godere uno spettacolo in bilico tra gentilezza e bellezza. Una passeggiata gratuita e bellissima, da godersi anche con pic nic annesso.
Hanami all’Orto Botanico
Il 12 e 13 aprile 2025, il Museo Orto Botanico di Roma in collaborazione con il Festival del Verde e del Paesaggio, invitano a «Hanami all’Orto Botanico». Un evento dedicato alla meravigliosa fioritura dei ciliegi in fiore e una “lezione” sulla bellezza fragile e fugace della natura.
Un weekend di primavera per scoprire il significato dell’Hanami, rito antico, simbolo della bellezza effimera del mondo naturale e della capacità di cogliere l’istante. Per comprendere l’arcaica attitudine degli abitanti del Sol Levante di godere e accettare la caducità e la provvisorietà dell’esistenza. Una giornata speciale, un’occasione unica per un pic-nic circondati da una nuvola di petali rosa.
L’esperienza è pensata come una visita aperta, dove non è previsto un percorso obbligato: il pubblico è invitato a muoversi liberamente, seguendo il proprio ritmo. La passeggiata attraversa le collezioni botaniche e conduce al giardino giapponese che rappresenta il centro dell’Hanami.
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Istituto di Cultura Giapponese
L’Hanami è vivo anche tra Valle Giulia e il quartiere Parioli, dove l’Istituto di cultura Giapponese nasconde un piccolo gioiello, l’incantevolo giardino orientale. Si legge che è il primo giardino italiano realizzato da un architetto giapponese, il celebre paesaggista Nakajima Ken – artefice anche del giardino giapponese dell’Orto Botanico – e si presenta come una piccola oasi di pace che si fonde armoniosamente con le linee severe e moderne dell’edificio progettato da Yoshida Isoya in stile shinden-zukuri dell’epoca Heian. Le visite qui sono gratuite, ma con prenotazione obbligatoria.
Hanami in Italia: i posti più belli
Anche fuori Roma non mancano luoghi dove osservare la fioritura dei ciliegi:
- Il Parco Sempione a Milano, con diverse aree alberate che in primavera si colorano di rosa
- L’Orto Botanico di Padova, tra i più antichi al mondo, dove la fioritura si inserisce in un contesto storico e scientifico
- Il Parco del Valentino a Torino, affacciato sul Po e particolarmente suggestivo nei mesi primaverili
In molte città italiane, inoltre, parchi pubblici e giardini urbani offrono fioriture spontanee o meno conosciute, spesso lontane dai flussi turistici principali.
Reggia di Venaria, Torino: All’ombra dei ciliegi in fiore
Alla Reggia di Venaria la primavera si celebra con “All’ombra dei ciliegi in fiore”, appuntamento che trasforma i Giardini in un suggestivo hanami all’italiana. Dopo le oltre 105 mila presenze registrate nel 2025, l’edizione 2026 torna tra il 21 marzo e il 6 aprile con un programma che unisce natura, cultura e intrattenimento .
Protagonisti sono circa cento ciliegi in fiore, affiancati da peri e meli, in un paesaggio che richiama la tradizione giapponese dell’ammirazione dei sakura . Novità dell’anno è “Una sera sotto i ciliegi in fiore”, con aperture straordinarie fino alle 23: gli alberi illuminati ricreano l’atmosfera degli yozakura, offrendo un’esperienza immersiva e scenografica.

Il cartellone comprende performance, musica e attività all’aperto. Tra gli eventi di punta, Sakurasonic – Un matsuri contemporaneo, realizzato in collaborazione con il MAO Museo d’Arte Orientale, che reinterpreta in chiave attuale la festa tradizionale giapponese .
L’accesso ai Giardini è contingentato con prenotazione obbligatoria online, per garantire una fruizione ordinata e valorizzare al meglio uno degli spettacoli floreali più attesi della stagione.
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Festa dei Ciliegi in Fiore a Vignola
La Festa dei Ciliegi in Fiore di Vignola è tra gli appuntamenti primaverili più attesi in Emilia-Romagna e nel 2026 si svolge dall’11 al 19 aprile. Nel periodo della piena fioritura, la Valle del Panaro si colora di bianco e rosa, offrendo uno scenario ideale per una gita fuori porta tra natura e tradizioni locali.
Il centro storico ospita sfilate di carri fioriti, mercatini di antiquariato e artigianato, esposizioni florovivaistiche e stand gastronomici con specialità emiliane. Non mancano musica dal vivo, spettacoli, raduni di auto d’epoca e attività dedicate ai più piccoli.
Organizzata dal Centro Studi Vignola e attiva dal 1970, la manifestazione unisce paesaggio, cultura e convivialità, confermandosi come uno degli eventi simbolo della primavera italiana.
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Quando vedere la fioritura dei ciliegi
Il periodo della fioritura varia leggermente in base al clima e alla posizione geografica:
- Sud Italia: da metà marzo
- Centro Italia (Roma inclusa): tra fine marzo e inizio aprile
- Nord Italia: tra inizio e metà aprile
La durata della fioritura è limitata: in genere i ciliegi restano nel pieno della fioritura per circa 7–10 giorni, rendendo il timing un elemento fondamentale.
Cos’è l’hanami (in breve)
L’hanami è una tradizione giapponese che consiste nell’osservare la fioritura dei ciliegi, spesso accompagnata da momenti conviviali all’aperto. Più che un semplice evento naturale, rappresenta un rito legato alla stagionalità e alla transitorietà, elementi che contribuiscono al suo fascino.
Anche in Italia, pur senza le stesse radici culturali, questa pratica si è diffusa come occasione per vivere gli spazi verdi in modo diverso, seguendo il ritmo della natura.