Per il suo primo Festival di Sanremo, Riki presenta ‘Lo sappiamo entrambi’, ballad tra elettronica e archi. Ecco il testo della canzone.

Tour sold out, piogge di certificazioni e successo tra Italia e Messico: Riki riparte in questo 2020 dal Festival di Sanremo e promette sorprese. Il brano con cui calca il palco del Teatro Ariston è Lo sappiamo entrambi, scritto dallo stesso Riccardo Marcuzzo con Riccardo Scirè. E se vi aspettate un pezzo che abbia echi d’oltreoceano, siete fuori strada.

In questa ballad super melodica, Riki ha fuso archi ed elettronica, vocoder e strumenti acustici, assaggio del prossimo album atteso per la primavera. Una bella virata rispetto all’ultimo singolo e provocatorio singolo Gossip.

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Il tema centrale di Lo sappiamo entrambi è lo stallo dell’incomunicabilità in un amore o in generale nei rapporti interpersonali in cui si parla, anzi spesso ci si urla contro, senza dire nulla. E c’è anche un vissuto personale da parte di Riki, che come ci ha raccontato nella nostra intervista ha affrontato due anni fa la separazione dei suoi genitori.

Per strada come sui social mi chiedono informazioni sul mio nuovo disco. Non posso dire ancora nulla se non che è stato interamente ispirato alla forza e al coraggio di questa ragazza. Grazie Greta per quello che stai facendo.

Riki: il testo di ‘Lo sappiamo entrambi’

TESTO: R. Marcuzzo
MUSICA: R. Marcuzzo / R. Scirè

Le luci si spengono
mentre il tempo sbiadisce nascosto in disparte
e ascolta fissandoci
tra storie che scorrono.
Le osserviamo cambiare e troviamo cambiati solo noi,
restiamo distanti restandoci accanto,
non lo noti anche tu?
Nei nostri sguardi che si sfiorano per strada e per sbaglio
a mezz’aria e senza alzarsi di più.

Però qualcosa non torna
tralasciando i ricordi che ho di te,
ti scrivo e dopo cancello.
Non ti scrivo che tanto è inutile
io fisso il vuoto che è a pezzi e tu
ti addormenti guardando la tivù.
Chissenefrega di noi se non so
quello che vuoi se non parli
se ci diciamo di sì ma fingiamo
e lo sappiamo entrambi.

Parole che inciampano
le sprechiamo in silenzi sfogandole addosso
e poi sul telefono
trattieni i respiri e li aggiusti in un fiato.
Ti diverti e ti annoi
Da adesso in poi non darmi mai e non darlo mai per scontato,
non rispondi se ti chiedo di noi.

Però qualcosa non torna
tralasciando i ricordi che ho di te,
ti scrivo e dopo cancello.
Non ti scrivo che tanto è inutile
io fisso il vuoto che è a pezzi e tu
Ti addormenti guardando la tivù.
Chissenefrega di noi se non so
quello che vuoi se non parli.

Ci riproviamo ma la voce singhiozza
urlami in faccia rinfaccia e vai.
Silenzio in mezzo e dopo un po’
il frastuono e poi il silenzio ancora.

Però qualcosa non torna
tralasciando i ricordi che hai di me,
mi scrivi e dopo cancelli.
Non mi scrivi che tanto è inutile
io fisso il vuoto che è a pezzi e tu
ti addormenti guardando la tivù.
Chissenefrega di noi se non so
quello che vuoi se non parli
se ci diciamo di sì ma fingiamo
e lo sappiamo entrambi.

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Foto Kikapress

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