L’ippocampo debutta nei manga con ‘Imperatore del Giappone – La Storia dell’imperatore Hiroito’. Un manga imperdibile, ecco perché.

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L’ippocampo entra ufficialmente nel mondo dei manga e lo fa con un piccolo gioiello, immancabile nella libreria di ogni appassionato. Imperatore del Giappone – di cui i primi due volumi escono il 10 giugno – è un’opera di Kazutoshi Handō con disegni di Junichi Nōjyō e sceneggiatura di Issei Eifuku. Come recita il sottotitolo, Imperatore del Giappone è La storia dell’imperatore Hirohito, figura storicamente complessa ma estremamente interessante non solo per le vicende nipponiche, ma anche per il corso internazionale degli eventi contemporanei.

Hiroito

A rendere Imperatore del Giappone un’opera colossale è il fatto che si tratti del primo adattamento grafico della storia di Hirohito. Non a caso, il manga nasce proprio per celebrare i 30 anni dalla morte dell’Imperatore, avvenuta a Tokyo il 7 gennaio 1989. E il motivo per cui è opportuno celebrare la vita di colui che fu il 124esimo Imperatore del Giappone è probabilmente nota ai più, ma vale la pena ricordarla.

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Il regno di Hirohito fu in assoluto il più lungo della storia del Giappone (e, per dirla tutta, il 12esimo più lungo della storia). Fu in carica, infatti, dal 1926. E ciò lo rese uno dei protagonisti di eventi come la Seconda Guerra Mondiale, ma anche di un cambiamento politico e culturale che – insieme ai primi spettri della globalizzazione – trasformerà l’intero Giappone. Tanto che Hirohito fu l’ultimo imperatore giapponese ad essere considerato di natura divina. Ed è storico il suo Tenno no ningen sengen (letteralmente Dichiarazione della natura umana dell’imperatore) del 1946, in cui l’Imperatore annunciava via radio la sua natura umana.

Imperatore del Giappone, la storia di Hirohito

Nell’anno 37 dell’era Meiji (1904) il giovane Hirohito inizia a farsi strada. Dai primi anni formativi della sua lunga reggenza fino ai drammatici eventi che hanno portato il Giappone alla Seconda guerra mondiale, finalmente si alza il velo sugli aspetti poco noti della vita del principe Hirohito, futuro imperatore Shōwa, a cominciare dalla sua infanzia, soggetto del primo volume. Il secondo volume è invece dedicato all’adolescenza del principe e alla sua educazione in un istituto appositamente creato per lui.

Tradotto in italiano dall’impeccabile Asuka Ozumi, la serie Shōwa Tennō Monogatari in Giappone è stata un vero e proprio fenomeno editoriale. E ha consacrato Junichi Nōjyō ad essere uno dei più grandi mangaka viventi. Un titolo meritatissimo, evidente a mano a mano che si sfogliano le pagine di questo lavoro.

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Luci e ombre

I primi due volumi affrontano – come da sinossi – la gioventù di Hirohito, dalle prime lezioni al Gakushūin all’incontro con la Principessa Nagako Kuni. Il primo vero episodio mostrato è tuttavia l’incontro che Hirohito ebbe con Douglas MacArthur, comandante supremo delle forze di occupazione, nel 1946. Realmente accaduta, la riunione vide Hirohito assumersi la completa responsabilità delle azioni dei giapponesi durante la guerra. Una posizione che sconvolse MacArthur (ma qui le opinioni storiche si fanno discordanti e sono poco utili alla comprensione del manga), intenzionato a capire il perché di quella dichiarazione.

La risposta la troverete, ovviamente, nelle pagine del manga. E non è solo la storia di Hirohito. È la storia politica dell’Impero giapponese profondamente scosso dagli eventi mondiali, ma anche dall’impossibilità di restare immobili. È la storia culturale della reazione del Giappone di fronte ai venti occidentali (imparerete moltissimo sulle usanze imperiali e anche su quelle più comuni del Giappone). E infine è, sì, anche la storia umana di Hirohito. Perché la storia, in fondo, è sempre scritta dagli esseri umani che la vivono. E dalle scelte che ognuno di loro compie.

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