Rapporto Amnesty International: diminuite le esecuzioni nel 2018

Amnesty International ha diffuso il rapporto ufficiale sulle condanne a morte e le esecuzioni nel 2018. Ecco i dati.

Amnesty International ha pubblicato i dati ufficiali su condanne a morte ed esecuzioni che hanno avuto luogo a livello mondiale nel 2018. Nel rapporto diffuso, secondo le rilevazioni sui dodici mesi, si è registrata una diminuzione di circa un terzo nel numero delle esecuzioni rispetto al 2017. Rispetto a due anni fa, quando il numero complessivo ammontava a 993, nello scorso anno la pena di morte è stata eseguita 690 volte.

Questo dato – si legge nel rapporto, disponibile integralmente anche sul web – è il più basso registrato da Amnesty negli ultimi dieci anni. “Questa riduzione significativa è legata, in primo luogo, a valori inferiori per alcuni di quei paesi che avevano fatto registrare la maggioranza delle esecuzioni totali negli anni passati”, continua il documento, che indica nel dettaglio i numeri per ciascun paese preso in esame.

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Nella nota di metodo si legge che i dati raccolti coprono l’arco temporale da gennaio a dicembre 2018 e le informazioni arrivano da diverse fonti. Nel dettaglio, si tratta di “dati ufficiali, notizie provenienti dagli stessi condannati a morte nonché dai loro familiari e rappresentanti legali, rapporti di altre organizzazioni della società civile e resoconti dei mezzi di comunicazione.”

Se i numeri in calo sono una buona notizia, in realtà questi potrebbero nascondere valori ben maggiori, anche perché non coinvolgono tutti i paesi in cui la pena di morte è in vigore. È il caso di Cina, Bielorussia e Vietnam dove il numero delle esecuzioni capitali è un segreto di stato. Inoltre, segnala Amnesty, anche Corea del Nord, Laos e Siria hanno lasciato trapelare poche informazioni “a causa delle restrizioni governative e/o dei conflitti armati.”

Pertanto, con poche eccezioni, – si legge nel rapporto 2018 – i dati di Amnesty International sull’uso della pena di morte sono da considerarsi valori minimi. Quelli reali sono molto probabilmente più alti.

Ma quali sono i Paesi che si distinguono in questa classifica di morte? Oltre a Cina e Vietnam, che restano ai vertici, troviamo l’Iran con oltre 253 esecuzioni in un anno, l’Arabia Saudita (149) e l’Iraq (oltre 52). Tra gli altri ci sono gli Stati Uniti (25), il Giappone (15), il Pakistan (oltre 14), la Somalia (13) e Singapore (13)

Complessivamente sono venti le nazioni in cui Amnesty International ha registrato esecuzioni capitali, tre in meno rispetto al 2017. Ma il 2018 è stato l’ anno in cui la Tailandia ha riportato in vigore la pena di morte dopo oltre un decennio.

Paola Maria Farina

Paola Maria Farina

Musica, libri, varie ed eventuali. In tasca una laurea in Lettere/Filologia Moderna.

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