L’Arena di Verona celebra le Paralimpiadi 2026 nel segno di ‘Life in Motion’, con la direzione artistica di Alfredo Accatino e i contributi di Jago ed Emilio Isgrò.
L’arte come linguaggio universale, il movimento come essenza della vita e l’inclusione come orizzonte culturale. A cinquanta giorni dall’inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Fondazione Milano Cortina 2026 ha svelato i temi ispiratori e le visioni creative delle Cerimonie di Apertura e Chiusura che, per la prima volta nella storia dei Giochi Paralimpici, si svolgeranno in un sito patrimonio UNESCO
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La Cerimonia di Apertura, in programma il 6 marzo 2026 all’Arena di Verona, ha come motivo ispiratore Life in Motion, un inno alla vita come trasformazione continua. La visione artistica porta la firma di Alfredo Accatino, direttore artistico della Cerimonia di Apertura e presidente di Filmmaster. Accanto a lui, Maria Laura Iascone, Direttrice delle Cerimonie di Milano Cortina 2026, ha delineato un progetto pensato come esperienza emotiva e partecipativa, capace di coinvolgere atleti, pubblico e comunità in un racconto condiviso.
«Una Cerimonia Paralimpica è una straordinaria opportunità di crescita culturale», ha spiegato Accatino. «È celebrazione dello sport, ma anche occasione per rappresentare un nuovo modo di vivere le differenze, non solo le disabilità. Abbiamo immaginato una cerimonia positiva, sorridente, coinvolgente. Nel segno dell’arte».

Vita in movimento
Life in Motion trova respiro ne linguaggio dell’arte contemporanea per riscrivere il modo di guardare alla disabilità. Non come limite, ma come relazione dinamica tra persona e ambiente, ricerca di un’armonia nuova, possibile. In questa direzione si inserisce la presenza di due figure chiave dell’arte italiana contemporanea: Jago ed Emilio Isgrò.
Jago, tra gli scultori più riconosciuti a livello internazionale, porta in scena una riflessione potente sul corpo, sulla fragilità e sulla forza della materia. Mentre Emilio Isgrò – artista, poeta e intellettuale che ha segnato il Novecento con le sue celebri cancellature – diventa simbolo di un linguaggio che sottrae per rivelare, che elimina per dare nuovo significato. Due visioni diverse ma convergenti, chiamate a dialogare con lo sport e con le storie degli atleti paralimpici.
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Accanto all’arte visiva, la musica avrà un ruolo centrale. Tra i primi talenti annunciati spiccano Stewart Copeland, batterista dei Police, i Meduza ed Arisa. E il pubblico sarà parte attiva dello spettacolo grazie all’iniziativa Volare Milano Cortina 2026. Voci e contributi da tutto il mondo potranno confluire nella chain song finale sulle note di Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno, scelta come simbolico epilogo della Cerimonia di Apertura.


I Giochi Paralimpici, in programma dal 6 al 15 marzo 2026, celebreranno anche due importanti anniversari: i 50 anni dalle prime Paralimpiadi Invernali del 1976 e i 20 anni da Torino 2006. Un’edizione che si annuncia storica anche per il messaggio culturale che intende lasciare: quello di una società in movimento, capace di includere, ascoltare e trasformarsi.
Immagini Fondazione Milano Cortina 2026