Sanremo 2022, la ‘Chimica’ di Ditonellapiata e Rettore: «Con noi anche l’orchestra diventa rock»

Un debutto e un ritorno: Ditonellapiaga e Donatella Rettore sono in gara al Festival di Sanremo 2022 con ‘Chimica’. Ecco le dichiarazioni a pochi giorni dalla kermesse.
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Debutto al Festival di Sanremo per Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, che inizia il suo viaggio per la riviera ligure a pochi giorni dalla pubblicazione dell’EP Camouflage. Insieme a lei un’artista da anni assente all’Ariston, Donatella Rettore, coinvolta da BMG Italy sulle note di Chimica. “Siamo le più spudorate del Festival”, affermano con convinzione e con il sorriso Ditonellapiaga e Rettore.

Ma come è nata questa coppia artistica che promette scintille? Lo racconta Margherita: “Il brano è nato quest’estate, da una sessione in studio insieme a due autori. È stato l’arpeggiatore che mi ha suggerito un panorama e un immaginario che mi hanno portato ad attingere a un artista che è Rettore. L’imprinting è proprio un collegamento con la sua musica e soprattutto al suo piglio nello scrivere. Sa essere provocante e provocatorio, e molto ironico”.

“Ho scritto Chimica rifacendomi a certe sonorità vintage rispetto al mio stile che si uniscono a un testo forte e divertente”, spiega Ditonellapiaga. “Dopo l’incontro con Donatella, ovviamente, abbiamo completato la scrittura chiudendo il pezzo in maniera ancora più speciale”.

Ditonellapiaga Rettore
Foto di Chiara Mirelli da Ufficio Stampa GDG

Il tocco di Donatella nelle rime passa anche attraverso un riferimento alle suore. “Ho fatto sia le scuole elementari sia le medie dalle suore, in pratica sono stata tirata su dalle suore a suon di calci in c**o e ceffoni ma anche di morbide carezze e consolazioni”, racconta l’artista. “Ho imparato tante cose da loro, come il galateo e il comportamento a tavola… tutte cose che ho dimenticato (ride, ndr) ma ce ne sono state tante molto positive per me. Ricordo ancora tutti i consigli di suor Esterina, a lei voglio davvero tanto bene”.

“A dirigerci al Festival è il maestro Fabio Gurian, che riesce davvero a far suonare tutta l’orchestra in tono rock”, continua Rettore. “Fin dalle prime prove ha detto ai violini di dare stoccata e pennellate per essere ritmici e non solamente lirici. E così sono: su Chimica suonano tutti veramente scatenati. Il mio plauso principale va al coro, attualmente decimato per colpa del Covid – di sei ne sono rimasti al momento tre –. Il coro è molto importante su entrambe le canzoni che facciamo (la cover è Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli, ndr).

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Ditonellapiaga e Rettore, generazioni di donne a confronto

Quello tra Rettore e Carducci è anche un incontro generazionale che mette al centro la libertà e il femminile. “Vorrei che il nostro incontro serva perché i giovani in questo periodo hanno perso due anni fondamentali di vita. Ma glieli vogliamo ridare?”, si scalda Donatella. “Non so se basta un pezzo all’Ariston, ma da parte nostra vogliano dare un guizzo di spensieratezza, di ingenuità e di divertimento. Vogliamo dire “Buttate via le mascherine, fate il vaccino e tornate a vivere!”. Siamo una società e non possiamo stare rinchiusi perché i no vax non vogliono vaccinarsi. A loro, invece, dico abbiate pietà e rispetto per chi non la pensa come voi”.

“Io sono una donna libera e la mia libertà certe volte può dare fastidio ad altri. Ma io sono questo, prender o lasciare”, dichiara Rettore. “La politica dovrebbe dimezzare i tempi e assumere quello di Chimica senza guardarsi quello che c’è alle spalle. Deve correre e non stare a guardare. Se getterei ancora caramelle sul pubblico? Si, anzi pensavo di lanciarne di esplosive! La presenza di Drusilla? È un colpo di genio di Amadeus, non poteva non esserci a un festival così. L’adoro, anzi ci farei un duetto”.

“Per me la libertà è quella di essere felici – spiga Ditonellapiaga – e la mia generazione è molto attenta a questo. Abbiamo tanti difetti ma i diritti civili sono imprescindibili. Necessari per vivere tutti bene”.

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“Le donne ancora oggi sono in difficoltà – continua Rettore – dopo 40 anni non si devono ancora permettere più di tanto di dire certe cose. Ma bisogna andare avanti, provarci e prendere le critiche sperando di riuscire ad abbattere questo muro di gomma. Vogliamo la parità di genere, è giusto. Non è neanche trasgressione, è ironia; un gioco di parole, musica e lingua”.

“Quella di Rettore e della sua generazione è un’eredità che accolgo volentieri anche per quel che riguarda ciò che viene percepito come trasgressione”, conclude Ditonellapiaga. “Siamo di due generazioni diverse, la mia più fortunata perché più paritaria: dobbiamo lottare, ma stiamo lottando tutte insieme. Non viviamo di competizione per vincere un posto”.

Foto di Chiara Mirelli da Ufficio Stampa GDG