Giorgio Mastrota canta con i Nanowar of Steel: «Sono uscito dalla mia comfort zone. Propaganda? Mi diverto»

Giorgio Mastrota ci racconta la collaborazione con i Nanowar of Steel. E ci assicura che lo rivedremo a Propaganda Live.
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Si intitola La Polenta Taragnarock il nuovo singolo del gruppo Nanowar of Steel, con la partecipazione speciale di Giorgio Mastrota. Nel nuovo video, Giorgio – già acclamato dal gruppo musicale nel 2012 con il singolo Giorgio Mastrota – The keeper of inox steel – interpreta un vichingo valtellinese impegnato nella preparazione del famoso piatto locale: la polenta taragna. Il brano La Polenta Taragnarock farà parte del nuovo disco della band Italian Folk Metal: un omaggio in chiave rock alle sonorità più tradizionali del bel paese, in uscita il 2 luglio per Napalm Records. Ne abbiamo parlato con Giorgio Mastrota.

Ciao Giorgio, innanzi tutto complimenti. Il video è bellissimo. Raccontami com’è nata questa collaborazione per La Polenta Taragnarock.
Con i Nanowar of Steel avevo già fatto qualcosa un po’ di anni fa. Ero anche salito con loro sul palco del Lucca Comics. Siamo rimasti in contatto perché loro mi vogliono molto bene. Sono un po’ particolari. Il loro desiderio è essere una band rock a tutti gli effetti, ma tra i membri ci sono ingegneri, astrofisici, disegnatori. Son tutte professioni più che dignitose, ma vorrebbero abbandonarle per approdare nell’olimpo dei musicisti. Cosa che in realtà già fanno, intervallandola con i lavori che permettono loro di sbarcare il lunario. Hanno saputo che mi sono trasferito in Valtellina. Considera che per il nuovo brano avevano fatto una specie di sondaggio con i loro fan e c’era una lotta all’ultimo sangue tra la polenta taragna e la cedrata Tassoni. Dato che ormai vivo a Bormio e sono – ahimè – un loro punto di riferimento, hanno dato un colpetto alla cedrata ed è venuto fuori questo pezzo divertente.

In cui canti anche.
Mi hanno chiesto se volevo cantare una strofa e ho detto Perché no? Sarebbe divertente. Poi mi hanno chiesto di organizzare la registrazione del video e ho scelto la location. Così hanno preso in affitto una casa qui e abbiamo passato tre giorni molto divertenti. È stato bello anche per me. Loro continuavano a ringraziarmi, ma sono io che li ringrazio per avermi fatto uscire dalla mia comfort zone.

Mastrota

Ma come ti sei sentito a interpretare il vichingo valtellinese? Ti senti valtellinese ormai?
Mio figlio ha tre anni e ormai ha l’accento di qui. Mia figlia un po’ meno, ma ogni tanto le scappa. Noi ci troviamo bene qui, è stata una scelta di vita azzeccata. Siamo molto contenti. Premetto che se fosse per mio figlio piccolo i Nanowar of Steel sarebbero i Rolling Stones. Sente la canzone ogni giorno, sai che i bambini sono ripetitivi. Quando mi hanno visto vestito da vichingo, Matilde si è spaventata. Leonardo invece era molto contento. Ha visto tutto e io mi sentivo molto orgoglione. Ero finalmente un papà speciale. Del resto, mi sono calato nella parte. Ho visto anche le prime stagioni di Vikings. Loro dicevano che avevo una faccia da matto, ma io imitavo gli attori della serie con queste espressioni da folli. Mi sono divertito a fare il pazzo anche io.

Musica e heavy metal

Comunque canti bene.
Abbiamo registrato una sera in uno studio a Milano. Ridevamo perché è lo stesso studio in cui decine di anni fa hanno registrato C’è da spostare una macchina di Francesco Salvi. Ero appena tornato da una serie di televendite e avevo la voce un po’ roca. È stato veloce, mi sono buttato. Me la sono cavata. dai.

