Qatar Museums lancia le Lusail Museum Conversations, un ciclo di incontri che esplorano arte, potere e identità nel tardo Impero Ottomano, con storici e studiosi di rilievo internazionale.

Qatar Museums annuncia il lancio delle Lusail Museum Conversations, nuova serie di incontri pubblici pensata come spazio di dialogo, ricerca e scambio culturale. La prima stagione, intitolata The Late Ottoman World: At the Roots of the Modern Middle East, si svolgerà da gennaio ad aprile 2026 presso la Georgetown University in Qatar. E segna l’inizio di un ciclo più ampio dedicato alla storia e alla cultura della regione.

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Il programma invita il pubblico a esplorare il mondo ottomano del XIX secolo come periodo cruciale di molte dinamiche del Medio Oriente contemporaneo. I temi affrontati spaziano dall’autorità politica all’espressione artistica, dalle riforme istituzionali alle questioni di appartenenza e identità. E restituiscono un quadro complesso e sfaccettato di un’epoca di profonde trasformazioni.

Pensata come piattaforma aperta alla conoscenza e alla conversazione, la rassegna riunisce storici e intellettuali di fama internazionale. Attraverso le loro voci emergono storie spesso poco conosciute della cultura ottomana tardiva e dei processi che hanno accompagnato l’incontro – talvolta conflittuale, talvolta fecondo – con la modernità europea. In un contesto radicato in tradizioni e strutture proprie.

Georgetown University in Qatar / Foto Shutterstock

Il programma della prima stagione attraversa alcuni nodi centrali della storia ottomana, analizzando il ruolo dell’arte nei processi di riforma, le culture di corte, la diplomazia, le esperienze delle élite imperiali, il contributo delle artiste donne e le eredità della memoria e della migrazione. Un percorso che mette in luce come figure e avvenimenti chiave abbiano contribuito a modellare i paesaggi culturali e artistici del Medio Oriente ottocentesco.

Il programma della stagione inaugurale

Il ciclo si apre il 13 gennaio con la lectio di Edhem Eldem, Princes, Patrons, and Painters: The Ottoman Palace and the Challenge of Modernity. Attraverso l’analisi dei dipinti dell’ultimo califfo ottomano, Abdülmecid (1868–1944), Eldem esplora il modo in cui l’arte divenne strumento di autorappresentazione e responsabilità politica dopo la Rivoluzione dei Giovani Turchi del 1908. Per mettere in luce le contraddizioni della modernizzazione ottomana e il ruolo spesso trascurato delle figure imperiali nella costruzione dei discorsi culturali.

Il 27 gennaio è la volta di Ridha Moumni con At the Empire’s Edge: Art, Authority, and Reform in Nineteenth-Century Tunis. La conferenza analizza come i governanti tunisini abbiano riformulato l’immaginario politico e cerimoniale nel XIX secolo per affermare nuove dinamiche di potere e rinnovamento. A partire dallo storico viaggio del Bey di Tunisi a Parigi nel 1846.

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Il 16 febbraio Mostafa Minawi propone Arab-Ottoman Imperialists of Istanbul at the Fall of a Multicultural Empire, riflessione sulle esperienze delle élite arabe dell’Impero Ottomano attive a Istanbul negli anni finali del regime. Minawi rilegge le narrazioni del nazionalismo e dell’etnicizzazione, mostrando come questi attori abbiano negoziato identità, potere e appartenenza in un impero multiculturale in dissoluzione.

© Osman Hamdi Bey (Ottoman Turkish, 1842–1910) La mosquée verte de Brousse (The Green Mosque, Bursa), 1890 Oil on canvas, Lusail Museum, Qatar Museums
© Osman Hamdi Bey (Ottoman Turkish, 1842–1910) La mosquée verte de Brousse (The Green Mosque, Bursa), 1890 Oil on canvas, Lusail Museum, Qatar Museums

A seguire, il 1° aprile Gizem Tongo affronta il tema di genere e rappresentazione artistica con Painting “Like a Man”: Orientalism and Women Artists in the Late Ottoman Empire. Al centro, la figura della pittrice Mihri, pioniera dell’arte ottomana tardiva, la cui carriera viene riletta alla luce dei dibattiti sull’orientalismo e sull’agenzia artistica femminile.

La stagione si conclude il 14 aprile con Héritages: Film Screening and Public Conversation, proiezione del film Héritages (2014). Al film seguirà un incontro con il regista pluripremiato Philippe Aractingi moderato dal direttore del Lusail Institute Alain Fouad George.

Foto Shutterstock

Le Lusail Museum Conversations si inseriscono nel quadro di Evolution Nation, la campagna con cui Qatar Museums celebra il percorso culturale del Paese negli ultimi cinquant’anni.

Immagini Shutterstock / Ufficio Stampa

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