Una mostra che indaga fragilità e memoria attraverso la materia pittorica, trasformando il Museo Diocesano di Caserta in uno spazio di ascolto intimo tra arte contemporanea e spiritualità.

Nel dialogo sempre più vivo tra arte contemporanea e spazi carichi di memoria, il Museo Diocesano di Caserta accoglie Sub Pelle, mostra personale di Alessandro Casetti a cura di Fabio Maietta, visitabile fino al 25 marzo. L’esposizione si inserisce all’interno del progetto Hearth: Art Starts Here, un percorso curatoriale che punta a creare connessioni tra artisti, comunità e territori, trasformando i luoghi espositivi in veri dispositivi relazionali.

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Artista romagnolo classe 1981, Casetti porta avanti una ricerca pittorica che indaga l’identità umana attraverso la materia e la superficie. Le sue tele non si limitano a rappresentare il volto: lo attraversano, lo incrinano, lo rendono territorio emotivo. Il risultato è un percorso visivo che invita a rallentare lo sguardo e a confrontarsi con ciò che resta sotto la pelle, dove fragilità e forza convivono senza gerarchie.

Sub Pelle di Alessandro Casetti: la mostra al Museo Diocesano di Caserta

L’allestimento dialoga con l’architettura del Museo Diocesano, trasformando le sale in un paesaggio sensibile in cui il corpo e la spiritualità si intrecciano. Qui l’arte contemporanea non invade lo spazio sacro, ma lo ascolta e lo amplifica, generando un cortocircuito percettivo che rende la visita un’esperienza quasi meditativa. Come sottolinea Maietta, l’esposizione costruisce «un paesaggio emotivo in cui il volto umano diventa specchio, soglia, rivelazione», suggerendo una lettura intima e stratificata delle opere.

Con Sub Pelle, il progetto Hearth: Art Starts Here prosegue nel costruire esperienze partecipative e radicate nel territorio, invitando il pubblico a un approccio più consapevole alla visione. Non una mostra da attraversare velocemente, ma un invito a sostare nelle zone fragili, a guardare oltre la superficie e a riconoscere – come suggerisce il concept curatoriale – che «ciò che ci definisce davvero vive dove l’occhio non arriva». L’inaugurazione è prevista per sabato 21 febbraio alle ore 18, mentre l’esposizione resterà aperta fino al 25 marzo.

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