Dal 17 marzo al 12 luglio 2026 il Palazzo Esposizioni Roma dedica una grande retrospettiva a Mario Schifano, oltre cento opere tra pittura, fotografia e cinema raccontano l’artista.
Dal 17 marzo al 12 luglio 2026 Palazzo Esposizioni Roma dedica una grande retrospettiva a Mario Schifano, tra le figure più significative e popolari dell’arte italiana del secondo Novecento. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, è curata da Daniela Lancioni.
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Mario Schifano ha attraversato la scena artistica italiana con un percorso caratterizzato da innovazioni continue, dialogando con le principali istanze del secondo Novecento, spesso anticipandole. Il suo lavoro è l’espressione di un costante desiderio di rigenerare la pittura elaborando inesplorati modi di guardare e di pensare attraverso linguaggi diversi, oltre alla pittura, la fotografia e il cinema, tutti rappresentati nella mostra. L’esposizione riunisce oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, inclusi lavori dalla collezione d’arte di Intesa Sanpaolo: un percorso ampio che punta a restituire la complessità di un grande artista.

Un viaggio cronologico tra monocromi, paesaggi TV e cinema
Allestita nella rotonda e nelle sette grandi sale del piano nobile del Palazzo Esposizioni, la retrospettiva segue un ordine cronologico che permette di attraversare le diverse stagioni della ricerca di Schifano. Si parte dalle opere informali e materiche degli esordi negli anni Cinquanta, per arrivare ai celebri monocromi del 1960, momento cruciale del suo ingresso sulla scena artistica internazionale.
La mostra ripercorre poi la stagione inaugurata nel 1963 con la personale Tutto alla Galleria Odyssia di Roma, quando l’artista apre il suo linguaggio a nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dalla storia dell’arte, dai Futuristi a Malevič. I Paesaggi TV, le sperimentazioni cinematografiche e i dipinti fuori misura degli anni Ottanta fino ai lavori degli anni Novanta, segnati da una più esplicita attenzione alle emergenze sociali, completano il percorso.

Collezione privata, Roma Foto Paolo Terzi © MARIO SCHIFANO, by SIAE © Archivio Mario Schifano
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Una camera da pranzo dipinta, film integrali e un catalogo di studio
Tra i nuclei più suggestivi spicca la camera da pranzo del 1968, dipinta da Schifano per una casa romana e ricostruita nella rotonda del Palazzo Esposizioni, che immerge il pubblico in un ambiente interamente concepito dall’artista. Un’intera sala è dedicata ai monocromi del 1960 e ai primi lavori sui paesaggi metropolitani, mentre nella Sala Cinema, a ingresso gratuito, viene presentata l’intera produzione di film e cortometraggi secondo un calendario dedicato.
All’interno del percorso espositivo sono inoltre fruibili i cortometraggi di Schifano e una selezione di documenti audiovisivi che ne approfondiscono la vicenda creativa. La mostra è accompagnata da un catalogo Electa di 344 pagine, curato da Daniela Lancioni, con saggi di storici e storiche dell’arte che analizzano le diverse fasi del lavoro dell’artista, dai monocromi alle sperimentazioni cinematografiche fino ai grandi cicli pittorici degli anni Ottanta e Novanta.

Informazioni pratiche: orari, biglietti e accessibilità
La retrospettiva è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, con chiusura il lunedì; l’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura. Il biglietto intero costa 15 euro, ridotto 12 euro per i visitatori tra i 19 e i 26 anni e per gli over 65, mentre i ragazzi dai 7 ai 18 anni pagano 7 euro; l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni e il biglietto è valido per tutte le mostre in corso.
Ogni primo mercoledì del mese l’ingresso è gratuito per gli under 30 dalle 14.00 fino alla chiusura.
Informazioni aggiornate su programma e attività collaterali sono disponibili sul sito ufficiale della sede espositiva.
Foto: Ufficio Stampa