Evita Stork: «Amate il vostro corpo e ciò che fate»

Dai consigli sui Reel a Les Flames: Evita Stork - che ora collabora con Wiko - ci racconta la sua storia e i suoi segreti.
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Wiko ed Evita Stork hanno deciso di unire le forze e di stilare una guida pratica per insegnare a tutti come mettere in risalto il proprio talento servendosi soltanto dei Reel. A poco più di un mese dall’inizio della loro collaborazione social, il brand di telefonia franco-cinese e la ballerina hip hop, coreografa e cantante ci aiutano così ad entrare nel mondo dei Reel e di Instagram.

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E non poteva che essere Evita a guidarci. La ballerina, insieme al suo gruppo Les Flames, è una tra le personalità più autorevoli a rilasciare simili consigli, avendo costruito il suo successo proprio grazie all’uso del telefonino. Attualmente vanta più di 80mila follower su Instagram, è molto seguita nell’ambiente della street dance, ed è apprezzata anche all’estero.

Evita Stork

Evita Stork: i consigli per un Reel perfetto

Ciao Evita, come stai? Inizierei dai tips che hai dato per i Reel. Ma prima una domanda d’obbligo: quanto tempo hai impiegato per comprendere tutte le potenzialità di questo formato video?
Ho iniziato a postare i Reel lo stesso giorno in cui Instagram li ha resi disponibili. Prima però usavo TikTok. Sapevo già quindi che impostazione dare e come fare arrivare i video a più persone possibili.

Il primo consiglio che dai è quello di scegliere una location minimal e di impatto.
Per me, innanzi tutto, è fondamentale la location. Che sia in casa o street deve essere super illuminata, molto spaziosa, con colori accesi o tinte unite. Solitamente nei video street mi piacciono i background con palazzoni o strutture moderne. Se è una casa, mi piace che sia pulita possibile così non richiama l’attenzione su ciò che non è il mio movimento.

Intendi il disordine…
Sì, ma ti dirò che un video comedy che avevo postato aveva coinvolto proprio oggetti che avevo in casa e che si muovevano, così che il pubblico li ricordasse. Cadevano libri dagli scaffali mentre io eseguivo un’altra azione. Era il trend del momento e quei video hanno fatto milioni di views. L’ambiente, per me, è molto importante.

Inquadratura e preparazione

Chiaro. Consigli poi di privilegiare un’inquadratura dal basso e inclinata, che metta al centro la figura regalando movimento alla clip. 
L’angolazione è il core di tutti i content creator. Nei video di ballo mi piace mostrare il body intero, così si legge bene il movimento del busto, delle braccia, dei piedi e delle gambe. Mi piace che si veda la bolla che c’è intorno al mio corpo. Per quanto riguarda altri video che vedo fare da altri che non ballano – ma che sono più dediti, ad esempio al lip sync – serve invece un’illuminazione super potente.

Tu sottolinei poi quanto sia importante prepararsi in anticipo.
Ci sono stati casi in cui ho improvvisato, soprattutto alla fine della coreografia. Ma principalmente i TikToker seguono i trend del momento o li creano. I movimenti devono essere precisi, perché devono essere coinvolte altre persone che replicano la coreografia. Se non si è sicuri del movimento o se il movimento non è preciso, è difficile che qualcun altro riesca a riproporlo. Improvvisare è quindi inutile. Se c’è una persona molto talentuosa e mostra le proprie capacità in un Reel, sono la prima a guardarlo a bocca aperta perché è più emotivo. Però, principalmente, consiglio di preparare le coreografie.

L’importanza della confidence nei Reel

Il consiglio più prezioso che dai è, tuttavia, quello di essere sicuri di sé.
Non credo di essere una ballerina top. Non mi posizionerei mai al livello di altri professionisti. Loro hanno molta fiducia in se stessi. Ho imparato da loro questa confidence, che è molto importante soprattutto nei video. Il pubblico non vuole mai vedere una persona insicura che mostra un talento di cui non è sicuro. Non so se mi spiego.

