Il Ministero della Cultura acquisisce da Sotheby’s il pannello bifronte ‘Ecce Homo; San Girolamo penitente’ di Antonello da Messina per 14,9 milioni di dollari.

La notizia in breve. Il Ministero della Cultura italiano ha acquisito per 14,9 milioni di dollari il pannello bifronte Ecce Homo; San Girolamo penitente (inizi anni Sessanta del Quattrocento) di Antonello da Messina, ritirato poco prima dell’asta Old Masters di Sotheby’s a New York. L’opera, probabilmente l’ultima dell’artista ancora in collezione privata, entra così nelle collezioni museali statali, portando a zero il numero di lavori noti di Antonello fuori dai musei.

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Ecce Homo di Antonello da Messina: il Ministero della Cultura ha acquistato l’opera

Dopo le indiscrezioni, arriva la conferma: un capolavoro rarissimo di Antonello da Messina non salirà mai sul podio di un’asta. Tornerà invece sotto la tutela dello Stato italiano. Il Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Musei, ha acquisito Ecce Homo; San Girolamo penitente, straordinario pannello bifronte databile ai primi anni Sessanta del Quattrocento, per 14,9 milioni di dollari, poco prima che l’opera venisse battuta a New York da Sotheby’s. La conferma arriva da una nota stampa di Sotheby’s.

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La notizia era circolata dapprima sui social (con un post della Fondazione Federico Zeri). Ora sappiamo che il dipinto, presentato come uno dei lotti di punta della settimana dedicata agli Old Masters, è stato ritirato dalla vendita in seguito al forte interesse istituzionale. Un esito che segna un momento storico: tutte le circa 40 opere superstiti di Antonello da Messina sono ora conservate in collezioni museali.

Il dipinto, presentato come uno dei lotti di punta della settimana dedicata agli Old Masters, è stato ritirato dalla vendita in seguito al forte interesse istituzionale. Un esito che segna un momento storico: tutte le circa 40 opere superstiti di Antonello da Messina sono ora conservate in collezioni museali.

L’Ecce Homo ritirato dall’asta di Sotheby’s

Le opere di Antonello da Messina presenti sul mercato sono rarissime: il corpus del maestro siciliano è estremamente limitato e la quasi totalità dei dipinti oggi conosciuti è conservata in musei pubblici. L’Ecce Homo ritirato da Sotheby’s è inoltre un’opera celebre, più volte esposta in contesti internazionali di primo piano e accompagnata da una bibliografia critica vastissima.

Un capolavoro raro nel corpus di Antonello da Messina

Considerato uno dei più grandi innovatori del Rinascimento italiano, Antonello unisce sul recto una rappresentazione intensamente umana del Cristo sofferente – Ecce Homo – e sul verso una raffinata scena di San Girolamo penitente immerso in un paesaggio desertico. Si tratta della più antica e unica versione bifronte del soggetto Ecce Homo realizzata dall’artista. Un tema che Antonello riprenderà più volte nel corso della sua carriera. Le altre versioni note del soggetto sono oggi custodite in importanti istituzioni internazionali. Tra questi il Metropolitan Museum of Art, Palazzo Spinola a Genova e il Collegio Alberoni di Piacenza.

Sul retro del pannello, San Girolamo è raffigurato in ginocchio davanti a un libro aperto e a un calamaio, chiaro riferimento alla traduzione latina della Bibbia, la Vulgata. La composizione anticipa soluzioni che influenzeranno profondamente Giovanni Bellini, come dimostrano opere quali San Girolamo leggente in un paesaggio della National Gallery e San Francesco nel deserto della Frick Collection.

La complessità teologica dell’opera

Di dimensioni intime, il pannello era concepito come oggetto di devozione privata: un’opera da tenere vicino, da contemplare, persino da baciare, come suggerisce la sua eccellente conservazione nonostante l’uso personale.

L’acquisizione si inserisce in una settimana record per Sotheby’s New York, che ha totalizzato 95 milioni di dollari nelle vendite di Old Masters. Ma il vero risultato simbolico è un altro: l’ultimo Antonello da Messina in mani private rientra ora nel patrimonio pubblico, chiudendo definitivamente un capitolo del mercato e rafforzando il ruolo delle istituzioni nella tutela del Rinascimento italiano.

Foto: Sotheby’s

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