‘Turner e il Casinaro – La Serie’, intervista a Carra Patterson, Brandon Jay McLaren e Anthony Ruivivar

Carra Patterson, Brandon Jay McLaren e Anthony Ruivivar ci raccontano 'Turner e il Casinaro - La Serie', disponibile su Disney+.
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Tra i protagonisti di Turner e il Casinaro – La Serie, troviamo anche Carra Patterson (Jessica), Brandon Jay McLaren (Xavier) e Anthony Ruivivar (Chief James Mendez). Insieme a Josh Peck (Scott Turner), sono gli attori che compongono la squadra di US Marshal dello show, dando linfa alla trama più poliziesca del sequel del celebre film del 1989.

«Le scene d’azione sono fantastiche. – ci dice subito Brandon – Ci sono un paio di scene di combattimento ed è stato sicuramente difficile girare d’inverno a Vancouver. Per alcune delle scene d’azione era decisamente freddo ed è stata una sfida. A parte questo, però, ci hanno dato parecchia libertà».

«Non mi sono preparato atleticamente – aggiunge Anthony – Avrei voluto essere costretto a alzarmi e allenarmi. Forse accadrà nella seconda stagione».

Diversa la situazione per Carra, che si è trovata in dolce attesa sul set.

«Per me è stato interessante. – ci dice l’attrice – Mi sono preparata e ho incontrato un paio di US Marshal. Ho saputo di avere ottenuto il ruolo a febbraio del 2020 e poi è scoppiata la pandemia. Non sapevamo neanche se saremmo riusciti a fare lo show. A quel punto ho scoperto di essere incinta. Ringrazio il team creativo perché mi ha semplicemente detto che anche gli US Marshal hanno figli. Hanno semplicemente aggiunto questo dettaglio al personaggio. Per me è stata una bellissima esperienza, perché la mia gravidanza è andata avanti in contemporanea con quella del personaggio. A volte ero stanca, ma interpretare Jessica mi ha dato molta energia. In un certo senso è venuto fuori il mio lato cattivo».

Turner & il Casinaro – La Serie: Carra Patterson, Brandon Jay McLaren e Anthony Ruivivar sul set con i cani

«Non ci siamo allenati insieme ai cani» precisa subito Brandon, quando chiediamo ai tre attori com’è stato lavorare con attori a quattro zampe.

«Ricordo che subito abbiamo iniziato a capire come sarebbe stato lo show. – continua l’attore – Gli addestratori erano incredibili e ci dicevano cosa dovevamo fare. Ci siamo appoggiati molto a loro. In una scena, un cane doveva leccare la faccia di un attore sporca di zuppa di funghi. L’abbiamo rifatta milioni di volte. Ho ringraziato di non essere il protagonista di quella scena, perché è tantissimo lavoro».

Eppure, continua Brandon, è importante capire che «Hooch non è un personaggio secondario, ma scopre ogni indizio sui crimini su cui stiamo investigando. È veramente il protagonista della storia e dei crimini risolti».

«Credo che gli animali diano valore alla vita di ognuno di noi e in Turner & Hooch questo messaggio è chiaro» conclude.

Anthony Ruivivar ricorda invece di come, nel pilot, si sia subito lavorato alla relazione tra il suo personaggio e Hooch.

«Ogni scena con i cani è improvvisata. – racconta – Non importa cosa fai, loro si comportano come vogliono ed è una cosa fantastica. Ricordo una scena in cui un cane mi doveva guardare in un momento preciso. Dovevo avere un giocattolo che suonava nella tasca per attirare la sua attenzione. È stato difficilissimo ed intenso».

«Hooch non parla, non è un cane animato. Non ha voce ma ha molto da dire. – continua – È interessante e fantastico vedere le persone intorno a lui provare a capirlo. Questa dinamica è affascinante da guardare e credo che lo show faccia un buon lavoro nel lanciare il messaggio che gli animali possono insegnare qualcosa agli umani. È anche un messaggio molto profondo. Il messaggio dello show è che è importante vivere il presente. Credo che tutti noi abbiano smesso di farlo a un certo punto. Possiamo imparare molto sull’abilità di fermarsi e leggere gli indizi che abbiamo davanti. A volte andiamo talmente veloci che ce ne dimentichiamo. Questo aspetto dello show mi piace molto».

«C’è una scena nel pilot – continua Carra – è un momento semplice in cui io e Scott camminiamo con Hooch. Sullo sfondo c’è una fontana. Hooch era ossessionato dall’acqua e il nostro regista le ha provate tutte per far funzionare la scena. Dicevamo le battute mentre provavamo a seguire Hooch. Alla fine ci siamo detti che quello era il bello dello show, essere sorpresi da Hooch. Ho capito che ogni episodio sarebbe stato così».

«Amo la relazione tra Scott e Hooch. Mi identifico molto e credo sia qualcosa a cui tutti possono relazionarsi. – continua – Perché è importante essere connessi e vivere nel presente. Credo che sia un messaggio di cui tutti abbiamo bisogno. Soprattutto dopo quest’anno, credo valga per tutti».