‘I Racconti di Olaf’ dei grandi classici Disney e «la libertà di prendersi poco sul serio»

In occasione del Disney+ Day, arriva su Disney+ la serie 'I Racconti di Olaf'. Ne abbiamo parlato con Josh Gad, Hyrum Osmond e Jen Newfield.
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Arriverà il 12 novembre in occasione del Disney+ Day la nuova serie di cortometraggi I Racconti di Olaf. Il protagonista è ovviamente il pupazzo di neve reso celebre da Frozen, ma la serie sarà anche un’occasione per rivivere alcuni momenti dei classici Disney Animation. Da La Sirenetta a Oceania, passando per Il Re Leone, Aladdin e Rapunzel – L’intreccio della torre, Olaf ricreerà alcune delle scene più belle dei cartoni animati.

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«È stato un piacere. – commenta subito Josh Gad, da sempre voce (e spirito) di Olaf – Egoisticamente però è stato bellissimo immergersi in questi film con cui sono cresciuto. Ricordo di aver visto La Sirenetta al cinema e di essermi chiesto Cos’è?. Sembrava di vedere uno show di Broadway su grande schermo. E ricordo che per la prima volta, dopo le canzoni, mi è capitato di applaudire al cinema. Quindi questa serie è un sogno che diventa realtà, per me. Anche perché con Aladdin ho un po’ ripercorso le tracce del mio idolo, Robin Williams».

Dal punto di vista della produzione – come sottolinea Jen Newfield – la parola d’ordine è stata del resto giocare.

«Sapevamo che potevamo prenderci alcune libertà, il che non succede spesso. – chiarisce infatti Jen, produttrice della serie – Di solito dobbiamo essere molto precisi nelle nostre decisioni. Ma dalla fase di scrittura a quella di registrazione c’è stata molta giocosità e godersi questa libertà è stato molto bello».

I Racconti di Olaf tra tributo e briglia sciolta

I Racconti di Olaf

In un certo senso, I Racconti di Olaf finiscono per essere un tributo ai classici di animazione Disney. Eppure, l’elemento funny è decisamente la sorpresa di questo progetto.

«Sicuramente è stata una sfida unica e divertente. – precisa infatti il regista Hyrum Osmond – Abbiamo parlato molto di questi classici a cui ci siamo ispirati. Ma da lì ci siamo poi presi la libertà di non prenderci troppo seriamente. Ed è stato divertente, soprattutto se racconti queste storie dal punto di vista puro e ingenuo di Olaf. È inevitabile che si creino momenti divertenti». E in effetti, Josh Gad sottolinea quanto all’inizio sia stato difficile «capire quali fossero i confini da rispettare».

Al netto del lato più ilare del progetto, tuttavia, scegliere quali classici rivisitare non è stato così semplice. «È stato veramente difficile decidere ed è stata una scelta molto seria. – chiarisce subito infatti Jen Newfield – Ma anche qui lo spirito collaborativo del team ha aiutato molto. Ci sono state molte sessioni di brainstorming e, alla fine, la sceneggiatura era lunghissima».

«Alla fine abbiamo scelto cinque classici. – aggiunge Hyrum – E sono stati quelli sin dall’inizio. Ci sono subito sembrati quelli giusti».

L’importante – del resto – era che non si perdesse nel racconto la prospettiva di Olaf. Un elemento molto apprezzato da Josh («Mi è piaciuto questo principio perché, beh, io sono Olaf» scherza l’attore).

«Mi sono liberato di tutti gli altri. – continua Josh – Olaf è un personaggio ricco di immaginazione e di innocenza e si avvicina a qualsiasi cosa con una mentalità sempre positiva. Il vero privilegio però per me è stato unire Olaf ad alcuni dei miei film preferiti».

«La parte divertente di questo progetto – aggiunge Jen – è che Olaf fa sempre parte della storia di qualcun altro. Ed è divertente vederlo conquistare il centro del palco e ammettere che a lui piace raccontare le storie di altre persone».