Ma è un genere che ti piace l’heavy metal?
Mi piace più la musica anni di quando ero ragazzo. I Genesis, i Rolling Stones… Recentemente ho letto la biografia Life di Keith Richards. Il rock era la mia musica di riferimento nell’adolescenza e ogni tanto, quando voglio rilassarmi, l’ascolto ancora. Però sono abbastanza trasversale. Non sono monotematico nella musica. I Nanowar mi divertono, mi piace il loro modo di fare. Volevo fare qualcosa in un ambito completamente diverso e trovo molto forte che loro non mollino. È bello.

Mastrota

Dimmi la verità. Sei un fan della polenta?
Allora, questa è stata una loro idea. Non volevo passasse come un messaggio pubblicitario da parte mia. Però il merchandising credo sia una bella idea. Io ho un negozio Made in Valtellina che ho aperto con un mio amico. È un divertissement che sta diventando bello, perché conosco bene il territorio. Poi mi fanno assaggiare di tutto. Ci sono tante cose buone. Ho chiesto a Molino Filippini di fare un pacchetto speciale e hanno accettato. Come puoi immaginare in Valtellina questa canzone sta andando benissimo. Potrebbe diventare il nuovo inno della Valtellina.

Un po’ come l’inno dell’Inter?
Sai che prima scherzando ho detto ai Nanowar che sicuramente in Valtellina diventerà un must. Nel resto d’Italia non lo so. Ma in Valtellina questi ragazzi hanno le porte aperte.

Giorgio Mastrota, Propaganda Live: «Credo di esserci anche l’anno prossimo»

Giorgio, a proposito di trasversalità, ti ho seguito a Propaganda Live.
A me piace fare quello che faccio, e credo si senta. Mi trovo bene e non ho voglia di rivincite. Sto bene così. Faccio le televendite dei materassi ed è un ottimo lavoro, ma son sempre quelle. Preciso: lunga vita al materasso, per carità! Ma ogni tanto faccio cose che vanno un po’ al di fuori. Una è stata questa canzone. Una è stata Romolo + Giuly per Fox, che mi ha molto divertito. E uno è proprio Propaganda Live. Ha preso un pubblico che assolutamente non è il mio. Quello delle signore e dei responsabili di acquisto. Ti faccio ridere. Un mio amico con cui non parlo mai di lavoro mi ha detto di essere stato per la prima volta orgoglioso di me. È un professore e non ha mai detto Che figata, ho visto quella cosa che hai fatto, che bella. Mi ha detto Sai ho visto Propaganda, bellissimo. Era esaltato. Erano 25 anni che non mi faceva un complimento. Per la prima volta deve aver rivelato che è mio amico.

Ha reso pubblica questa amicizia grazie a Propaganda?
Che poi è nato tutto per caso. Mi collego da sotto casa, nello studiolo di un mio amico. Io ho dei ritmi da nonno o da papà anziano. Alle nove e e mezza cado in letargo. Avevo chiesto quindi di mettermi all’inizio perché dopo non ce la facevo. E loro fanno sempre il collegamento alle dieci meno un quarto, che è il mio limite perché dopo crollo. Quando qualche politico dice qualche cazzata mi tirano in ballo. È stato molto divertente e credo lo faremo anche l’anno prossimo.

Mi sembra tu vada fuori dal tuo seminato quando hai modo di sfogare un po’ la tua vena ironica.
Sì. Io ho anche delle idee, ovviamente. Ogni tanto mi invitano a programmi in cui sarebbe pericoloso secondo me per il mio lavoro esporle. Accetto volentieri quando si scherza e si è simpaticamente superficiali. Quando si tratta di approfondire per ora dico di no. Poi arriverà il giorno in cui mi divertirò anche in contesti seri, ma non è il momento.

Sappi che io mi auspico una tua carriera da cantante heavy metal.
Sai che io ho una casa anche in Calabria? Il prossimo pezzo potrebbe essere sulla ‘nduja.  E i vichinghi diventano saraceni.