Certo, mostrare qualcosa che non padroneggi è un disastro annunciato.
Sì. Nei miei video poi voglio lanciare un messaggio di positività ed entusiasmo. Bisogna amare il proprio corpo, ciò che si fa, stimarsi. Spero che arrivi a tutti. E magari una bambina che, come me, balla davanti allo specchio e ha paura di farsi vedere un giorno riuscirà a trovare il coraggio. Magari vedendo un mio video.

A questo proposito, tu come hai iniziato? Cosa ti ha dato il coraggio di farti vedere?
Non è subito stato tutto rosa e fori. Ballavo in una scuola di danza di Modena. Ho cambiato diversi stili, dalla danza classica a quella contemporanea e all’hip hop. Ma i miei insegnanti di hip hop non mi spingevano quanto avrei voluto. Tuttavia avevo moltissima voglia di creare show e continuare a fare ciò che amavo, per cui l’ho fatto da sola. Ho creato un gruppo di 25 ragazzi che ho pescato a Modena e che ha iniziato ad esibirsi in occasione di un evento in centro. È stata un’esibizione pazzesca di 10 minuti. Da lì hanno iniziato a chiamarci i locali ed è nato TikTok e poi i Reels. Ho deciso, insieme ai miei ragazzi, di trasformare ciò che facevamo per strada in video. Volevamo spronare i cantanti italiani a usare i ballerini negli spettacoli. L’obiettivo era far capire agli artisti top italiani che non basta solo ascoltare, ma che bisogna coinvolgere il pubblico attraverso l’udito e il movimento, quindi la vista.

Evita Stork

Evita Stork e Les Flames

E il progetto Les Flames come è nato?
Tra questi 25 ragazzi c’erano anche due ragazze che oggi fanno parte di Les Flames. Cantavamo insieme e avevamo le stesse passioni. Prima della quarantena abbiamo deciso di fondare il gruppo insieme a un’altra ragazza. In quarantena abbiamo scritto la nostra prima canzone insieme su WhatsApp. Ha fatto numeri pazzeschi. Non eravamo un gruppo musicale, eravamo solo ballerine con altre passioni. Invece Quarantena è esplosa su TikTok, dove ha totalizzato più di 30mila video. Su YouTube ha collezionato 400mila views.

Una bella soddisfazione. E dopo cos’è successo?
Abbiamo scritto molti altri pezzi che non abbiamo ancora fatto uscire, a parte Reverse. Ci piace davvero curare tutti gli aspetti, dal ballo alla musica, dal canto alle parole. Siamo perfezioniste, finché il prodotto non ci piace non esce. Per noi deve essere impeccabile, anche perché resterà per sempre. Ora uscirà il terzo singolo con un video musicale fighissimo, è molto particolare. Spero vi piacerà.

Ma qual è la musica che ti ispira di più come ballerina?
Mi piacciono un sacco le basi ritmate, con accenti e beat che richiamano alla danza.

Wiko e i pro e i contro dei social

E com’è arrivato Wiko nella tua vita?
Credo che Wiko mi abbia notato grazie ai Reels che stavo realizzando. Abbiamo la stessa tipologia di pensiero, sia io che il brand vogliamo spingere giovani talenti. Wiko l’ha fatto con me, mi ha dato la possibilità di creare contenuti attraverso la sua tecnologia e mi ha dato la possibilità di esibirmi con il mio gruppo durante un evento Adidas. Sono molto grata per questa possibilità, credo che la positività e l’entusiasmo nel fare ciò che amo mi abbiano portato al brand.

A proposito di messaggi positivi, volevo capire quanto è stata una sfida per te esporti e quanto è stato stimolante?
Il pro è che sempre più persone sono interessate a ciò che faccio e a conoscere la vera me. Mi scrivono tutti i giorni e ci sono sempre per me. Altre volte, avere un pubblico molto grande può diventare un difetto. Anche io sono una persona normale e a volte vorrei solo passare il tempo in famiglia. Ma se non dedico tempo al mio pubblico, mi si ritorce contro. È un pro ma anche un contro. Mi dispiace non poter dedicare sempre molto tempo a chi mi sostiene.