Prima volta all’Arena di Verona per Amadeus: «Il sapore della grande festa»

Primo show all’Arena di Verona per Amadeus che nella città veneta è cresciuto: il 12 e il 14 settembre va in scena ‘Arena ’60 ’70 ’90’.
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Cresciuto all’ombra dell’Arena di Verona, Amadeus non aveva mai condotto all’interno dell’anfiteatro veneto. Tempo di debutto, dunque, per il presentatore che il 12 e il 14 settembre guida le due serate evento Arena ’60 ’70 ’80 (a ottobre su Rai1) che celebrano la musica di quei decenni nel tempio che l’ha consacrata.

“Sono sinceramente emozionato”, esordisce Amadeus in conferenza stampa ripercorrendo momenti della sua vita, personale e professionale. “Abbiamo l’occasione di trascorrere due serate di festa, gioia e divertimento per me emotivamente importanti. Sono cresciuto a Verona, dove mi sono trasferito quando avevo sei anni e i miei genitori vivono ancora qui. Ho un rapporto speciale con questa città, da cui è partita tutta la mia avventura”.

L’amore per la radio è partito da una piccola radio locale e il mio sogno era legato da sempre all’Arena”, continua Ama. “Credo di aver visto tutte le edizioni del Festivalbar, non me ne sono perso uno finché ho vissuto qui e sognavo di condurlo. Qui ho aspettato per ore Vittorio Salvetti che mi presentò a Claudio Cecchetto. Così, ho iniziato il mio percorso durante il quale non ho mai condotto nulla all’Arena”. Sembra impossibile eppure è così.

“Negli anni in cui ho condotto il Festivalbar l’Arena era stata blindata a eventi non strettamente lirici”, ricorda Amadeus. “Queste due serate, per me, saranno una situazione particolare. Vengo all’Arena per la prima volta a 59 anni, ha un significato triplo. Ne sono felice”.

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La musica al centro di Arena ’60 ’70 ’90

La celebrazione di tre decenni in musica con i protagonisti e le canzoni esattamente nel luogo che ne ha decretato il successo. Spiega ancora il conduttore: “La musica sarà al centro dello spettacolo in queste serate. L’idea è portare le canzoni e i protagonisti originali laddove sono stati resi celebri. Tutti coloro che vedremo sul palco sono stati all’Arena e le loro canzoni storiche risuoneranno in un luogo unico al mondo che le ha ospitate proprio negli anni del loro massimo successo”.

Mentre sono in corso le trattative per definire il cast artistico, Amadeus conferma i primi ospiti. “Ci saranno gli Europe, Loredana Bertè, Patty Pravo, Umberto Tozzi, Raf e Gazebo”. E aggiunge: “Con me ci saranno anche figure femminili iconiche di quegli anni”. Ma Ama tornerà anche a fare l’intrattenitore alla consolle: “a tratti voglio tornare a fare anche il dj e il vocalist per riportare il sapore della grande festa all’Arena di Verona”.

“All’Arena di Verona Ricordo Alan Sorrenti con Tu sei l’unica donna per me, Tracy Spencer con Run to Me, i Righeira con Vamos a la playa”, afferma il presentatore. “L’arena tremava. Voglio che anche stavolta sia una grande festa”.

Ma nel cuore di Verona, Amadeus ritroverà anche al il pubblico in platea. “Il rapporto con l’arena è particolare, arriva una forza da parte del pubblico che è veramente unica. La sua presenza è estremamente importante e ce ne siamo resi conto a Sanremo ma anche a I Soliti Ignoti. Le prime registrazioni erano agghiaccianti, è come nel calcio: il silenzio in uno studio, in teatro o allo stadio è terribile. Avere, invece, seimila persone è una cosa bellissima perché aiutano a portare avanti lo spettacolo; il pubblico ti aiuta nella conduzione. E poi parteciperà cantando e ballando, sarà bellissimo”.

Immancabile una chiosa su un possibile Sanremo ter. “Ho sempre detto di avere un rapporto splendido con l’azienda e in particolare con il direttore Stefano Coletta e con Claudio Fasulo. Abbiamo condiviso due festival particolari, belli, intensi e diversissimi tra loro. Posso dire che stiamo dialogando: la priorità per me è farlo solo se ci sono realmente le possibilità di fare uno spettacolo importante che sia davvero l’edizione della rinascita. Ripeto, c’è grande rapporto e ora stiamo cercando di capire se io possa essere utile per un terzo Sanremo facendolo come va fatto, cioè alla grande”.

Foto di Marco Rossi per Ufficio Stampa Rai