Bianca Atzei: «La mia voglia di essere tutto»

Bianca Atzei ci racconta il nuovo album 'Veronica', un progetto ricco di collaborazioni in cui l'artista si mette a nudo.
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Si intitola Veronica il nuovo album di Bianca Atzei, uscito venerdì 29 aprile. Il nome di battesimo non è un caso, perché l’artista – in questo progetto ricco di duetti – ha deciso di mettersi a nudo e di rivelare la sua parte più umana, più nascosta.

«Niente è a caso in questo album. – ci dice Bianca – Chanel apre la tracklist perché è stata la primissima scelta. È uno dei miei brani preferiti. È stato scritto dai Legno e quando l’ho sentito è stato un colpo allo stomaco. Mi son detta che non poteva non essere la prima canzone dell’album. Mi piacciono queste sonorità forti, il loro modo di scrivere diretto e leggero. Arrivano sempre in modo molto diretto».

I Legno tornano poi anche in John Travolta, ma la tracklist si snoda tra collaborazioni variegate. Da Arisa a Virginio, passando per J-Ax, Cristiano Malgioglio, Briga e Kekko Silvestre.

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«Volevo dipingere un arcobaleno di colori e luci senza soffermarmi su un genere musicale. Bianca Atzei, alla fine, ha voglia di essere un po’ tutto. I brani cambiano ovviamente in base all’artista. Sicuramente è stato un atto molto costruttivo per me, a prescindere dalla sperimentazione. Anche umanamente mi sono resa conto che, quando conosci una persona, riesci a dare emozioni diverse anche alla musica».

E poi il ritorno al live («La cosa più bella che ci possa essere», dice la Atzei), il luogo in cui Bianca e Veronica finalmente si incontrano.

«Torno a ciò che sono proprio perché mi accetto per quella che sono. Veronica dà forza a Bianca. Bianca sul palco sta bene e sorride a tutti. Veronica è più malinconica».

«Con i duetti è stato molto complicato. – conclude Bianca – Ma già in passato mi sono messa a nudo. Sono predisposta a tirar fuori le mie fragilità e a parlare di me. Anche ultimamente ho parlato di una cosa che mi è accaduta, e l’ho fatto per non sentirmi sola. A me piace poter condividere con altre persone, perché credo che alcune cose capitino a tutti. Siamo tutti sulla stessa barca e poter dare una mano mi fa stare più serena».