Al Grand Palais di Parigi una mostra monumentale riscrive il ruolo del disegno tra Novecento e contemporaneità, attingendo ai tesori nascosti del Centre Pompidou.

Dal 16 dicembre 2025 al 15 marzo 2026, il Grand Palais apre le sue Galeries 8 a Dessins sans limite, una mostra destinata a segnare un punto di svolta nel modo in cui il disegno viene raccontato, osservato e compreso. Co-prodotta dal GrandPalaisRmn e dal Centre Pompidou, l’esposizione porta per la prima volta alla luce l’immenso patrimonio del Cabinet d’art graphique del museo parigino: oltre 35.000 opere su carta, uno dei fondi più ricchi e importanti al mondo per i secoli XX e XXI.

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Dessins sans limite non è una semplice mostra di disegni. È piuttosto un’indagine profonda su come questo medium, spesso considerato minore o preparatorio, si sia progressivamente emancipato, trasformandosi in linguaggio autonomo, sperimentale e radicale. Il disegno qui non è più confinato alla pagina: invade il muro, diventa installazione, performance, immagine in movimento, dialogo con la fotografia, il cinema e il digitale.

Il disegno come gesto primario e spazio di libertà

La forza del disegno risiede nella sua immediatezza. È gesto originario, atto catartico, forma diretta del pensiero. Ed è proprio questa qualità che ha spinto, nel corso del Novecento, artisti molto diversi tra loro a usarlo come terreno di sperimentazione estrema. In mostra compaiono opere raramente esposte di Pablo Picasso, Henri Matisse, Vassily Kandinsky, Paul Klee, Marc Chagall, accanto a figure che hanno spinto il disegno oltre ogni convenzione come Jean-Michel Basquiat, William Kentridge, Marlene Dumas, Giuseppe Penone e Kiki Smith.

Il disegno diventa così un luogo di attraversamento, dove linguaggi e discipline si contaminano, rendendo i confini sempre più porosi.

Un percorso non cronologico, ma sensibile

Con circa 400 disegni di 120 artisti, Dessins sans limite non ambisce a costruire una storia lineare del disegno moderno e contemporaneo. La natura stessa della collezione lo renderebbe impossibile. La scelta curatoriale è invece quella di un percorso non cronologico, basato su risonanze, rimandi e contrasti visivi, in cui le opere dialogano tra loro in un vero e proprio effetto domino.

Il percorso si articola in quattro grandi sequenze tematiche: étudier (studiare), raconter (raccontare), tracer (tracciare) e animer (animare). Quattro verbi che raccontano il disegno come pratica viva, capace di osservare il mondo, narrarlo, segnarlo e metterlo in movimento.

Dessins sans limite – Grand Palais

Un medium più attuale che mai

Uno degli aspetti più interessanti della mostra è il legame con il presente. Il rinnovato interesse delle giovani generazioni per il disegno – mezzo semplice, accessibile e immediato – conferma la sua sorprendente attualità. In un’epoca dominata dall’immagine digitale, il disegno continua a essere uno spazio di resistenza, invenzione e libertà espressiva, aperto tanto al controllo quanto all’inconscio.

Dessins sans limite restituisce così al disegno la sua centralità, mostrandolo come un linguaggio fragile ma potentissimo, capace di reinventarsi continuamente e di raccontare, forse più di ogni altro medium, la complessità del pensiero contemporaneo.

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