‘Non siamo soli’, Maika Monroe e Jake Lacy: «La vera sfida? Rimanere fedeli alla storia senza spoilerare»

Su Paramount+ è disponibile 'Non siamo soli' (Significant Other). La nostra intervista a Maika Monroe e Jake Lacy.
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È disponibile da sabato 8 ottobre su Paramount+ Non siamo soli (titolo originale Significant Other). Il nuovo thriller originale con Maika Monroe e Jake Lacy è stato presentato in anteprima mondiale al New York Comic Con 2022. Prodotto da Paramount+ in associazione con l’etichetta Players di Paramount Pictures, Non siamo soli segue una giovane coppia, Harry e Ruth, che intraprende un viaggio con zaino in spalla attraverso il Nord-ovest Pacifico. Le cose, però, prendono una piega oscura quando si rendono conto che potrebbero non essere soli. Il film è diretto da Dan Berk e Robert Olsen, con cui Maika Monroe aveva già lavorato per Malvagi (Villains).

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«Avevo già lavorato con Dan e Bobbie in Malvagi e per me è stata un’esperienza incredibile. Mi sono divertita tantissimo. – ci dice subito Maika – Avevo partecipato a vari progetti e mi sono ritrovata sul set di Malvagi, che mi ha ricordato il motivo per cui amo il mio lavoro e amo fare film. Loro mi hanno chiamata e mi hanno detto Abbiamo questa nuova sceneggiatura e ci piacerebbe che ci fossi tu. Sapevo di voler lavorare con loro, ma speravo che la sceneggiatura fosse bella. L’ho letta e l’ho amata. Ho pensato fosse divertente e, mentre la leggevo, rivedevo il loro stile particolare. Potevi carpirlo chiaramente tra le pagine. Quindi ho accettato».

Per Jake Lacy si tratta invece della prima esperienza sul set con il celebre duo. La storia di Non siamo soli, tuttavia, è bastata a rendere il progetto irresistibile.

«Non avevo mai visto la storia di due persone in un bosco, dove il pericolo maggiore è il fatto di amare l’altro così tanto da diventare pericoloso. Cosa succede se hai troppo entusiasmo, troppo cuore o elementi che di solito rendono dolce un personaggio, ma che se portati all’estremo diventano ossessione?».

Non siamo soli

Non siamo soli, equilibrio tra storytelling e filmmaking

Durante la chiacchierata, con la massima attenzione nell’evitare spoiler, Jake ci ricorda poi che «alla base del film c’è la storia di una relazione molto umana. Queste due persone pensano che è la loro relazione ad essere compromessa. Ma poi viene introdotto un nuovo elemento».

«Lì capisci che ci sono molti strati di desideri e bisogni delle persone. E anche dei modi in cui reagiscono. Io, Dan, Bobbie e Maika abbiamo dovuto trovare un equilibrio. Ci siamo chiesti come rimanere fedeli alla storia senza rivelare troppo prima che ce ne fosse bisogno».

E il merito va, in gran parte, alle operazioni di puro filmmaking e montaggio. «Lo storytelling gioca molto con i toni e le strutture» conclude Jake. Chiediamo infine a Maika e Jake come sia stato per loro girare interamente nei boschi. Ovviamente bellissimo, ma non sempre comodo.

«Il primo giorno dovevamo girare in acqua. – dice Lacy – Abbiamo dovuto trovare un equilibrio tra una muta che fosse abbastanza spessa per proteggermi dal freddo, ma che non mi facesse sembrare l’omino Michelin».