Esa Abrate: «Se non ci credi tu, non ci crede nessuno al posto tuo»

Esa Abrate ci racconta la sua esperienza sul set di 'Super House' e cosa sta preparando in studio per il 2022.
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Nella sit-com Super House – in onda dal 20 dicembre su Super! – troviamo, tra le guest star, anche Esa Abrate. Nella serie – che ha come protagonisti Anais Mariani, Leonardo Cairoli e Matilde Cairoli – Esa interpreta se stesso, tanto che ammette di essersi sentito «nel mio mondo».

«L’esperienza a Super House è stata inaspettata, perché non mi aspettavo di poter fare una cosa del genere. – ci rivela Esa – Mia madre mi ha sempre detto che sarei stato un bravo attore, ma perché ho sempre raccontato tante palle. Provarci è stata comunque una sorpresa. Io non dico mai di no. Se è una proposta interessante e che può far bene a me e ad altre persone, sono sempre nel mood di dire sì. È stato bello e spontaneo. Son contento, mi son divertito».

Del resto, l’esperienza sul set è stata molto breve (ce l’aveva accennato già Giulia Sara Salemi, altra guest star della sit-com), ma Esa ammette che non gli dispiacerebbe riprovarci.

«Il mio obiettivo principale è cantare e fare arte in quella maniera. – ci dice – Ma se dovessero richiamarmi credo sia un’altra maniera di arrivare alle persone. Se poi posso far divertire sia me che altre persone, perché no? Caratterialmente oltretutto sono sempre stato spigliato. Non ho mai patito le telecamere, ma credo che sia l’abitudine che abbiamo ormai un po’ tutti a forza di stare sui social. Una volta le pativo di più. Mi imbarazzavo anche solo se qualcuno mi fissava».

Esa Abrate, la musica e il futuro

E la musica? Recentemente è uscito il brano Avec Toi, in featuring con Patrick. Per il resto, Esa ci confessa di essere molto concentrato su un lavoro di ricerca.

«Sarò molto sincero, la musica va bene. – ci dice – Appena ho finito il mio percorso ad Amici, ho subito iniziato a scrivere e a dire ciò che avevo da dire. E di cose da dire ne avevo! Ora son contento perché tra non molto, sicuramente a gennaio, uscirà qualcosa di nuovo. Ultimamente sono un po’ fermo perché sto cercando qualcosa che ancora non conosco. Sono in un periodo di ricerca, sto cercando di fare uno scalino in più che credo sia necessario. Son contento, alla fine in ogni modo bisogna sempre crederci. Se non ci credi tu, non ci crede nessuno al posto tuo».

Del resto, il 2021 è stato un anno sicuramente intenso per il cantante.

«Mi ricordo che, a Capodanno 2019, ho detto Vedrete che il 2020 è il mio anno. Non so perché l’ho detto. Sembra una frase fatta, ma in realtà l’ho detta solo in quella situazione. A novembre 2020 è arrivato Amici, e il 2021 è stato un anno movimentato. Il mio bilancio è super positivo, speranzoso nel futuro. Abbiamo messo le basi per poter fare di più, ma non mi considero arrivato. Ho fatto l’1% di ciò che devo fare. È già buono, ma si può fare sempre di più. Se devo dare un voto al 2021 direi tra il 7 e l’8. Il 2022 sono sicuro che arriverà a un voto tra l’8 e il 9».

Chiediamo a Esa in cosa esattamente si sta muovendo la sua ricerca.

«Diciamo che, se avete ascoltato le mie canzoni, già nell’ultimo brano sentite che c’è un altro tipo di sound. Sono uscito da Amici e ho subito pensato di fare qualcosa di diverso. Avevo capito che qualcosa stava maturando. Ora è maturato e il frutto di questa ricerca lo vedrete nel 2022. Il frutto della ricerca che sto facendo ora si vedrà invece, forse, verso la fine del 2022. Stiamo parlando di futuro, ma per me le cose vanno viste in questo modo. Quando ho finito Amici sono tornato in studio, ho scritto tanto e uno dei primi pezzi che ho scritto uscirà tra un po’. Bisogna sempre stare un po’ avanti».

«Prima se non mi piaceva un mio brano lo eliminavo, non volevo che la gente lo sentisse. – conclude Esa – Ora il livello è diverso, ma credo che bisogna permettere alle persone di vedere il tuo percorso. Non ne posso più neanche di Dimmi se è per questo. Non è vero, dai. Per me è un pezzo importantissimo. È la canzone che è andata meglio sia nel programma che tra le persone. È stato il primo brano scritto nella prima quarantena».