L’‘Aurora’ di Giovanni Caccamo: «Firenze, madre della nuova arte»

Esce ‘Aurora’, il nuovo singolo di Giovanni Caccamo che anticipa l’album ‘Parola’. Ad accompagnare il progetto un cortometraggio speciale che parla di rinascita.
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Palazzo Vecchio come grembo della cultura e culla di una ripartenza artistica che ambisce a essere un nuovo Ri-nascimento, una nuova ‘Aurora’. È questo il significato più autentico dell’omonimo progetto prodotto da MUS.E che firma il cortometraggio con protagonista Giovanni Caccamo girato nel cuore di Firenze. Il video che accompagna l’inedito del cantautore ha, infatti, come location d’eccezione le sale monumentali di Palazzo Vecchio. E qui la musica dell’artista incontra l’arte figurativa e la danza della Compagnia Nuovo Balletto di Toscana.

“Sono rimasto senza fiato nel vedere questo cortometraggio”, spiega il sindaco della città Dario Nardella. “Pensate che io ho un grande privilegio come sindaco, quello di vedere ogni giorno le sale di questo palazzo stupendo. Qui hanno vissuto e operato i più grandi artisti, scultori e politici del Rinascimento. Ma vederlo sotto questa luce completamente diversa fa un effetto molto particolare.

Questa ‘Aurora’ con la voce limpida di Giovanni Caccamo e le parole profonde Willem Dafoe portano a speranza e fiducia. L’arte è il linguaggio più potente, è il vaccino per il nostro cuore. Questo progetto artistico di MUS.E è quello qualcosa che ci serviva”.

Giovanni Caccamo e la sua ‘Aurora’: il progetto in attesa del nuovo album

“Per me è un’emozione veramente grande raccontarvi questo viaggio, questa fioritura direi; non a caso Firenze è ‘Fiorente’”, spiega Caccamo dalla Sala Lorenzo il Magnifico. “Sono venuto per la prima volta qui, in modo più consapevole, a settembre scorso per il Festival dell’Economia e ne sono rimasto rapito. In questo Palazzo ti rendi davvero conto di quanto ognuno di noi sia piccolo di fronte alla grandezza dell’arte e dell’intangibile. All’epoca stava nascendo Aurora, brano che fa parte del mio prossimo disco dal titolo ‘Parola’ in uscita a settembre 2021.

In questo album, anticipato dal cortometraggio, ogni canzone è stata ispirata da un testo (di letteratura, di attualità o musicale). E ognuno è letto da una voce che in qualche modo è collegata all’autore o alla storia narrata. La traccia Aurora nasce dal testo di I’m that di Franco Battiato e Manlio Sgalambro, letto in modo magistrale dalla voce sublime di Willem Dafoe – continua l’artista – Parla di buio, luce e di rinascita; della natura cosmica delle stelle che protegge la natura dell’uomo”.

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“Le parole del testo mi hanno subito riportato a questa citta culla dell’Umanesimo”, dice ancora Caccamo. “Così, nel cortometraggio, Palazzo Vecchio diventa una cassa armonica, madre della nuova arte che nasce in una sinestesia tra la danza del Nuovo Balletto di Toscana, la voce di Aurora e l’arte che ci circonda”.

Ripercorrendo la genesi del brano Aurora, Giovanni Caccamo ha spiegato anche l’idea di coinvolgere Willem Dafoe. “Ho conosciuto lui e Giada Colagrande a Donnalucata con Franco Battiato, in una delle estati in cui la casa di Battiato si trasforma in un comunità delle arti. Da subito si è creata un’affinità autentica, una sorta connessione emotiva. E quando è nata ‘Aurora’ ho pensato subito alla voce penetrante e ipnotica di Dafoe”.

“Ho impiegato quarantotto ore a scrivere la mail a lui indirizzata per raccontargli questo progetto”, ricorda quindi il cantautore. “Gliela inviai e dopo un’ora e mezza ho ricevuto una risposta entusiasta, con allegate già quattro registrazioni del testo. È stato di un’umiltà disarmante: non sapevo quale versione scegliere, erano tutte straordinarie. Quindi, con lo stesso affetto, ci siamo ritrovati di recente per ascoltare il brano e non posso che ringraziare tutti per questi doni straordinari”.

“Penso che in questo momento la bellezza e le arti abbiano un ruolo fondamentale. Ovvero quello di riaccendere la speranza e curare le nostre anime”, sostiene Giovanni Caccamo. “Spero che questo corto possa essere una carezza per quante più anime possibile”.

Dalla canzone all’idea del cortometraggio fino alla scelta di Palazzo Vecchio raccontato in alcune pillole video per i social. “Qualche tempo fa ho fatto alcuni sopralluoghi qui grazie a MUS.E e sono stato condotto in queste stanze straordinarie”, conclude il cantautore. “Sono rimasto affascinato a tal punto che ho sentito l’esigenza di trasformare i miei social in un ponte per vivere anche a distanza un’esperienza straordinaria. Vorrei aprire una piccola porta su queste stanze e sue queste storie senza tempo”.

Foto da Ufficio Stampa L. Angelici