I BTS rivoluzionano la musica live con Map of The Soul ON:E: venduti 993.000 biglietti

Il concerto dei BTS Map of The Soul ON:E ha registrato un nuovo record grazie ai biglietti venduti. Non che ci fossero dubbi al riguardo, considerando la portata dell’evento – una due giorni di musica live in streaming dei BTS (il 10 e l’11 ottobre), quattro palchi e una tecnologia che ha garantito una visione spettacolare – per il quale la band e la Big Hit Entertainment hanno speso molte più energie (e denaro) di quanto avevano fatto per il Bang Bang Con, tenutosi a giugno del 2020.

Se il Bang Bang Con aveva registrato un totale di 756.000 spettatori in tutto il mondo diventando il live streaming più visto della storia, il concerto Map of The Soul ON:E ha fatto sì che i BTS battessero se stessi. Stando ai dati rilasciati dalla Big Hit, i biglietti venduti sono stati 993.000 in 191 nazioni (il Bang Bang Con ne aveva raggiunte 107).

BTS Map of The Soul ON:E, la lezione dei BTS sulla musica live

Record e dati a parte, i BTS hanno realmente creato un nuovo capitolo nella storia della musica live. In tempo di pandemia, i concerti live in streaming sono diventati un’abitudine (seguendo la regola del fare di necessità virtù), ma nessuno come i sette Bangtan Boys è riuscito a dimostrare che uno show dal vivo possa essere spettacolare anche attraverso uno schermo.

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Map of the Soul ON:E, a differenza di tanti altri live in streaming visti in questi mesi, non ha lesinato su produzione e scenografia. I BTS hanno trattato i due concerti come qualsiasi altro show dal vivo: sul palco, insieme ai ragazzi, c’erano una band (i Ghost) e un corpo di ballo. I cambi di abiti sono stati fenomenali, così come il debutto nella setlist di alcuni brani (tra cui le canzoni soliste dei vari membri, mai sentite prime dal vivo).

Per quanto la presenza in loco sia un elemento essenziale nella creazione dell’energia unica e multiforme che caratterizza ogni live, i BTS hanno quantomeno dimostrato che la tecnologia – se usata bene – può aiutare a sopperire determinate mancanze, facendo lavorare anche le maestranze di cui tanto si parla attualmente anche qui in Italia: dai tecnici ai fonici, dai musicisti ai ballerini. Di fatto, nel 2020 un concerto live in streaming può e deve essere interattivo e non è detto che risulti meno potente e meno strutturato di un live canonico. Almeno, questa è la preziosa lezione che ci hanno insegnato i BTS (l’ennesima).