Le ‘Manie’ di Axos: «Un viaggio tra malessere e consapevolezze»

Axos ci racconta 'Manie', il nuovo album uscito il 25 marzo. Un viaggio introspettivo ricco di sfumature, prodotto da Jvli.
- - Ultimo aggiornamento
loading

Venerdì 25 marzo esce Manie, il nuovo album di Axos. Nato in appena un mese e forte della produzione di Jvli, Manie si avvale di molti featuring ma soprattutto di sonorità sorprendenti, su cui la penna di Axos non sbava mai. Anzi, tra pezzi pop e di puro rap, l’artista milanese mostra tutte le sue sfumature.

LEGGI ANCHE: Axos: «L’amore è energia. E anche la tristezza può far bene»

«Diciamo che avere Jvli in supporto è stato fondamentale. – ci dice Axos – È veramente fortissimo, è un musicista e un produttore completo. È riuscito a tirare fuori la parte che, secondo me, nel tempo mi era un po’ mancata. Con lui sono riuscito ad ottenere sfumature che non è di solito facile spiegare ai produttori. Mi sono fidato tanto di lui su alcuni pezzi, e sono convinto che i produttori nel 2022 siano fondamentali».

Manie, di fatto è «uno sfogo». «Dopo Anima Mundi ho scritto musica – ci spiega Axos – poi ho conosciuto Jvli e ci siamo trovati subito. Abbiamo iniziato a parlare di musica. Sono andato in studio da lui a fare il featuting di Cicco Sanchez, ho sentito le cose sue e mi sono piaciute tantissimo».

Axos e i featuring di Manie

Da Cicco Sanchez («Il mio artista preferito ultimamente») a Tancredi, i featuring in Manie sono tutti azzeccatissimi.

«Ci tengo sempre a fare in modo che l’artista sia in una zona di comfort per lui. Ci stanno anche i featuring di rottura, ma è un po’ una forzatura. In realtà è bello che tutti diano il meglio di se stessi».

Manie Cover

In Cosa vuole questa musica stasera c’è, ad esempio, Tancredi.

«Con Tancredi è uscito fuori un pezzo che ci rispecchia entrambi, perché rispetta la mia vena poetica e la sua vena pop. È nato da un suo post di Molecole. Ci siamo scritti e ho scoperto che lui mi ascolta da sempre. È stato importante perché, quando ascolti gli artisti del pop, c’è quell’allontanamento da determinate visioni poetiche. Invece con Tancredi non c’è stato questo problema».

Se Sotto zero è avvalorato dalla presenza di Emis Killa e Jake La Furia, e Padri da quella di Ensi e Inoki, in Thriller c’è Nerone.

«Con Nerone per me andavo fatto un pezzo di rottura, una cosa in cui non le mandavamo a dire. Sono stato un po’ stronzo», confessa Axos.

Malavita e l’auto-analisi

L’album si chiude con Malavita, una traccia estremamente introspettiva.

«È il mio pezzo preferito ed è giusto che sia l’ultimo. – dice Axos – Più che altro, quando l’ho scritto, ho fatto prima strofa e ritornello e poi non ho scritto per giorni. Mi aveva sbarellato troppo. È un pezzo assurdo, l’ho vissuto in modo strano. È la conclusione perché stava veramente per essere la conclusione del disco. Mi aveva tolto la capacità di scrivere altro».

In conclusione, Axos ci dice che Manie «è un album consapevole, che deriva da un viaggio introspettivo».

«Un viaggio – conclude – che mi ha portato ad un apice sia di malessere che di consapevolezze. In tutto il viaggio introspettivo, mi sono reso conto di alcuni miei lati folli che in un certo senso sono stato curioso di analizzare. Mi ha fatto male, ma questo malessere è stato anche il motivo per cui ho scritto. Mi son reso conto che, attraverso un’auto-analisi sincera delle mie follie, ho tirato fuori il meglio di me. E mi sono liberato di alcune sovrastrutture sia sociali che di reazione a determinati eventi della vita».